|
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Scarica il libro in formato pdf http://www.gratuita.org/public/LA%20GRATUITA'.pdf
PRESENTAZIONE
Ogni persona è un dono, per se stesso e per gli altri. Giunge un momento, nella vita, in cui uno sente che il frutto della propria esistenza è maturo ed è buono da offrire: può dire e condividere con gli altri quello che ha capito.
Questi temi sono semplici riflessioni, come quelle che si fanno tra amici quando parlano delle cose che stanno loro a cuore; sono nati, alcuni dalle sfide della vita quotidiana, altri da una esperienza di vita comunitaria, altri ancora dalla fiducia in Colui che ha generato questa meravigliosa avventura della vita e che non cessa di manifestarsi a tutti coloro che amano. Ho cominciato a scrivere queste pagine per me, per ricordarmi di quello che la vita mi ha dato e insegnato, ho poi deciso di farle stampare perché molti mi hanno chiesto una copia.
Un pomeriggio, mentre guardavo un bellissimo panorama, inaspettatamente, una domanda attraversò lo stupore della mia mente: “ che cosa ho fatto io per avere tutto questo? “. Fu come una scintilla, che dalla sua piccolezza è capace di generare un fuoco più grande e poi un incendio. Quella piccola domanda aveva trovato in me il momento adatto per appiccare il fuoco e generare una luce capace di rischiarare il senso della mia esistenza. 
Mi dicevo: “ Io non devo comprare la luce del sole! Non pago l’aria che respiro! Sono qui, attorniato da alberi diversi, che non ho piantato e neppure inventato e sto godendo la vista di un paesaggio incantevole… ” Mentre mi dilungavo nella lista delle cose ricevute nella vita, una Realtà risuonò su tutti i ragionamenti e su tutte le cose conosciute: GRATUITÀ ! nella vita tutto e’GRATIS !
Fu come guardare in faccia una persona che sempre si era vista di spalle. Fu come conoscere una persona di presenza dopo averne sentito parlare solo per bocca altrui. Mi sembrò di stare a guardare negli occhi e nel cuore della Natura e di capirne il modo di essere. Da quel momento desiderai assomigliarle. Tutto è dono: le persone, le idee, le cose che usiamo...
La vita ci da tante cose, basta non farci l’abitudine e pretendere come cose dovute ciò che è puro regalo. Questo libro nasce dalla voglia di comunicare questa esperienza e dal desiderio che questo modo di essere sia conosciuto e fatto proprio a tal punto che diventi un modo di pensare ed agire.
CONTENUTI DEL LIBRO
IL MONDO IN CUI VIVIAMO è il titolo della prima parte del libro. Guardando gli atteggiamenti che si assumono nella vita di tutti i giorni, ogni pagina tratta un argomento, dando spunti per riflettere, proponendo con semplicità e profondità una visione diversa delle cose. “Essere se stessi”, “Sinceri o no”, La divisa”, “Usa e getta”, sono alcuni dei temi proposti per non recitare, nella vita, la parte degli altri ed esserne una caricatura; per non essere condizionati dalle apparenze, per non costruire rapporti solo burocratici o basati sui ruoli, anche dentro la cerchia delle relazioni affettive. Per non essere sfruttatori degli altri è necessario “imparare dai fatti”, essere “prima umano”, non usare “due pesi e due misure”, non essere “fanatici”, ma saper ascoltare e “immedesimarsi”, per “costruire la civiltà” dell’uomo giusto.
LA NATURA E IL SUO MODO DI ESSERE è il cuore del libro. Alla base di un modo di pensare e di agire c’è sempre una visione della vita e degli altri che, spesso, né le leggi civili né i precetti religiosi riescono a modificare, da lì la constatazione che “fatta la legge nasce l’inganno”, ovvero che “l’abito non fa il monaco”. Come affermava il giudice Paolo Borsellino, è necessario che ogni cittadino faccia suo il valore intrinseco delle leggi; detto in altri termini, è necessario che ognuno capisca e faccia suo il perché di quel modo di essere che chiamiamo giusto. Se non si capisce questo, la vita sarà sempre piena di furfanti che fanno anche beneficenza e di credenti che, pur facendo buone azioni, restano egoisti, razzisti, usurai, ecc.

Siamo fatti gli uni per gli altri, per questo motivo solo la logica del reciproco essere a servizio dell’altro fa umano il rapporto tra le persone, ma se il servizio non è disinteressato e non cerca il bene dell’altro, diventa sterile assistenzialismo di chi fa solo buone azioni. L’amore gratuito è la proposta del libro. Gratuità non significa lavorare gratis, significa non imbrogliare, non sottovalutare né sopravvalutare, significa saper dare, significa vedere nelle altre persone altri se stesso, altre versioni di se stesso.
