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 cielo... di Franco Paparone
 
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La vita ci ha preceduto e ogni giorno ci tratta con gratuità, affinchè anche noi impariamo a fare altrettanto.

Franco Paparone
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\\ Home Page : Storico : TEMI STRANI (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Franco Paparone (del 26/07/2010 @ 15:04:12, in TEMI STRANI, linkato 30 volte)

                       /[ LUCE – SAPIENZA – COSCIENZA  ]\  

AMORE:   -- (([ FORZA – CONCRETEZZA – MATERIA ])) CONDIVISIONE – UNITA’ -- DIO

                       \[ VITA – MOVIMENTO – INCONTRO ]/

 

LUCE senza AMORE : falsità e Ipocrisia       ]\

FORZA senza AMORE: Violenza e Sopraffazione ])) INGIUSTIZIA –DIVISIONE – NON SENSO

VITA senza AMORE: Egoismo e Settarismo ]/

 
Di Franco Paparone (del 25/10/2008 @ 23:53:27, in TEMI STRANI, linkato 4647 volte)

La storia dei Maya ha inizio intorno al 1500 a.C. nell'area meridionale del Messico.
Come il cristiano parte dalla nascita di Gesù, il greco dai primi giochi olimpici, e il romano dalla fondazione di Roma, il calendario Maya viene ancorato a una data, il 3114 a.c, data di una nuova creazione del mondo dopo qualche immane catastrofe.
I ritmi dell'eterno fluire di giorni, mesi e stagioni è un miracolo che spinse i Maya ad attribuire ad ogni alba e ogni tramonto una sacralità profonda. Per loro ogni gesto, ogni attività umana si modella sui segni che il giorno porta con sé e sugli umori del sole.
L'universo Maya era travagliato dalla perenne lotta fra le potenze del male e del bene. Il bene portava la pioggia, la fertilità e l'abbondanza; il male portava la siccità, gli uragani e le guerre. Anche loro diedero una spiegazione all'origine del mondo.

I Maya per contare gli anni utilizzavano le stelle e i pianeti, in particolare il pianeta venere. Il tempo era diviso in cicli, ogni ciclo durava 1.872.000 giorni, cioè 5.125 anni e finiva con inondazioni, terremoti e incendi. I Maya avevano tre calendari, il più breve era di 52 anni ( l’equivalente del nostro “secolo” ) e si otteneva con l’integrazione di altri due calendari, quello sacro formato da 13 mesi di 20 giorni ciascuno, per un totale di 260 giorni ( durata media di gestazione dell’essere umano ); quello civile era formato da 18 mesi di 20 giorni ciascuno, per un totale di 360 giorni, per giungere all’anno solare di 365 giorni si aggiungeva un mese di 5 giorni.
Ogni 52 anni il calendario sacro e quello civile si uniscono, partendo dallo stesso giorno.

Il sistema solare compie un moto di allontanamento e avvicinamento dal centro della galassia ( la via lattea ) che dura 25.625 anni. I Maya chiamavano questo ciclo: “giorno galattico”. Questo ciclo era diviso in 5 sottocicli di 5.125 anni ciascuno, chiamati “ere” o “soli”. Alla fine di ogni sottociclo si manifestava un potente flusso di energia proveniente dal centro della galassia, provocando anomale attività solari con conseguenze funeste. Il giorno galattico ha già avuto 4 sottocicli e questo che stiamo vivendo è il quinto, iniziato il 13 agosto del 3114 avanti Cristo e che terminerà il 21 dicembre 2012, dando inizio a un nuovo ciclo.
L’eclisse solare del 19 agosto 1999, era stato calcolato dai Maya 5.000 anni prima con soli 33 secondi di differenza. ...

Continua a leggere...

