cOME UNA PIANTA HA BISOGNO DEL SUO HABITAT PER CRESCERE RIGOGLIOSA E FIORIRE, COSI' PURE L'AMICIZIA NON PROSPERA SE NON A PRECISE CONDIZIONI, PRIME FRA TUTTE LA SEMPLICITA' E L'ALTRUISMO.
L’EMPATIA Nel linguaggio comune significa più che altro capacità di compartecipazione, saper condividere gli stati d’animo degli altri e in particolare le loro sofferenze; da qui giungono capacità di aiutare, sostenere e, soprattutto, comprendere.
Indubbiamente il significato è molto ampio, tuttavia si lega sempre al saper “sentire” stati d’animo sia negativi che positivi, ed al saper alleviare la sofferenza. Di fatto, non può esistere relazione significativa se non c’è empatia: la mamma che consola il suo bambino lo fa grazie all’empatia; la persona che riesce a condividere la gioia dell’amico lo fa perché può usare la sua capacità di condivisione empatica; l’innamorato che riesce a sintonizzarsi su ciò che sente l’altro anche senza l’uso di parole, lo fa usando questo strumento.
Per molti studiosi viene vista come una condivisione affettiva; tuttavia molti autori considerano la vera empatia come subordinata anche allo sviluppo di capacità cognitive che consentono in primo luogo di immedesimarsi negli altri, di mettersi dal loro punto di vista e di comprendere il loro modo di valutare cose e situazioni, tutto ciò è frutto del pensiero riflessivo.
Il più lontano oggetto facilmente visibile ad occhio è M31, la grande Galassia di Andromeda a circa due milioni e mezzo di anni luce di distanza. Anche senza un telescopio, questa immensa galassia a spirale - che si estende per oltre 200.000 anni luce - appare come una debole nube nebulosa nella costellazione di Andromeda. Le ricerche ora sono ispirate dalla consapevolezza che ci sono molte lontane galassie come M31:
Gli astronomi hanno dibattuto sul serio questo concetto fondamentale nel 20° secolo. Queste nebulose "a spirale" erano componenti periferiche della nostra Via Lattea o erano invece "universi isola" – cioè sistemi di stelle paragonabili alla Via Lattea stessa? Il problema fu risolto con le osservazioni di M31 in favore di Andromeda, universo isola.
Nuove Ricerche confermano che tutte le galassie nell’universo sono disposte in una vasta matrice geometrica che si diffonde nel cosmo.
Ci hanno insegnato che la materia è fatta di molecole, che a tratti sono fatte di atomi e a tratti di piccole particelle che girano attorno a un nucleo come un sistema planetario in miniatura che per il 99,99 per cento è spazio vuoto. Ma affermare che gli elettroni viaggiano attorno al nucleo come pianeti intorno al sole è un terribile errore, poiché tutti gli esperimenti fatti per provare la struttura centrale dell’elettrone hanno dato risultati negativi.
Gli scienziati dicono ora che gli atomi sono fatti da onde, qualcosa che agisce come una particella quando lo scienziato le misura come particelle e qualcosa che agisce come onda quando lo scienziato le misura come onde. Insomma la scienza ufficiale non sa ancora cosa sia veramente la materia. Alcuni studiosi hanno mostrato che tutte le 5 geometrie dei solidi platonici emergono quando si fa vibrare una sfera fluida ad una determinata frequenza sonora; più alta è la frequenza e più complessa diviene la geometria, se invece si riduce la frequenza emerge la geometria originale.
Un dato tono sonoro puro forma il suo unico tipo di cristallo in qualsiasi sostanza fluida.
(Nel visionare il filmato raccomandiamo di tenere molto basso il volume)
Che cosa hanno in comune le spirali di una galassia, di un ciclone, di una pigna, la distribuzione delle foglie lungo lo stelo, la disposizione dei semi del girasole… tutti questi fenomeni presentano schemi riconducibili alla spirale aurea e alla sequenza dei numeri di Fibonacci. Evoluzione armoniosa.
La sequenza di Fibonacci è una successione di numeri interi naturali, in cui ciascun numero della sequenza equivale alla somma dei due che lo precedono: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233..
La sequenza prende il nome dal matematico pisano del XIII secolo Leonardo Fibonacci e i termini di questa successione sono chiamati numeri di Fibonacci. L'intento di Fibonacci era quello di trovare una legge che descrivesse la crescita di una popolazione di conigli. La particolarità di questa sequenza sta nel fatto che essa trova riscontro in una straordinaria varietà di fenomeni naturali e artistici: dalla "regolarità" di proliferazione dei conigli, alla struttura della conchiglia del mollusco Nautilus, all'ordinamento delle scaglie dell'ananas...
L'accrescimento biologico di alcune specie, la spaziatura tra le foglie lungo uno stelo e la disposizione dei petali e dei semi in alcuni tipi di fiori quali il girasole, spesso presentano schemi riconducibili a quello dei numeri di Fibonacci. Il Nautilus, un mollusco di grandi dimensioni che ha la sezione del guscio come una perfetta spirale logaritmica ci dimostra come la sezione aurea sia l'espressione matematica della bellezza e della eleganza della natura.