Nella terza parte del libro: GRATUITA’ E RELIGIOSITA’, si affrontano con lo stesso stile, gli atteggiamenti di un sano credere in Dio, frutto di una conoscenza che porta ad una vera amicizia con l’Assoluto. Il Dio presentato da Gesù è un Padre che ama, è Amore che serve. Credere significa condividere il modo di essere di Dio, per divenire “consorti” con Lui. Tra persone non può non essere così, poiché ad unirle può essere solo una libera scelta e un piacersi reciproco.
In APPENDICE si può essere spettatori di un appassionato “Dialogo tra Adamo ed Eva”.
Il libro, 218 pagine formato 17x24, è in vendita a 13 euro nelle edicole e librerie di Capo d'Orlando. Si può richiedere all'autore compilando il Modulo richiesta volume oppure scrivendo a Franco Paparone via S. Filadelfio, 4 .........98071 Capo d'orlando (ME). Verrà inviato per posta con un contributo spese di 2 euro.

DOMANDE A FRANCO PAPARONE.
Vuole spiegarci l’idea chiave che permea il suo libro: “Gratuità, un modo di essere e di vivere”?
Sono partito da un fatto ( non da un’idea filosofica o da una Fede ), che respiro gratis, che esisto gratis, che possiedo organi gratis. Mi son detto: forse questo è il modo di essere della natura, dell’universo; ma se è così, è diverso dal modo di essere delle persone e delle società umane. Le regole della vita sociale le scrivono gli uomini, e di quello che scrivono ne applicano poche.
Ci sono i comportamenti di fatto, di cui tutti siamo abbastanza esperti, perché le conosciamo a memoria nella vita di tutti i giorni. Mi sono detto: se accetto che la società abbia come regola di vita, quella che ognuno pensi ai propri interessi, ad arricchirsi, a fare della vita un commercio, ad usare gli altri per raggiungere la propria realizzazione, non potrò lamentarmi se chi è più furbo, più forte, più ricco, mi calpesti e mi usi, non importa se lo fa con diplomazia o con la violenza delle armi o del ricatto.
Non posso lamentarmi per esempio se un medico pensa più alla sua tasca che alla mia salute, se un contadino pensi più a guadagnare che alla genuinità del prodotto che mi vende, se un allevatore ingrassa nocivamente gli animali che venderà, se una fabbrica vende prodotti con materiali scadenti, se una banca si fa pagare il più possibile sia d’interessi che di servizi, se una scuola crolla addosso ai bambini perché progettata da incompetenti o costruita lesinando i materiali.
Non mi posso lamentare se c’è chi si compra il diploma, la laurea, il posto di lavoro, insomma chi, credendo che con i soldi si possa comprare tutto è disposto a fare tutto pur di averli, a vendere non solo armi e droghe, ma anche la propria dignità e libertà. Non sto facendo di tutta l’erba un fascio, so benissimo che la vita può ed è vissuta diversamente da tante persone. Si tratta di SCEGLIERE e di non farsi condizionare.

Può farci qualche esempio in più sulla presenza del gratuito nella vita.
Faccio proprio un esempio: Immaginiamo che a 10 persone piaccia la danza, o il calcio, o il basket, o suonare uno strumento, o imparare una lingua straniera. Dopo tre-cinque anni li vediamo in azione e scopriamo che i risultati sono diversi in ciascuna. Alcune avranno più risultati di altre, altre avranno risultati scadenti. Come mai? Siamo sicuri che l’impegno e le ore di allenamento fanno la differenza? Per alcune sarà così. Sappiamo che un bravo allenatore o un bravo insegnante fa pure la differenza.
A parità di allenamento un fisico rende più di un altro, merito di chi? Una mente capisce meglio la lezione in minor tempo: merito di chi? I genii della musica, dell’arte, della scienza, non c’e dubbio che hanno avuto dei maestri, ma non c’è dubbio che avevano capacità innate. Dunque, limiti e pregi li abbiamo ricevuti! Un Genio non ha dovuto pagare nulla di più, per avere le qualità che ha. Qui si apre una considerazione: Se quello che hai e che sei, lo hai ricevuto, perché vantarti?
Se la bellezza che abbiamo fosse opera nostra, se la forza e la vitalità che abbiamo fosse frutto di una ricetta personale, se le proprie capacità intellettive, matematiche, scientifiche, artistiche, fossero solo frutto dello studio e dell’impegno, sarebbe giustificato il vanto e il mettersi in mostra.