 
Di Franco Paparone (del 14/04/2008 @ 14:37:24, in TEMI STRANI, linkato 476 volte)


Interviste di un Marziano

- Chi sei?
- Sono un avvocato!
- E cosa fai?
- Difendo i miei assistiti!
- I colpevoli o gli innocenti?
- Questo non ha importanza. Sono miei assistiti e il mio dovere è che non siano condannati, o, nella peggiore delle ipotesi, che ricevano il minimo della pena. Nel caso sia palese la loro responsabilità, ci sono tanti modi, in mano a chi conosce bene la legge e i suoi cavilli, per poter ottenere questo minimo.
- Dunque assistere un colpevole ed ottenere che la faccia franca o che ottenga il minimo possibile della pena ti da molta soddisfazione?
- Certamente, la bravura di un avvocato è a 360°. Mi chiamano e mi pagano per questo.
- E se una persona è innocente, ma ha pochi soldi?
- Ci sono altri colleghi! Comunque anche loro, secondo le loro capacità, difendono sia gli innocenti che i colpevoli. D’altronde tutti sono innocenti finché non se ne dimostri la colpevolezza.

- E tu chi sei?
- Sono un soldato!
- Cosa fai?
- Obbedisco agli ordini! Sparo quando me lo dicono e faccio il mio dovere!
- Sei un ottimo soldato se esegui gli ordini e rispetti la disciplina.
- Certamente, così è pure per i miei superiori, che, se portano a buon fine la loro missione, ottengono medaglie e promozioni.
- Un soldato è fatto per difendere offendendo, cioè facendo la guerra, giusto?
- Sempre è stato così! Sin dai tempi antichi. Ti immagini Alessandro magno, Cesare, Gengis khan, Napoleone, ecc. senza soldati a seguito?
- Già, non avrebbero combinato granché, eppure ad essere ricordati sono solo loro e non voi. Erano loro i comandanti e condottieri, gli artefici delle strategie di lotta, ma a morire eravate voi.
- Un soldato è fatto per combattere e morire!
- Anche i vostri superiori, sono bravi se obbediscono, anche se l’ordine è di fare stermini e genocidi. La coscienza è tranquilla se si obbedisce. Proibito valutare, pensare, opporsi. Giusto?
 
Di Franco Paparone (del 01/04/2008 @ 11:53:34, in TEMI STRANI, linkato 628 volte)

Leas en español: Espiritualidad de la naturaleza

Senza parole...                 

...O controcorrente.
Per giungere a gustare il tutto
non cercare il gusto in niente;
per giungere alla conoscenza del tutto
non cercare di sapere qualche cosa in niente;
per giungere al possesso del tutto,
non voler possedere niente;
per giungere ad essere tutto,
non voler essere niente.

Per venire a ciò che non godi,
devi passare per dove non godi;
per giungere a ciò che non hai,
devi passare per dove non sai;
per giungere al possesso di ciò che non hai,
devi passare per dove ora niente hai;
per giungere a ciò che non sei,
devi passare per dove ora non sei.

Quando ti fermi in qualche cosa,
tralasci di slanciarti verso il tutto;
per giungere interamente al tutto,
devi totalmente rinnegarti in tutto;
e quando tu giunga ad avere il tutto,
devi possederlo senza voler niente.

In questa povertà lo spirito trova il suo riposo
poiché, non desiderando niente,
niente lo appesantisce verso l'alto
e niente lo spinge verso il basso,
poiché sta al centro della sua umiltà.
San Giovanni della Croce

 
Di Franco Paparone (del 02/05/2007 @ 15:07:48, in TEMI STRANI, linkato 1148 volte)


"Non vivrò un solo istante senza passarlo amando"

In autunno 1909, il processo sulla reputazione di santità di Bernardetta era finito : bisognava procedere una prima volta a quello che si chiama la « ricognizione del corpo », cioè alla sua identificazione legale e canonica e alla verifica del suo stato.
Questa prima esumazione ebbe luogo mercoledì 22 Settembre 1909.

Il Sindaco della città e il primo aggiunto hanno desiderato procedere essi stessi alle formalità di legge. Tolta la pietra tombale, appare la cassa che viene trasportata al « Pavillon ». Si svita la cassa di legno, poi si taglia quella di piombo... Il corpo di Bernardetta appare allora in perfetto stato di conservazione. Neppure il minimo odore. Le Suore che l'avevano seppellita trent'anni prima notano che il volto e le mani si sono appena inclinati verso sinistra.

