Gesù, ci dissero un giorno che eri morto, morto per sempre, insieme a Dio tuo Padre, che governa i cieli e il tempo. Eri morto, ci dissero i padri, morto come muore ogni mito sulla terra.
Così fu il vuoto intorno a noi e dentro noi; fu come quando il vento impazzisce e tutto spazza via; soli restammo, chiusi, fra la noia e la paura, aggrappati a paradisi artificiali trovati in una stanza di luce nera.
E così, così, ti abbiamo perduto, ti abbiamo aspettato, ti abbiamo cercato, ti abbiamo aspettato, ti abbiamo cercato, ti abbiamo trovato te, ritrovato te:
nell’occhio delle stelle, nel sapore del mattino, fra l’erba tenera dei prati e nel dolore di chi soffre, nel sorriso di chi ama, nella fame di chi ha fame, canzoni popolari e nella musica di Bach…
E nei sospiri di un amore, e nei colori dell’arcobaleno, e fu come riavere la vista dopo mille anni, fu come scoprire là, nella boscaglia folta, il sentiero perduto.
Fu come quando la pioggia, in un giorno d’estate ritorna alla terra, fu come un giorno di pace, primo giorno di pace, finita la guerra, fu risalire dal buio e trovare la luce…
Gesù, caro Fratello ritrovato, restami accanto per sempre, e cantiamo insieme, cantiamo insieme la gioia d’esser vivi, e cantiamo le tue immense Parole: “AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO”.
L’aurora inonda il cielo di una festa di luce: un’alba nuova nasce all’orizzonte. Avvolta nel silenzio, la natura, contempla ed attende. Il sole, con i suoi raggi, bacia ogni creatura e riveste la terra di meraviglia nuova.
E’ l’invito alla vita, tutto canta e grida di gioia.
In noi sei entrato come un sole, ci hai svelato i misteri del tuo Amore. Come raggi ci mandi nel mondo, per riempire ogni vuoto di te.
Da che mondo e mondo la logica dell’homo sapiens è che il ricco sfrutta il povero, che il più forte schiaccia il più debole e chi ha studiato prevale sull’ignorante, sfruttando quello che è e che ha come un potere per dominare sugli altri e per costruirsi un posto da privilegiato, ma guardando la natura abbiamo intuito un’altra logica. Nessuna delle cose che esistono ha potuto scegliersi. Tutto ciò che esiste ha un genitore o una causa che lo ha prodotto. Si nasce da altri, perciò siamo tutti CREATURE. Siamo tutti creature, dunque non ci sono divinità nel creato. Tra gli esseri umani nessuno ha diritto di sentirsi superiore o privilegiato per volontà divina, per motivi di razza, di casta, di cultura, di religione, di potere politico o economico, di forza, intelligenza o bellezza; ugualmente nessuno può essere ritenuto inferiore o escluso perché povero, perché senza titoli nobiliari o di studio, perché di altra regione, cultura, abitudini ecc.
Nessuna delle cose che esistono è insignificante o inutile. Ogni persona e ogni cultura sono importanti, questo basta per dare all’altro: valore, rispetto, considerazione, simpatia, ascolto, attenzione, amore. Esistiamo gratis e il primo regalo che riceviamo nella vita è NOI STESSI; respiriamo gratis, troviamo in noi e attorno a noi un mondo già fatto, per il quale non abbiamo faticato, non abbiamo pagato neppure uno spicciolo e non abbiamo dovuto neppure meritarcelo. Per questo mi permetto di dire che LA PRIMA LEGGE DELL’ESISTENZA È LA GRATUITA’. ...
Sputare, in altre parole: rifiutare, disprezzare, criticare, condannare. Sputare in cielo, vale a dire: verso il resto del mondo, verso gli altri.
La saggezza popolare invita a non parlare male degli altri in certe circostanze, poiché l’esperienza dimostra che la vita può mettere anche noi in quelle situazioni e farci vivere ciò che ora critichiamo negli altri. Se ciò avvenisse, il giudizio che abbiamo dato verso gli altri ci cade in faccia.
Alcune persone trovano piacere nel parlare male degli altri, (soprattutto quando i fatti danno molto da dire) quasi fosse un tacito modo di elogiare se stessi, constatando di non essere come quelli. Sarebbe tutto da dimostrare se ciascuna di queste persone, messa nella stessa situazione e con le stesse condizioni, si comporterebbe diversamente.
L’istinto di conservazione è innato, perciò lottiamo quando siamo aggrediti, per difendere la nostra vita e quello che ci è più caro. La vita sociale è piena di rivali, alcuni creati dalla cultura, altri dalla nostra paura. E’ considerato rivale chi ha più talento, ma anche chi è raccomandato, è considerato rivale chi è più bello, ma anche chi ci sa fare, chi si è impegnato molto, ma anche chi ha più soldi…
Da rivale a nemico il passo è breve. Diventa nemico chi mi mette da parte e chi la pensa diversamente, chi mi sfrutta, mi opprime e chi ha più possibilità di me. Ci sono coloro che usano ogni differenza per fare una guerra, per giustificare la quale basta descrivere bene il “nemico”. Se il nemico è un essere spregevole e diabolico da meritarsi la morte, allora lottare contro di lui diventa un dovere. ...
