La traducción en español la encuentras en el fondo del artìculo
La salute è un dono, espressione del bagaglio genetico ereditato dai genitori. Come ogni progetto vivente anch’essa ha le sue esigenze per manifestarsi; deve essere mantenuta, protetta, capita. La salute è il silenzio degli organi, quando questi funzionano non sentiamo nulla, niente di fastidioso e pieni di energia.
I temi di questa sezione hanno l’intento di aiutarci a capire il linguaggio del corpo allorquando questi manifesta con “fastidi”, “dolori”, “sensazioni” il suo bisogno di manutenzione.
Anzitutto diciamo che il dolore è un nostro alleato, è la voce di chi fa la guardia, guai a fare orecchie da mercante e non capire cosa c’è che non và. Vi immaginate mettere una mano sul fuoco e non sentire nulla? Ce la bruceremmo senza accorgercene! Michel Furter ( vedi il suo sito: http://www.drfurter.ch/ ) mi ha insegnato a non essere superficiale e a dare importanza ai segnali del corpo. Mi ha insegnato soprattutto che il luogo di incontro, di dialogo e di terapia è quello in cui il corpo “parla”.
Oggi parliamo di ANSIA. Come si manifesta nel corpo? C’è chi stringe o digrigna i denti, lamentando dolori alle mascelle o alle orecchie. C’è chi sente un nodo alla gola ed ha l’impressione di affogarsi con nulla. C’è chi sente una oppressione al petto, a volte forti palpitazioni, a volte non è capace di prendere un bel respiro. C’è chi sente un gonfiore alla bocca dello stomaco o all’addome, con gastrite nervosa. C’è chi ha tutta la schiena che gli suda, la notte; chi ha le gambe irrequiete… ecc. ...
(Esperienza raccontata dalla dottoressa Jyll Bolte Taylor, neuroanatomista, che è stata colta da un ictus.)
“ Il cervello umano ha due cortecce cerebrali completamente separate tra loro, ma che comunicano attraverso il corpo calloso, costituito da 300 milioni di assoni. I due emisferi del cervello elaborano le informazioni in maniera diversa, pensano e si preoccupano diversamente.
Il nostro emisfero destro riguarda il presente: qui e ora. Esso pensa attraverso le immagini e impara attraverso il movimento del corpo. L’informazione, sotto forma di energia, fluisce attraverso il sistema centrale ed esplode in un insieme di immagini, odori, gusti, sensazioni e suoni che il presente ci da. Attraverso la coscienza dei nostri emisferi destri noi sentiamo di essere connessi gli uni agli altri come una sola famiglia.
Il nostro emisfero sinistro è un luogo molto diverso. Esso pensa in modo lineare e metodico; è progettato per raccogliere dettagli su dettagli di ciò che riguarda il passato, il presente e il futuro. Organizza le informazioni per categorie e le associa a ciò che abbiamo imparato nel passato, proiettandone nel futuro tutte le possibilità. L’emisfero sinistro pensa attraverso il linguaggio; è come una comunicazione continua tra il nostro mondo interno e quello esterno. E’ quella vocina che mi dice: “devi comprare la tal cosa, ricordati!”. E’ quella voce che afferma: “io sono”. Appena l’emisfero sinistro dice che io sono, io sento di essere un “individuo” separato dagli altri e dal flusso di energia che mi circonda.
Questa è la porzione di cervello che ho perso la mattina del mio ictus, quando un vaso sanguigno è esploso nella metà sinistra del cervello. Mi sono svegliata con un forte dolore che andava e veniva dietro l’occhio sinistro. Nel guardare le parti del mio corpo mi dicevo: “guarda che strane cose”: era la mia coscienza scollegata dalla normale percezione della realtà. Guardando il braccio scoprii di non poter distinguere i confini del mio corpo, non capivo dove iniziasse e dove finisse, come se gli atomi e le molecole del mio braccio si mescolassero con quelle della parete e tutto ciò che potevo cogliere era questa energia. Il mio emisfero sinistro era spento ed ero scioccata nel trovarmi all’interno di una mente silente.
