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 Spiga di grano... di Franco Paparone
 
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NELLA RELAZIONE CON GLI ALTRI L'UOMO HA L'OPPORTUNITA' DI CONOSCERSI, VENENDO A CONOSCENZA DI QUELLO CHE E' CAPACE DI FARE PER LORO.

Franco Paparone
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Franco Paparone (del 12/03/2006 @ 14:14:30, in c: AUTORE E LIBRO, linkato 957 volte)

      

                                              DOMANDE A FRANCO PAPARONE.

Vuole spiegarci l’idea chiave che permea il suo libro: “Gratuità, un modo di essere e di vivere”?

Sono partito da un fatto ( non da un’idea filosofica o da una Fede ), che respiro gratis, che esisto gratis, che possiedo organi gratis. Mi son detto: forse questo è il modo di essere della natura, dell’universo; ma se è così, è diverso dal modo di essere delle persone e delle società umane. Le regole della vita sociale le scrivono gli uomini, e di quello che scrivono ne applicano poche.

Ci sono i comportamenti di fatto, di cui tutti siamo abbastanza esperti, perché le conosciamo a memoria nella vita di tutti i giorni. Mi sono detto: se accetto che la società abbia come regola di vita, quella che ognuno pensi ai propri interessi, ad arricchirsi, a fare della vita un commercio, ad usare gli altri per raggiungere la propria realizzazione, non potrò lamentarmi se chi è più furbo, più forte, più ricco, mi calpesti e mi usi, non importa se lo fa con diplomazia o con la violenza delle armi o del ricatto.

Non posso lamentarmi per esempio se un medico pensa più alla sua tasca che alla mia salute, se un contadino pensi più a guadagnare che alla genuinità del prodotto che mi vende, se un allevatore ingrassa nocivamente gli animali che venderà, se una fabbrica vende prodotti con materiali scadenti, se una banca si fa pagare il più possibile sia d’interessi che di servizi, se una scuola crolla addosso ai bambini perché progettata da incompetenti o costruita lesinando i materiali.

Non mi posso lamentare se c’è chi si compra il diploma, la laurea, il posto di lavoro, insomma chi, credendo che con i soldi si possa comprare tutto è disposto a fare tutto pur di averli, a vendere non solo armi e droghe, ma anche la propria dignità e libertà. Non sto facendo di tutta l’erba un fascio, so benissimo che la vita può ed è vissuta diversamente da tante persone.
Si tratta di SCEGLIERE e di non farsi condizionare.



Può farci qualche esempio in più sulla presenza del gratuito nella vita.

Faccio proprio un esempio: Immaginiamo che a 10 persone piaccia la danza, o il calcio, o il basket, o suonare uno strumento, o imparare una lingua straniera. Dopo tre-cinque anni li vediamo in azione e scopriamo che i risultati sono diversi in ciascuna. Alcune avranno più risultati di altre, altre avranno risultati scadenti. Come mai? Siamo sicuri che l’impegno e le ore di allenamento fanno la differenza? Per alcune sarà così. Sappiamo che un bravo allenatore o un bravo insegnante fa pure la differenza.

A parità di allenamento un fisico rende più di un altro, merito di chi? Una mente capisce meglio la lezione in minor tempo: merito di chi? I genii della musica, dell’arte, della scienza, non c’e dubbio che hanno avuto dei maestri, ma non c’è dubbio che avevano capacità innate. Dunque, limiti e pregi li abbiamo ricevuti!
Un Genio non ha dovuto pagare nulla di più, per avere le qualità che ha. Qui si apre una considerazione: Se quello che hai e che sei, lo hai ricevuto, perché vantarti?

Se la bellezza che abbiamo fosse opera nostra, se la forza e la vitalità che abbiamo fosse frutto di una ricetta personale, se le proprie capacità intellettive, matematiche, scientifiche, artistiche, fossero solo frutto dello studio e dell’impegno, sarebbe giustificato il vanto e il mettersi in mostra.

Se la salute fosse il risultato dei nostri sforzi, se le cose che sappiamo fare non le avessimo imparato da nessuno, se gli strumenti che usiamo ce le fossimo costruiti con le nostre mani, sarebbe giustificato ogni atteggiamento di autosufficienza e menefreghismo, sarebbe giustificato che uno specialista si facesse pagare profumatamente e con tanto di riverenze.

Ma quello che siamo lo abbiamo ricevuto, quello che sappiamo ce lo hanno insegnato, quello che sappiamo fare lo abbiamo imparato da altri, ecco perché invece di inorgoglirci dovremmo essere grati per tutto quello che abbiamo ricevuto e invece di vantarci dovremmo essere contenti di quello che siamo e sappiamo fare.

Il mettere se stessi su un piedistallo ha come logica conseguenza il mettere gli altri in un posto inferiore, in tutti gli ambiti della vita. Bambino o adulto, ateo o credente, con o senza cariche pubbliche, l’essere umano tende ad avere ragione, a farsi servire, ad arricchirsi, ad imporre le sue ideologie, le sue credenze religiose o scientifiche.
Tutto ciò che a livello politico, ideologico o religioso, piuttosto che considerare gli altri come se stessi li fa guardare come “diversi” da tenere a distanza o da conquistare, diventa un campo pericolosamente minato che condiziona il futuro del genere umano.

Educare alla tolleranza e al rispetto dell’altro non è solo segno di civiltà, ma è la condizione che assicura un futuro all’umanità. Quando invece, nelle famiglie, nelle scuole, nell’amministrazione di un paese, ciò che si respira sono i diritti, senza i doveri; sono i menefreghismi, le irresponsabilità, i propri comodi o interessi a scapito di quelli degli altri, si sta seminando qualcosa che ci toccherà a tutti raccogliere.