Dichiarano il chirurgo e il medico che hanno prestato giuramento :
« ...La bara fu aperta in presenza del Vescovo di Nevers, del Sindaco della città, del primo aggiunto, di molti canonici e nostra. Non abbiamo percepito nessun odore. Il corpo era ricoperto dell'abito religioso, che era umido. La faccia, le mani, gli avambracci soltanto erano scoperti.
La testa era inclinata a sinistra, il volto era di un bianco cereo ; la pelle aderente ai muscoli e i muscoli attaccati alle ossa. Le palpebre infossate coprivano gli occhi. Le sopracciglia erano attaccate alle arcate sopracciliari e aderenti alla pelle, come i cigli della palpebra superiore destra. Il naso era incartapecorito e affilato. La bocca leggermente semiaperta lasciava intravedere i denti ancora attaccati. Le mani incrociate sul petto, perfettamente conservate con le unghie, tenevano ancora un rosario corroso dalla ruggine. Si distingueva sull'avambraccio il rilievo delle vene...
Si costatò che i capelli, tagliati corti, erano attaccati al cuoio capelluto, — che gli orecchi erano perfettamente conservati... Da tutto ciò, in fede abbiamo redatto il presente certificato, conforme a verità.
In Nevers, il 22 Settembre 1909.
Dr Ch. David, Dr A. Jourdan. »

La conservazione del corpo di Bernardetta non si impose come un fatto miracoloso : si sa che in un certo tipo di terreno i corpi si conservano a lungo e a poco a poco si mummificano.

Tuttavia, nel caso di Bernardetta, questa mummificazione è piuttosto sorprendente : le sue malattie e lo stato del corpo alla sua morte, l'umidità della tomba e della Cappella di S. Giuseppe (abiti bagnati, rosario arrugginito e corroso, verde rame sul Crocifisso), potevano facilitare la disintegrazione delle carni, piuttosto che la loro conservazione.

Bernardetta ha goduto di un fenomeno biologico abbastanza raro.

Con lei rimane il messaggio della sua vita:

"Non vivrò un solo istante
senza passarlo amando"
 
Di Franco Paparone (del 07/08/2006 @ 15:47:43, in TEMI STRANI, linkato 506 volte)



Mi piace suonare la chitarra e comporre canzoni, ciò nonostante o forse proprio per questo, mi chiedo come fa un cantante a cantare per anni, per decenni, le stesse canzoni senza annoiarsi.
Belle per quanto siano… mestiere per quanto sia… dire le stesse cose per anni e anni…

Amo la musica, certe melodie mi fanno venire la pelle d’oca, altre quasi le lacrime; la voce di certe interpreti mi suscita ammirazione e non mi stanco di ascoltarli.

“Ogni santo ha i suoi devoti” e ogni cantante ha i suoi fans.
E’ la voce, sono le parole della canzone, è l’espressione, è lui o lei a diventare IDOLO.
Una canzone può esprimere la nostra vita, la nostra esperienza, i nostri desideri. Una musica, un ritmo, ci possono piacere e basta.

Ma un cantante è solo un “interprete” di una canzone, spesso scritta da altri, spesso musicata da altri ancora, eppure se ne prende tutti gli elogi.
Ad essere obiettivi dovremmo elogiare la sua voce, ma di quello che dice dovremmo elogiare l’autore, e della melodia dovremmo applaudire il musicista.
Invece si prende tutto lui, a tal punto che lo identifichiamo con la canzone, come se fosse tutta sua, anzi come se lui vivesse quello che canta.

Qui si apre un altro capitolo: I cantanti come gli oratori, come i politici, come i preti, sono tutti bravi a parlare, ma tra il dire e il fare…
Lasciatemi dire la mia: Voi musicisti, scrittori, cantanti, poeti, politici, predicatori… fatemi vedere le vostre opere ( non pretendo cose grandi né difficili ), voglio vedervi un minimo di coerenza, o se no, fatemi vedere quello che fate coi vostri quattrini ( visto che quando si va al sodo, si scrosta la vernice superficiale e appare la sostanza ).