Immediatamente sono stata rapita dalla magnificenza dell’energia che mi circondava e poiché non ero in grado di definire i contorni del mio corpo, mi sentivo espansa ed immensa, una sola cosa con l’energia circostante, ed era bellissimo. Immaginate di essere totalmente disconnessi dalla chiacchiera del proprio cervello che vi lega al mondo esterno: sparisce tutto ciò che vi lega allo spazio, al lavoro, alle relazioni esterne, ai bagagli emotivi e ciò vi da una sensazione di pace e di euforia. Il mio cervello sinistro cominciò a dirmi: “Ehi, c’è un problema, dobbiamo chiedere aiuto!” In quel momento il mio braccio destro si è paralizzato del tutto ed ho capito che stavo avendo un ictus. Volevo telefonare per chiedere aiuto, ma ho impiegato 45 minuti per distinguere i numeri dal foglio, mentre l’emorragia si aggravava e non capivo niente, non ricordavo se avevo fatto il numero appena digitato. Quando risposero al telefono capii solo un “uh, uh, uh” e mentre volevo dire: “Sono Jill, mi serve aiuto” ciò che usciva dalla mia bocca era solo: “uh, uh, uh”.
Nel giro di un’ora mi sono trovata nell’ambulanza che mi portava da un ospedale all’altro. Mi sono sentita come un pallone senza aria ed ho sentito il mio spirito arrendersi. Ho detto addio alla vita. Ho capito che non ero più il coreografo della mia vita. Il mio cervello bruciava come una palla infuocata, mentre i suoni esterni erano così forti e caotici che volevo solo fuggire. Mi sentivo come il Genio liberato dalla bottiglia; ho provato un senso di euforia poiché il mio spirito fluiva libero. Pensai che non fosse più possibile ricomporre l’immensità di me stessa all’interno del suo minuscolo corpo.
Quando mi sono risvegliata ero sorpresa di essere ancora in vita. Pensai che chiunque come me poteva provare quell’immensità beatifica. Pensai a un mondo fatto di persone pacifiche, compassionevoli, che sanno di poter entrare in questo stato in qualunque momento e che possono scegliere, a proposito, di muoversi dall’emisfero sinistro al destro e trovare questa pace. 18 giorni dopo l’emorragia venni operata per rimuovere il grumo di sangue che bloccava i sensori del linguaggio. Ho impiegato 8 anni per riprendermi completamente.
Ho voluto raccontare l’esperienza del mio ictus per dire a tutti che abbiamo il potere di scegliere ogni momento chi e come vogliamo essere al mondo. Possiamo spostarci, nel momento presente che viviamo, nella coscienza dell’emisfero destro. Oppure possiamo scegliere di spostarci nella coscienza dell’emisfero sinistro, dove diventiamo singoli individui, separati dagli altri, separati dal flusso dell’energia vitale. Credo che più tempo impieghiamo a scegliere di stare con profondità nell’emisfero destro, maggior pace proiettiamo nel mondo e più pacifico sarà il nostro pianeta".
Un buon 90% dei casi può constatare la sparizione del proprio mal di testa in un modo semplicissimo, senza farmaci né cure lunghe e costose.
Sono molte le persone che soffrono di mal di testa, chi mensilmente solo durante il ciclo, chi settimanalmente nei fine settimana, chi tutti i giorni, più o meno forte… per anni. Pastiglie e cure sofisticate spesso sortiscono l’effetto solo di alleviare o far sparire i sintomi del singolo mal di testa, senza CURARE.
Le mestruazioni, i capelli bagnati, l’ansia, un colpo d’aria fredda, un cibo indigesto, una preoccupazione…un nonnulla, sono tutte occasioni che fanno scattare l’allarme mal di testa, con la stesa facilità di quegli antifurto di certe macchine, cui basta uno spostamento d’aria per cominciare a suonare.
L’allarme mal di testa è collocato sui muscoli del collo, principalmente il trapezio, se esso è sintonizzato male ogni minima cosa lo fa scattare. Il trapezio comincia sotto le scapole e finisce nella nuca dopo aver abbracciato la parte posteriore delle spalle, ma anche altri muscoli come quelli delle tempie, delle sopracciglia, della fronte possono collaborare a far scattare l’allarme.
