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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Solo coloro che non hanno il coraggio di entrare negli occhi di una persona, non ne scoprono l’essenza che le anima e le agita.
     
Aldilà delle fattezze umane, dei suoi colori e delle sue forme, in ogni volto, in ogni sguardo, in ogni linguaggio che nel corpo si manifesta, c’e una persona capace di pensare, di volere, di intendere, di amare. C’è una persona che, se la lasci manifestare, è capace di interpellarti, di farti sentire importante e di dare senso alla tua vita.
   

Disse il filo d’erba: “Dammi un po’ di terra e un poco d’acqua ed io sarò me stesso”.
Gli chiesero: “Ti vanterai nei riguardi di chi terra non riceverà e acqua desidererà?”.
Il filo d’erba pensò: “Cosa sono io senza terra? Un progetto mai realizzato. Cosa sono io senza acqua? Un ricordo appassito. Se avrò terra ed acqua io potrò mangiare e bere, e vivrò. Germoglierò e crescerò. Riceverò la luce del sole e quella delle stelle. Danzerò al ritmo del vento e sarò cibo per chi ha fame. Non chi mi mangia mi uccide, ma chi mi sradica e chi mi nega l’essenziale”.
Rispose dunque: “Vantarsi è la follia di chi si crede autosufficiente e indipendente. Gratitudine è il canto di chi è cosciente dei suoi legami con tutto ciò che esiste. Ciò che sono è un progetto fallito senza nutrirmi e respirare, ma anch’io sono cibo e respiro per gli altri. Il vanto è una follia. Io canto la vita che nasce dal condividere”.
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Questo albero non è malato, eppure sembra tale, ha rami secchi che dovrebbero essere tagliati, ha rami verdi che non fruttificano, ha rami in eccesso che disperdono le sue energie.
Non basta che l'albero abbia buone radici, buon terreno e clima favorevole perché fruttifichi, occorre togliere ciò che non serve e saper lasciare l'essenziale.
Anche per l'uomo valgono le stesse regole, perché anch'egli fa parte della natura.

L’ascia del legnaiolo chiese il suo manico all’albero e questi glielo diede. Rabindranath Tagore

Canta la cascata: “Anche se all’assetato gliene basta un poco della mia acqua, con grande gioia io mi dono tutta”. Rabindranath Tagore
L'inverno, in Sicilia, veste di giallo la terra, come a scaldare il cuore, gli occhi, la vita di chi, il sole sente più freddo, più lontano. Lei che di sole si è nutrita d'estate, del sole, innamorata, ne mostra il colore.


I TUOI FRUTTI ESPRIMONO LA TUA NATURA FATTASI FORMA, COLORE, PROFUMO, SAPORE, CIBO.
SE NESSUNO LI RACCOGLIE, LI CEDI ALLA TERRA ED INIZI A PRODURE ANCORA ALTRI FRUTTI, CONTINUANDO AD ESSERE TE STESSO.
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