“Santa subito” a Madonna. Per quali delle cose che ha fatto con i soldi dei suoi ammiratori?
Preferisco fare santi, subito, per esempio i tanti medici senza frontiere che, nei diversi focolai di guerra del mondo, rischiando la pelle, senza che nessuno conosca i loro volti e nessuno li applauda, che dico, senza che nessuno li incoraggi, sono al servizio dei più indifesi. Loro si, parlano poco e fanno molto.
 
Di Franco Paparone (del 23/05/2006 @ 14:48:55, in TEMI STRANI, linkato 929 volte)


Ogni persona, per il solo fatto che esiste, è un evento straordinario.
Ciascuno ha iniziato la sua vita con una vittoria strepitosa: tra milioni di spermatozoi in gara è arrivato primo quello che conteneva lo sviluppo della nostra individualità;
inoltre poteva arrivare primo, ma non trovare nessun ovulo ad aspettarlo. Abbiamo avuto fortuna! Siamo il risultato di una vittoria e di un felice e fortunato incontro.

Per questo motivo tutti i nati siamo dei campioni.
Ma fra coloro che sono vissuti in epoche passate o sono morti di recente, voglio ricordare con particolare simpatia e affetto: tutte quelle persone che sono state trattate come “schiave” o costrette a turni massacranti di lavoro: nelle miniere, nelle cave di pietra, nei campi, nelle fabbriche…

Tutte quelle persone che sono state abbandonate alla loro malattia: lebbrosi, paralitici, menomati, mutilati, ciechi, muti, anziani, malati infettivi… Tutte quelle persone che sono state sfruttate, violentate, vendute: bambini, donne, madri, operai…

Tutte quelle persone che sono state torturate e uccise: vittime di odi, di razzismi, di riti propiziatori, di sette religiose, di mafie, di integralismi, di totalitarismi, di despoti, di interessi politici, di interessi economici.

Chi è più organizzato e chi ha di più vince ed è destinato a vivere, ma io faccio il tifo per tutti i perdenti della storia: vittime dell’usurpazione altrui e della sfortuna.
Se l’evoluzione cosmica, fra miliardi di tentativi, sceglie il migliore, io non voglio dimenticare i piccoli , i poveri, gli ammalati, gli esclusi, i servi, i carcerati, gli ultimi…

Ho imparato da Dio e dalla natura, Il modo di essere secondo il quale chi più ha, più dà, e chi è piccolo è importante quanto il grande.
 
Di Franco Paparone (del 09/05/2006 @ 14:04:01, in TEMI STRANI, linkato 971 volte)
 

Immaginiamo che la Natura sia costretta a trattarci come noi trattiamo gli altri, e ad usare con noi la nostra stessa logica, il nostro modo di comportarci, di giudicare e di valutare le cose.
Nel caso in cui la gratuità non fosse la legge che regola la nostra vita, prima di qualunque altra intesa, la Natura potrebbe chiederci di saldare il debito esistenziale.

Ogni essere umano, infatti, nasce con un debito, anzitutto quello del proprio essere e poi quello del proprio esistere, poiché non ha potuto comprare i singoli pezzi che lo costituiscono, né il brevetto del loro funzionamento in armonia.
Questo debito è impagabile perché non abbiamo nulla di veramente nostro con cui pagare. Miniere d’oro, giacimenti di petrolio, ettari di proprietà…sono della Natura! Con che cosa pagheremo le nostre cellule e i vari organi?

E se la Natura tagliasse l’erogazione per il funzionamento del cervello, del fegato, del cuore, del midollo spinale? Dove andrebbe a finire la bravura dello scienziato, dell’artista, del campione, del politico, dell’operaio, anche del ladro e dell’assassino?

Ci potrà essere gratuità verso chi non ha capito e vissuto la gratuità?
Impostare la vita sul profitto e farne di essa un commercio porta l’uomo a usare gli altri per il proprio tornaconto, ma lo mette nella condizione di un creditore senza scampo, che dovrà pagare fino all’ultimo spicciolo quanto meno l’affitto di tutto quello che ha ricevuto e goduto.