Voglio essere come l’aria, perché l’aria è libera, Voglio essere come l’aria, perché l’aria è di tutti. Voglio essere come l’aria che da vita al respiro. Voglio essere come l’aria, libero di essere me stesso.
Voglio essere come il fuoco e scaldare ciò che è freddo. Voglio essere come il fuoco che da luce alla notte. Voglio essere come il fuoco e accendere la speranza. Voglio essere come il fuoco e la mia fiamma passare a tutti.
Voglio essere come l’acqua che pulisce ogni sporco. Voglio essere come l’acqua che ristora chi è stanco. Voglio essere come l’acqua che feconda la terra. Voglio essere come l’acqua quando corre verso il mare.
Voglio essere come l’arcobaleno fra le nuvole nere. Voglio essere come il cielo che abbraccia spazi infiniti. Voglio essere come la luce che mette tutto in evidenza. Voglio essere nella vita ciò che è vita e vita da.
Tu hai detto “Non rubare” ed hai anche detto “Date e vi sarà dato”. Noi ti preghiamo per tutti quelli che rubano, arricchendo se stessi e impoverendo gli altri. Ti preghiamo per quelli che pongono la loro fiducia e sicurezza, nei beni, per quelli che accumulano oltre ogni misura e oltre ogni sensato uso.
Ti preghiamo per chi ruba vendendo a un prezzo eccessivo e per chi ruba comprando a un prezzo inferiore al dovuto, approfittando della buona fede o della necessità degli altri. Ti preghiamo per quelli che rubano facendo gli usurai e ricattando, veri sanguisughe e sciacalli che commerciano sulle sciagure altrui. ...
Dio fu il primo a invitarci a casa sua: la Vita. Ci ha invitati e noi tutti, i viventi, abbiamo cominciato ad esistere, ma non abbiamo ancora finito di assaporare i suoi cibi, né di conoscere tutti gli altri commensali. Dio che ci invita a casa sua, questa è la creazione. Dio che ci invita a condividere la sua stessa Vita, questa sarà l’eternità.
Niente parla di Dio quanto l’ospitalità, perché essa è un modo di essere di Dio. Come chi ama capisce Dio perché Dio è Amore, così chi vive o fa l’esperienza dell’ospitalità fa un’esperienza divina. Questa esperienza profonda la troviamo nella cultura di molti popoli antichi, vissuta, forse senza accorgersene, come il rito di una grande religione. ...
La natura non fa le cose in serie e questo è meraviglioso, perché ognuno è unico, ma, nella storia dell’umanità, il fatto che siamo diversi ha generato molte conclusioni sbagliate. Già sotto lo stesso tetto i fratelli mettono in competizione queste diversità, fino a divenire rivali. Quantitativamente e a volte qualitativamente si pretende una uguaglianza che la natura ignora. Le conseguenze sono invidia e gelosia di quello che l’altro è ed ha, rifiuto e intolleranza nei riguardi dei suoi comportamenti.
Se ognuno è un essere unico, nella vita deve cercare di scoprire ed essere solo se stesso. Non può recitare la parte degli altri, poiché desiderando di essere diverso finirebbe per esserne una caricatura. Che senso ha il desiderio di un ciliegio di diventare un castagno? o pretendere che tutti gli alberi abbiano la stessa zolla di terra per vivere? ...
Quando ci si innamora, viene spontaneo dichiararsi amore totale e per sempre. Si afferma con convinzione di voler vivere per l’altro e si ritiene l’altro così importante da non sapere o voler vivere senza di lui. “Io ricevo te… e prometto esserti fedele nella buona e nella cattiva sorte…” Proprio perché si amano reciprocamente, si decide di condividere la sorte, di non essere felici da soli e di non lasciare l’altro da solo nella sua tristezza. Si pensa al matrimonio per fare vita comune e costruire insieme il loro futuro.
Quando ci si sposa si prende in consegna la vita dell’altro e la responsabilità di realizzare la sua vita, oltre che la propria. E’ un progetto impegnativo e a lungo termine, per questo c’è bisogno di costanza e fedeltà nel tempo. Ma quanto dialogo, quanta attenzione, quanta comprensione, nella verità, quanta complicità, quanta dedizione, quanta pazienza, quanta umiltà, ci vogliono, per raggiungere l’obbiettivo di far si che ciascuno sia se stesso, maturi fino alla realizzazione e sia felice, però mai da solo, sempre reciprocamente e sempre insieme!
Se invece uno vuole realizzare se stesso, vuole vivere i propri talenti, vuole dedicarsi a tempo pieno a una vocazione, un’arte, un mestiere, una missione e dunque non ha tempo da dedicare a chi ne condivide la sorte, o a chi, messo al mondo, ha bisogno di lui come genitore, allora non è giusto che si prenda un impegno che non può assolvere. ...
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