Se la salute fosse il risultato dei nostri sforzi, se le cose che sappiamo fare non le avessimo imparato da nessuno, se gli strumenti che usiamo ce le fossimo costruiti con le nostre mani, sarebbe giustificato ogni atteggiamento di autosufficienza e menefreghismo, sarebbe giustificato che uno specialista si facesse pagare profumatamente e con tanto di riverenze.
Ma quello che siamo lo abbiamo ricevuto, quello che sappiamo ce lo hanno insegnato, quello che sappiamo fare lo abbiamo imparato da altri, ecco perché invece di inorgoglirci dovremmo essere grati per tutto quello che abbiamo ricevuto e invece di vantarci dovremmo essere contenti di quello che siamo e sappiamo fare.
Il mettere se stessi su un piedistallo ha come logica conseguenza il mettere gli altri in un posto inferiore, in tutti gli ambiti della vita. Bambino o adulto, ateo o credente, con o senza cariche pubbliche, l’essere umano tende ad avere ragione, a farsi servire, ad arricchirsi, ad imporre le sue ideologie, le sue credenze religiose o scientifiche. Tutto ciò che a livello politico, ideologico o religioso, piuttosto che considerare gli altri come se stessi li fa guardare come “diversi” da tenere a distanza o da conquistare, diventa un campo pericolosamente minato che condiziona il futuro del genere umano.
Educare alla tolleranza e al rispetto dell’altro non è solo segno di civiltà, ma è la condizione che assicura un futuro all’umanità. Quando invece, nelle famiglie, nelle scuole, nell’amministrazione di un paese, ciò che si respira sono i diritti, senza i doveri; sono i menefreghismi, le irresponsabilità, i propri comodi o interessi a scapito di quelli degli altri, si sta seminando qualcosa che ci toccherà a tutti raccogliere.
Ognuno di noi deve scegliere se fare parte dei vincitori prepotenti, anche come semplice manovalanza, oppure di far parte di quel popolo che sentono nel sangue la solidarietà internazionale e i diritti umani condivisi. 
Nella terza parte del libro: “Gratuità e Religiosità” lei sottolinea che non c’è vera religione, e quindi vero culto a Dio senza un vero disinteresse di fondo, poiché ogni interesse è segno di sfruttamento dell’altro.
Vera scienza? vera religione? vera civiltà? dove non c’è puzza di soldi, di interessi, di imposizioni, di sfruttamento, di fanatismo, di privilegi, di complotti… ma, al contrario, dove c’è servizio, rispetto, dialogo, semplicità, dove c’e giustizia e pace per tutti, coscienza e libertà di coscienza, dove c’è scienza, sapienza e soprattutto amore.
La prima cosa che toglie un dittatore è la libertà, la cultura, l’informazione e quindi il libero giudizio e la libertà di essere se stessi. Viceversa, ogni dittatore ha proposto se stesso, le sue idee, le sue scelte per tutti, eliminando chi la pensava diversamente. Che Dio non sia così lo dimostra il fatto stesso che il male esiste nel mondo ed i suoi nemici continuino ad esistere.
Quando una cosa è vera, lo è scientificamente, filosoficamente e religiosamente. Sono sicuro che le scoperte scientifiche, quando approdano a qualcosa di certo, sono quelle che possono liberare l’uomo da: razzismo, odio, fanatismo… Se la scienza scopre la realtà dei fatti, cioè come siamo e come funzioniamo, fa un doppio servizio: da un lato fugare ciò che è falso, inadeguato, pregiudizievole, e dall’altro mettere in luce la verità.
Se, come credente, dico che Dio è Verità, non c’è augurio migliore di quello che la scienza ci faccia comprendere la realtà e faccia diminuire in tutti l’ignoranza. E’ questa, infatti, che crea tabù, miti, paure, dipendenze, falsi ideali, false lotte… Un esempio: la religione dice: “Non farti dominare dall’ira, ma vinci il male con il bene”. Lo scienziato può leggere questa frase come un consiglio morale, oppure potrebbe indagare per dimostrare se a livello fisico, chimico, cellulare è più salutare vivere “Occhio per occhio, dente per dente”, cioè la vendetta, oppure “Perdona fino a settanta volte sette”; se rilassa di più sfogare la rabbia, oppure staccare la spina a tutta quell’energia che ribolle.
Dire che la creazione è amore equivale a dire che il funzionamento corretto di ogni organismo e di ogni sua parte è garantito da logiche non esclusive, ma comunicative, sia a livello meccanico che di volontà. In tal senso “perdonare” ha la stessa logica di bere per non morire di sete; non è una buona azione, ma è il dinamismo della vita che sceglie di continuare a vivere.
Dunque lei ha molta fiducia nella scienza e nella tecnica.