Gli esempi in natura di elementi che richiamano la serie di Fibonacci sono numerosissimi. La serie di Fibonacci approssima il numero di placche che si contano procedendo per circonferenze, a partire dalla base in un frutto di ananas, analoghi esempi valgono per le pigne, i lati della banana, la struttura dei grappoli d’uva eccetera. Il numero di petali di molti di essi è un numero di Fibonacci. Per esempio il giglio ha 3 petali, i ranuncoli ne hanno 5, la cicoria 21, la margherita spesso 34 o 55; la testa dei girasoli è costituita da due serie di spirali, una in un senso ed una in un altro. guarda il filmato ...
Si chiama Leo, e in Australia è diventato una celebrità per il suo eroico comportamento, che smentisce il vecchio luogo comune sull’inimicizia tra cani e gatti. Leo, un esemplare di terrier più piccolo della media della sua razza, è coraggiosamente rimasto tra le fiamme che avevano avvolto la sua casa di Melbourne, pur di non lasciare al loro destino quattro micini appena nati. Lo hanno trovato i pompieri, in una cameretta dove continuava a star vicino ai gattini, nonostante fosse ormai quasi asfissiato.
Per rianimare Leo è stato necessario somministrargli ossigeno da una bombola e praticargli un massaggio cardiaco. Malgrado i padroni fossero già fuggiti, lui non ha tradito i minuscoli amici ed è rimasto a vigilare sulla loro cuccia, incurante di fuoco, fumo e del pericolo di un crollo. Lo si è visto in televisione, dopo che i pompieri lo hanno salvato e rianimato, leccare teneramente i cuccioli.
Tra cani e gatti si sa che l’istinto li porta alla competizione e alla lotta. Questa eccezione conferma la “regola”? Non tutti i cani sono così, ma sappiamo che di casi simili ce ne sono molti altri, anche con altri animali. “Bestie rare” che sovvertono e superano certi istinti… Eppure sono istinti anche quello di maternità, di protezione, per non parlare del bisogno di amicizia, di contatto e di convivenza.
Fa riflettere il fatto che ciò avvenga non fra razze di cani diversi, ma fra cani e gatti. Forse diamo per scontato che fra gli esseri umani e fra animali sia “normale”, “istintivo” e “naturale” solo il pensare a se stessi, difendere il proprio territorio e combattere l’altro, invece proprio alcuni animali, non condizionati da leggi, norme, raccomandazioni, pregiudizi, mostrano con i fatti che UN’ALTRA CONVIVENZA E’ POSSIBILE, capace sia di dare soddisfazioni migliori sia di garantire una evoluzione e un futuro migliori.
NON PENSAVO Non pensavo che io dovessi essere come l’aria: non si vede, ma può essere respirata da tutti. Non pensavo che io dovessi essere come l’acqua: non ha una sua forma, ma prende quella del vaso che ognuno possiede.
Ora so perché devo essere trasparente come l’aria: così potrà passare liberamente la luce del giorno. Ora so perché devo essere senza forma come l’acqua: così potrà bere liberamente ognuno nel suo bicchiere.
Scrissi questa canzone anni fa per descrivere l’atteggiamento che trovavo giusto nella relazione con gli altri. In questi giorni leggendo Il Libro del Tao Tê Ching, mi ci sono ritrovato in pieno. Opera di Lao-tse, nato intorno al 570 a. C. è considerata come una delle vette del pensiero cinese. Tao è uno stile di vita, la via maestra che si riflette sia nel macrocosmo (l'organizzazione perfetta dell'universo) che nel microcosmo (stile di vita di ognuno di noi, l'arte di compiere ogni attività). Così è scritto nel capitolo “Tornare alle qualità naturali”:
"Il sommo bene è come l'acqua: l'acqua ben giova alle creature e non contende, resta nel posto che gli uomini disdegnano (Gli uomini detestano i luoghi bassi, umidi, sporchi, impuri: solo l’acqua vi permane scorrendo tranquillamente ). Per questo è quasi simile al Tao. Nel ristare si adatta al terreno, nel volere s'adatta all'abisso (L’acqua sprofonda nel cavo e nel vuoto) nel donare s'adatta alla carità (Le creature desiderano l’acqua per vivere. Essa dà al vuoto, non al pieno) nel dire s'adatta alla sincerità (Nell’acqua le immagini sono riflesse) nel correggere s'adatta all'ordine (L’acqua lava e leviga) nel servire s'adatta alla capacità (È capace di essere quadrata o rotonda, storta o dritta, a seconda delle forme) nel muoversi s'adatta alle stagioni (D’estate si scioglie, d’inverno si raggela) Proprio perché non contende (Se l’ostacoli s’arresta, se la liberi fluisce. Obbedisce e fa come vogliono gli altri) non viene trovata in colpa".Tao Tê Cing, VIII, Tornare alle qualità naturali
PRESENTAZIONE Ci sono tanti modi di essere e di vivere, ma fondamentalmente tutte le varianti si possono sintetizzare in due principali atteggiamenti: quello che include e quello che esclude gli altri dalla propria vita.