In che consiste la cura? “normalizzare” questi muscoli, che in genere sono contratti, duri, tesi. Perché il solito massaggio non funziona? Perché si rivolge solo alle fibre superficiali, lasciando irrisolti i problemi più profondi. Più informazioni sul metodo? Direttamente dal sito del medico svizzero che lo ha messo a punto:http://www.drfurter.ch/, ove è possibile trovare anche l’indirizzo dei colleghi che praticano il metodo nelle diverse città italiane e straniere. Quanti trattamenti servono? Avvolte uno, in genere sono sufficienti cinque, in rari casi di più, ma in ogni caso il miglioramento si constata sin dalle prime due sedute. Quanto dura il risultato? In alcuni casi dei mesi, in altri degli anni, in altri casi i mal di testa diminuiscono in intensità e numero.
Dove? Chi vi scrive abita a Capo d’Orlando ( Messina ) Tel. 0941 957640 cell. 329 9226082. e-mail: Paparonef@alice.it
Solo mal di testa? La stessa zona che ho descritto sopra può essere complice nel generare anche sbandamenti, testa confusa, insonnia, amnesia, sintomi questi che spariscono insieme al mal di testa, nel momento in cui tutte le rigidità del collo e delle spalle sono sciolte con precisione millimetrica, là dove ogni singolo caso ne ha bisogno
Gli strumenti di lavoro, i mezzi di locomozione, le cose che usiamo ogni giorno, hanno bisogno di MANUTENZIONE, se vogliamo che durino il più possibile. Mentre ricorriamo alla Riparazione quando un pezzo si rompe o si consuma a tal punto da doverlo sostituire, con la Manutenzione si cerca di prevenire quei danni che potrebbero sopravvenire per trascuratezza.
La salute è il silenzio degli organi. Quando Il corpo è sano, è uno strumento muto, invece quando è malato, ci danno fastidio quelle parti che prima non notavamo. Un corpo sano ci obbedisce e ci permette di fare quello che vogliamo, un corpo malato ci comanda, limita la nostra attività o addirittura ci costringe all’immobilità.
Vi invito a fare la giusta manutenzione quando, essendo in buona salute, il corpo già manda segnali di “acciacchi”. Finché siamo giovani, tutti viviamo di rendita, poi le scorte finiscono, i punti deboli prendono il sopravvento aiutati dallo stress, dai problemi, dalla fatica e dalla postura sbagliata. Come per gonfiare le ruote della macchina o aggiungere dell’olio al motore non occorre andare dal meccanico, similmente per dedicarci alla nostra carrozzeria, ai nostri muscoli e alla voglia di rilassarci, non occorre andare in una clinica. Una buona palestra, uno sport adatto, dei consigli appropriati possono evitarci di invecchiare velocemente e di giungere presto alla rottamazione. In realtà, malanni e dolori, più che della vecchiaia sono con
Questo tema vuole proporre UN APPROCCIO SEMPLICE E ORIGINALE PER FAR ASSAPORARE I FRUTTI DI UNA APPROPRIATA REVISIONE E MANUTENZIONE MUSCOLARE. Si tratta di ridare elasticità a tutti i muscoli: rilassandoli,” pettinandoli”, allungandoli, attraverso l’uso di una sintonia di tecniche che sanno dialogare con i segnali del corpo, decifrare il suo messaggio ed apportare quell’aiuto capace di sbloccare la situazione.
IL CORPO NON MENTE, e se è veramente aiutato, il miglioramento si avverte subito e, ciò che più conta, non sarà un fuoco di paglia, ma durerà nel tempo. Se il Medico ti dice che non sei malato e ciò nonostante soffri di uno o più disturbi elencati sotto. Se i tentativi che hai fatto ti hanno dato scarsi risultati, prima di accettare di convivere con i tuoi dolori, prova questa NORMALIZZAZIONE MUSCOLARE. Non resterai deluso, sia perché il metodo, innocuo e semplice, è frutto di anni di esperienza e di risultati, (per informazioni sul metodo: http://www.drfurter.ch/ ), sia perché i risultati si noteranno già dalle prime sedute, altrimenti è inutile continuare
Mal di testa. Emicrania. Vertigini. Sbandamenti. Dolori alla nuca e al collo che impediscono di girarlo o piegarlo liberamente. Pesantezza agli occhi. Ronzio. Sinusite. Sensazione di avere la testa confusa o fasciata. Insonnia.