Ho fiducia in ciò che Dio ha seminato nella natura umana. Ogni scoperta può portare l’uomo ad amare di più o ad odiare di più. Faccio qualche esempio. La scienza ha scoperto che tutta la popolazione attuale che esiste sul globo terrestre, ha avuto origine da un unico antenato, vissuto circa sessantamila anni fa in Africa. Basta questo a porre fine a ideologie razziste e lotte di etnie? No, come non basta a due o più fratelli sapere che hanno genitori comuni per non essere gelosi, invidiosi e in lotta tra di loro, per motivi di eredità o di successo.
Non basta che la scienza scopra i segreti della vita, del suo nascere e del suo evolversi. Tutte queste informazioni possono essere sfruttate a vantaggio di pochi e per sottomettere le masse. L’uomo moderno ha a sua disposizione scienza e tecnica sufficienti per risolvere la fame, la sete e molte malattie che sterminano gli abitanti dei paesi del terzo mondo. Ha a sua disposizione i principi acquisiti di diritti umani e di giustizia sociale, nonché molte spiritualità religiose che, mettendolo in guardia dalle diverse forme di egoismo, lo aprono agli altri. Eppure tutto ciò non basta, a vergogna delle Religioni che non riescono a entrare nella vita dei singoli per creare cultura “giusta”, a vergogna degli Stati che si definiscono “civili” grazie a leggi che sono più sulla carta che nella vita e nella mentalità dei governanti, a vergogna degli Scienziati che, ingenuamente, hanno sottovalutato il fatto che anche le conoscenze scientifiche sono piatto appetibile da parte di chi ha potere e denaro per impadronirsene, sfruttando ogni scoperta e indirizzando la ricerca verso ciò che soddisfa i loro fini.
Poiché, nonostante le Religioni, le Rivoluzioni, le conquiste Scientifiche, i poveri, i deboli, i sottosviluppati sono alla mercé di coloro che hanno di più, costoro infatti non se ne stanno con le mani in mano, ma vogliono arricchirsi di più e, in uno Stato democratico, fanno o fanno fare leggi a loro favore, in modo da arricchirsi “legalmente”.
I paesi ricchi ed i loro scienziati dicevano trenta anni fa che bisognava diminuire la natalità, altrimenti non ci sarebbe stato cibo per tutti. Oggi chiunque può vedere da un lato l’obesità degli abitanti dei paesi benestanti, dall’altra la sottonutrizione degli abitanti dei paesi poveri. Sarebbe bastato un’equa distribuzione, affinché molti non morissero di fame e altri non morissero a causa di malattie da eccesso: infarto, ictus, diabete…
Ma le leggi che governano le nazioni ricche dicono che occorre non produrre oltre un certo quantitativo di latte, di carne, di uova… occorre mandare al macero frutta e verdura in eccesso… affinché il Mercato mantenga certi prezzi. Mentre le piante lasciano cadere per terra il loro carico di frutta e agli allevatori si ordina di non produrre molto, altrove si muore di fame.

Autore del libro GRATUITA’, UN MODO DI ESSERE E DI VIVERE, Franco Paparone è nato a Capo d’Orlando nel 1951. Figlio di coltivatori diretti è stato a contatto con la natura conoscendo la fatica della zappa e del lavoro agricolo. Dallo stile di vita dei genitori ha assorbito molti dei valori in cui oggi crede.
Diplomatosi Geometra ha frequentato l’Università di Ingegneria Edile a Napoli. Trasferitosi a Roma ha studiato Filosofia e Teologia alla Pontificia università Lateranense, e Spiritualità al Theresianum. Nella capitale ha l’opportunità di conoscere l’ideale e lo stile di vita di molti Movimenti e dei loro Fondatori, in particolare condivide la vita comunitaria e l'ideale dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.
E’ stato sette anni Missionario in Uruguay, a contatto con le contraddizioni del terzo mondo: pochi ricchi e molti poveri, salari miseri, catapecchie di lamiera o di fango per abitazioni, bambini che chiedevano l’elemosina o vendevano caramelle sui pulman per sostenere le loro famiglie, situazioni insostenibili annegate nell’alcool e finite nelle separazioni. E’ sposato ed ha un figlio di diciassette anni.
Oggi lavora in un Centro di Terapia Fisica, approfondendo alcune tecniche di massaggio che aiutano a risolvere diverse patologie, sia muscolo scheletriche sia psico somatiche.
|
|
Ci sono 10 persone collegate
|
<
|
settembre 2010
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | 1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
15 |
16 |
17 |
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
08/09/2010 @ 2.56.18
script eseguito in 109 ms
|