La Vita ci ha preceduto e ogni giorno ci tratta con gratuità, affinché anche noi impariamo a fare altrettanto. Nessuno paga l’aria che respira, senza la quale avrebbe pochi minuti di vita.
Nessuno paga l’acqua che viene dal cielo e che alimenta ogni sorgente della terra, senza la quale il mantenersi in vita sarebbe questione di giorni.
Nessuno paga la luce, il calore del sole e un’infinità di altre cose…

La Legge che genera la vita è una e unica, nella libertà ognuno può scegliere il modo di relazionarsi agli altri, e sarà giudicato, misurato, valutato, trattato con lo stesso metro e nel medesimo modo che egli ha scelto.
 
Di Franco Paparone (del 07/05/2006 @ 17:35:27, in TEMI STRANI, linkato 1293 volte)
 

Non basta avere in mano uno strumento musicale ben costruito per saperlo suonare.
Non perché uno sappia suonare bene un pianoforte, vuol dire che sappia fare altrettanto con un violino o con una tromba.

Chi ama fare giardinaggio sa che le piante hanno esigenze diverse; alcune preferiscono l’ombra e al sole le loro foglie si brucerebbero, altre aprono la loro bellezza solo in pieno sole; alcune marciscono se sono innaffiate spesso, altre hanno bisogno di molta acqua per crescere bene.

Così è con le persone, diverse per età, temperamento, cultura, sensibilità ed anche per salute, ognuna reagisce in modo diverso allo stesso trattamento e, per esprimere il meglio di sé, ha bisogno di condizioni particolari.
Conoscere bene l’altro e comprenderlo è un’arte, come la musica, il giardinaggio, la cucina, ecc. Non tutti sono intonati quando cantano, non a tutti piace cucinare e questo basta per scoraggiare qualunque intenzione di “dedicarsi”.

Senza passione non c’è dedizione e non ci sarà comprensione profonda.
Nel rapporto con gli altri, sia persone che animali o piante, c’è bisogno di molta passione se non si vogliono sfruttare e specialmente se si vuole entrare in comunione con loro.

Quante persone dicono di amare gli animali e questo amore consiste nel tenere un cane legato nella cuccia o un gatto dentro casa, o un pappagallo in una gabbia… e magari sanno poco o niente della loro natura, del loro linguaggio, di ciò che li farebbe felici.
Per non parlare del fatto che, prendendosi cura di una pianta o di un animale, si viene a instaurare un rapporto di dipendenza reciproca, un legame che deve avere gesti concreti e seri per non finire in una delusione o nell’abbandono.

La passione per gli altri è la base per costruire dei veri rapporti, delle vere conoscenze, delle vere amicizie. Vere perché uniche, perché tengono conto della natura e della situazione del singolo. Il discorso, così come si sta sviluppando porta a “vivere per l’altro”, senza altro scopo che di conoscerlo e di entrare in reale incontro con lui.
 
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All'alba della tua vita.mp3

Voglio te.mp3

Io cerco te.mp3
Perchè tu esisti.mp3
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RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (4)
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (5)
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (6)
Importancia de la materia y de la experiencia
Buscando inspiraciones
10° LEZIONE
Abbi cura di te
Todo lo que vive se alimenta
Defendes la vida porque la vida nace debil
El justo sueldo (consideraciones de Leon XIII)


FEDE E VITA
Anche a Natale Dio parla con i fatti
La nascita di Gesù
Sono forse io il custode di mio fratello
Riflettendo sul Padre nostro
L'insegnamento sociale di Gesù
CAPIRE LA MAMMA
LA CONOSCENZA
CUORE DI MADRE
PERO' IL DOLORE E LA MORTE NO

La presenza come dono
10° LEZIONE
L'ENCICLICA SPIEGATA DAL PAPA
L'ESPERIENZA DI SANTA TERESA DI LISIEUX
Nel secondo anniversario di Giovanni Paolo II
Spiritualità della natura


NATURALMENTE
Universi isola
Sequenza o Successione di Fibonacci
La matrice Geometrica dell'universo
Roberto Saviano - Dall'Inferno alla Bellezza - Speciale "Che Tempo Che Fa"- Rai Tre 11/11/09
A MADRE NATURA
NATURALMENTE VICINI
NOI E LA NATURA
COSE DA INNAMORATI
ANIMA E CORPO

 

 


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