Amnesia. Distrazione. Incubi. Non sopporti i rumori. Piangi facilmente per niente. Ti tieni spesso la testa tra le mani. Stringi o digrigni i denti la notte con conseguente dolore alle mascelle o all’orecchio. Senti un nodo alla gola. Russi. Non senti gli odori. Ansia. Panico. Claustrofobia. Sensazione che manca l’aria. Palpitazioni.
Oppressione al petto. Paura dell’ascensore, delle gallerie, dei luoghi affollati, del buio e dei luoghi chiusi. Stanchezza repentina anche senza aver fatto niente. Sudore alla schiena. Sospiri soventi.
Nel corpo scaricano le tensioni nervose ed emozionali. Il nostro metodo, dando sollievo al corpo, cerca di spezzare il circolo vizioso che gli richiama lo stress psichico, ecco perché molte psico- somatizzazioni possono trarne beneficio o addirittura sparire.
La rigidità e l’accorciamento muscolare, dovuti alcune volte a un eccessivo lavoro o sport, altre volte alla vita sedentaria, altre volte a cadute o microtraumi trascurati, altre volte ancora ai dispiaceri, alle preoccupazioni e al ritmo frenetico della vita moderna, non solo rendono limitati i movimenti, ma, comprimendo le articolazioni, contribuiscono all’usura della cartilagine e successivamente all’artrosi.
L’esperienza dimostra che una sapiente normalizzazione muscolare, non è raro che abbia come conseguenza verificabile il miglioramento di dolori classificati come artrosi, periartriti, sciatiche, spine calcaneari, dimostrando con ciò, che a contribuire al dolore non era solo l’osso o il nervo, poiché modificando i tessuti molli infiammati tutt’intorno, si assiste al miglioramento sperato.
Qui non si stanno proponendo soluzioni facili e valide per tutti, né soluzioni che contraddicano le indicazioni mediche, ma si sta proponendo, con chiarezza, una nuova via, che non è il solito massaggio rilassante. RILASSARE I MUSCOLI che ne hanno bisogno, con un metodo mirato ed efficace, breve e innocuo, uno per uno e profondamente. PROVARE PER CREDERE!
Per chiarimenti, appuntamenti e una dimostrazione gratuita contattare: FRANCO PAPARONE : paparonef@alice.it
A tante persone non piace il loro corpo perché è grasso, corto, brutto… specialmente se è la moda a suggerire un “modello”; se potessero costruirsene uno secondo i loro gusti, lo farebbero subito! ma avere un corpo non è come avere un vestito o un bagaglio.
Da bambini ci è capitato di chiederci come saremmo stati, se la mamma o il papà fosse stata un’altra persona, per poi renderci conto che, in realtà, non saremmo nati noi. Ognuno è quello che è grazie al corpo che ha; un corpo diverso significa anche una persona diversa, perciò rifiutare il proprio corpo significa rifiutare se stesso.
Ogni corpo ha la sua perfezione e le sue proporzioni. Ognuno è unico e può vantarsene; grazie al suo corpo ha sentimenti, emozioni, pensieri, desideri, ha un modo originale di essere, di muoversi, di relazionarsi; grazie al suo corpo può compiere tante cose e realizzare i suoi sogni.
Il nostro modo di essere è corporale. Se siamo rilassati, sereni, soddisfatti… lo siamo con il nostro corpo; se siamo tristi, ansiosi, paurosi… sperimentiamo che gli occhi si chiudono per piangere, lo stomaco rifiuta il cibo o non lo digerisce, dentro il petto, oppresso, il cuore palpita all’impazzata, un nodo stringe la gola, le mascelle stringono i denti, le spalle si alzano; la contrattura muscolare irrigidisce l’una o l’altra parte del corpo. Ognuno avrà i propri sintomi, ma saranno tutti localizzati nel corpo, anche quando il malessere è psichico o spirituale.