Mi sono sentito in dovere di mettere in comune le poche cose che ho capito nella vita, e le esprimo animato da un solo principio: quello della COERENZA o della non contraddittorietà. Principio che non solo è alla base del ragionamento scientifico e filosofico, ma anche di quello dell’esperienza, che mal sopporta gli ipocriti.
Le cose più sacrosante le chiamiamo “valori” e quando riguardano la vita dell’essere umano diciamo che sono “diritti” fondamentali, cui nessuno si può sottrarre dal rispettare. Spesso, parlando di valori o di diritti, si citano testi autorevoli presi dal Diritto, dalla Morale, dalla Religione, dalla Costituzione Italiana, dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo; è come dire: “Prima che Copernico scoprisse che la terra girava intorno al sole era il sole che girava intorno alla terra”, allo stesso modo, parafrasando: “prima che esistesse un comandamento o una legge che dichiarasse omicidio l’uccisione del simile, ciò era lecito”.
D’altronde, come “non è l’abito che fa il monaco”, non sono le leggi scritte che assicurano la loro interiorizzazione nel cuore dell’uomo e, quindi, la certezza che siano applicate, sia tra i singoli che tra le nazioni. Non basta fare le leggi, occorre farle rispettare, sempre e da tutti. Nessuna nazione al mondo può dire che dentro i suoi confini, di fatto, la legge è uguale per tutti, che al suo interno non ci sono discriminazioni tali da produrre privilegiati, furbi, ricchi da un lato ed esclusi, emarginati, poveri dall’altro. Per non parlare di quelle Nazioni che ancora oggi torturano, imprigionano e ucci-dono chi la pensa diversamente.
Le mie riflessioni partono da ciò che è sotto gli occhi di tutti: la Natura. Nel suo modo di nascere, crescere, organizzarsi ed evolversi, ho ravvisato le radici dei nostri diritti. Essi non sono un optional o un lusso per pochi privilegiati, ma il modo di essere che la Natura ha. Chi la imita si libera dai pregiudizi e dai fanatismi, frutto degli interessi di parte, per essere semplicemente se stesso e, capendo da dove derivano i suoi diritti, cerca di mettere in pratica i suoi doveri, poiché gli uni e gli altri sono le due facce di una stessa medaglia. ...
Abito in campagna e sin da piccolo ho avuto modo non solo di godere delle sue qualità, ma anche di eseguire tutti quei lavori che un giardino di alberi ha bisogno, ogni anno, per crescere sano e dare frutti: principalmente limoni, arance e mandarini, ma anche nespole, fichi, albicocche, uva, mele, cachi. Attorno a casa ci sono anche tante e varie piante di fiori, e chi ce l’ha, sa quanta dedizione e quanto tempo occorre dedicarle.
Da un po’ di tempo in qua questa dedizione è diventata una fonte di riflessione su come va la vita. Sono semplici constatazioni che non sempre danno una risposta, ma spesso pongono delle domande, come per esempio quando, guardando la nuova produzione di limoni, notavo che alcuni erano deformi già da piccolissimi; la lotta al ragno rosso o alla bianca non ne avrebbe cambiato la forma e sarebbe stato comunque scartato, quantunque il succo non avrebbe avuto nulla di diverso da quello dei limoni perfetti.
Chi ama fare giardinaggio sa che le piante hanno esigenze diverse; a parte la lotta contro vari parassiti, alcune preferiscono l’ombra e al sole le loro foglie si brucerebbero, altre aprono la loro bellezza solo in pieno sole; alcune marciscono se sono innaffiate spesso, altre hanno bisogno di molta acqua per crescere bene.
Ho pensato che la stessa cosa è con le persone: diverse per età, temperamento, cultura, sensibilità ed anche per salute, ognuna reagisce in modo diverso allo stesso trattamento e, per esprimere il meglio di sé, ognuna ha bisogno di condizioni particolari.
Ho pensato che è molto importante conoscere bene l’altro per poterlo comprendere. Nel rapporto con gli altri, sia persone che animali o piante, c’è bisogno di molta passione. Senza passione non c’è dedizione e non ci sarà comprensione profonda. Passione ci vuole anche per imparare a fare delle cose, mestiere compreso.
Ho notato che l’esperienza si acquisisce facendo le cose, come se a forza di farle, ripetendone i gesti, se ne scoprisse la scorciatoia, il modo non solo di risparmiare tempo e fatica, ma anche di perfezionarle. Chi, poi, diventa maestro, insegnerà solo questo tipo di esperienza, capace di far eseguire bene un lavoro. ...
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