Anche la nostra realtà mentale, sentimentale, spirituale è vissuta nel corpo. Un insulto, non è percepito solo dalle orecchie, o ragionato solo dalla testa, ma è vissuto, oltre che dall’animo, da tutto il corpo: dal cuore, dal fegato, dallo stomaco… dai muscoli, dalle vene, dai nervi… cioè da tutta la persona!
L’essere umano è corpo ed è spirito. Non esiste e non si realizza un’anima senza un corpo. Non esiste e non vive un corpo che non sia animato da uno spirito umano.
Professione?: Massoterapista. Alcuni amici mi invidiano perché pensano al fatto che posso “toccare” le donne che vengono per farsi curare. Già, il punto è questo, il massaggio che siamo abituati a vedere in televisione o nei film, è quello che un massaggiatore fa a una giovane donna o a un manager. È il massaggio rilassante a scopi di performance.
Voglio parlare di tutt’altra esperienza: il massaggio teraupetico, cioè quello che serve per fare stare meglio in salute e possibilmente di risolvere un problema. Ma il guarire malattie, come il fare le diagnosi, è compito solo dei medici. Nella cura dei dolori muscolari il massaggio è proibito, perché infiammerebbe di più, meglio prima un antinfiammatorio, e quando la situazione migliora ecco che si può massaggiare cautamente. Insomma, secondo la maggior parte dei medici, il massaggio non serve per curare, ma solo per rilassare.
Vi parlerò della mia esperienza con il corpo, fatto di muscoli contratti, di tendini stressati, di fasce ( sono quelle che contengono i muscoli e gli organi ) stirate. Non sono medico e non vi parlerò di malattie, ma come per gonfiare la ruota sgonfia di una macchina non occorre andare dal meccanico, allo stesso modo per sciogliere i nostri muscoli non serve andare da un medico.
Prova a guidare una macchina nuova, ma con le ruote sgonfie… sbandi, consumi benzina e non vai lontano, eppure la macchina è a posto! Vi confiderò una cosa, il nostro corpo non è come la macchina, se qualcosa non va, sia a livello di un organo, sia a livello psichico, il corpo lo rivela: in lui si accende una luce, ops, un “dolore” che vuole catturare la nostra attenzione sul problema.
E’ facile chiedere dove sente il dolore, dopo un torcicollo o dopo una caduta, ma se andiamo su cose che si chiamano: ansia, panico, claustrofobia… quale medico chiede DOVE senti il problema nel tuo corpo? E se prendiamo noi l’iniziativa e diciamo: ho tachicardia, sento oppressione al petto, oppure: mi fa male la pancia, in, oppure: mi fanno male le mascelle e non posso aprire la bocca, quale medico dà così tanta importanza al corpo da prestare attenzione e cura alle “parti” doloranti?. Dopo che constatano che non ci sono “malattie”, ti dicono: “non è nulla è ansia, e ti danno un ansiolitico o antidepressivo, più o meno leggero.
Cosa faccio io? Dopo che mi sono sincerato che non esistono “malattie”, perché lo dichiara il medico, prendo in considerazione quel “DOVE”, e vado in soccorso del corpo per sciogliere ciò che trovo in “quel” posto, dialogando con quello che sento sotto le mani, per sapere se devo essere delicato o deciso, superficiale o profondo, senza avere paura del dolore, ma entrando in casa, non senza aver chiesto “permesso”, a lui, il corpo, e dandogli quello che mi chiede.
Cosa succede? Il corpo non mente mai. Il punto dove lui chiede aiuto è anche la chiave della soluzione del problema.
Cioè? Per esempio: tratti il petto, là dove senti le palpitazioni e ti passa l’ansia. Curi il fisico e il psichico tace.
(Fine prima puntata. Non è una propaganda al proprio mestiere, ma un modo di vedere le cose, anche qui, e soprattutto di verificarle. Se a qualcuno interessa, continuerò su questo tema con cose concrete… e se no… vi aspetto al varco eh eh eh… sfido chiunque a stare accanto alla persona amata, bellissima, buonissima, intelligentissima… ma piena, non esageriamo, ma con un poco di ansie e paure, da condizionare continuamente la tua vita).
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