Ognuno di noi deve scegliere se fare parte dei vincitori prepotenti, anche come semplice manovalanza, oppure di far parte di quel popolo che sentono nel sangue la solidarietà internazionale e i diritti umani condivisi. 
                                                    
                           


Nella terza parte del libro: “Gratuità e Religiosità” lei sottolinea che non c’è vera religione, e quindi vero culto a Dio senza un vero disinteresse di fondo, poiché ogni interesse è segno di sfruttamento dell’altro.

Vera scienza? vera religione? vera civiltà? dove non c’è puzza di soldi, di interessi, di imposizioni, di sfruttamento, di fanatismo, di privilegi, di complotti… ma, al contrario, dove c’è servizio, rispetto, dialogo, semplicità, dove c’e giustizia e pace per tutti, coscienza e libertà di coscienza, dove c’è scienza, sapienza e soprattutto amore.

La prima cosa che toglie un dittatore è la libertà, la cultura, l’informazione e quindi il libero giudizio e la libertà di essere se stessi. Viceversa, ogni dittatore ha proposto se stesso, le sue idee, le sue scelte per tutti, eliminando chi la pensava diversamente.
Che Dio non sia così lo dimostra il fatto stesso che il male esiste nel mondo ed i suoi nemici continuino ad esistere.

Quando una cosa è vera, lo è scientificamente, filosoficamente e religiosamente.
Sono sicuro che le scoperte scientifiche, quando approdano a qualcosa di certo, sono quelle che possono liberare l’uomo da: razzismo, odio, fanatismo…
Se la scienza scopre la realtà dei fatti, cioè come siamo e come funzioniamo, fa un doppio servizio: da un lato fugare ciò che è falso, inadeguato, pregiudizievole, e dall’altro mettere in luce la verità.

Se, come credente, dico che Dio è Verità, non c’è augurio migliore di quello che la scienza ci faccia comprendere la realtà e faccia diminuire in tutti l’ignoranza. E’ questa, infatti, che crea tabù, miti, paure, dipendenze, falsi ideali, false lotte…
Un esempio: la religione dice: “Non farti dominare dall’ira, ma vinci il male con il bene”. Lo scienziato può leggere questa frase come un consiglio morale, oppure potrebbe indagare per dimostrare se a livello fisico, chimico, cellulare è più salutare vivere “Occhio per occhio, dente per dente”, cioè la vendetta, oppure “Perdona fino a settanta volte sette”; se rilassa di più sfogare la rabbia, oppure staccare la spina a tutta quell’energia che ribolle.

Dire che la creazione è amore equivale a dire che il funzionamento corretto di ogni organismo e di ogni sua parte è garantito da logiche non esclusive, ma comunicative, sia a livello meccanico che di volontà. In tal senso “perdonare” ha la stessa logica di bere per non morire di sete; non è una buona azione, ma è il dinamismo della vita che sceglie di continuare a vivere.


Dunque lei ha molta fiducia nella scienza e nella tecnica.

Ho fiducia in ciò che Dio ha seminato nella natura umana. Ogni scoperta può portare l’uomo ad amare di più o ad odiare di più.
Faccio qualche esempio. La scienza ha scoperto che tutta la popolazione attuale che esiste sul globo terrestre, ha avuto origine da un unico antenato, vissuto circa sessantamila anni fa in Africa. Basta questo a porre fine a ideologie razziste e lotte di etnie? No, come non basta a due o più fratelli sapere che hanno genitori comuni per non essere gelosi, invidiosi e in lotta tra di loro, per motivi di eredità o di successo.

Non basta che la scienza scopra i segreti della vita, del suo nascere e del suo evolversi. Tutte queste informazioni possono essere sfruttate a vantaggio di pochi e per sottomettere le masse. L’uomo moderno ha a sua disposizione scienza e tecnica sufficienti per risolvere la fame, la sete e molte malattie che sterminano gli abitanti dei paesi del terzo mondo. Ha a sua disposizione i principi acquisiti di diritti umani e di giustizia sociale, nonché molte spiritualità religiose che, mettendolo in guardia dalle diverse forme di egoismo, lo aprono agli altri.
Eppure tutto ciò non basta, a vergogna delle Religioni che non riescono a entrare nella vita dei singoli per creare cultura “giusta”, a vergogna degli Stati che si definiscono “civili” grazie a leggi che sono più sulla carta che nella vita e nella mentalità dei governanti, a vergogna degli Scienziati che, ingenuamente, hanno sottovalutato il fatto che anche le conoscenze scientifiche sono piatto appetibile da parte di chi ha potere e denaro per impadronirsene, sfruttando ogni scoperta e indirizzando la ricerca verso ciò che soddisfa i loro fini.

Poiché, nonostante le Religioni, le Rivoluzioni, le conquiste Scientifiche, i poveri, i deboli, i sottosviluppati sono alla mercé di coloro che hanno di più, costoro infatti non se ne stanno con le mani in mano, ma vogliono arricchirsi di più e, in uno Stato democratico, fanno o fanno fare leggi a loro favore, in modo da arricchirsi “legalmente”.

I paesi ricchi ed i loro scienziati dicevano trenta anni fa che bisognava diminuire la natalità, altrimenti non ci sarebbe stato cibo per tutti. Oggi chiunque può vedere da un lato l’obesità degli abitanti dei paesi benestanti, dall’altra la sottonutrizione degli abitanti dei paesi poveri. Sarebbe bastato un’equa distribuzione, affinché molti non morissero di fame e altri non morissero a causa di malattie da eccesso: infarto, ictus, diabete…

Ma le leggi che governano le nazioni ricche dicono che occorre non produrre oltre un certo quantitativo di latte, di carne, di uova… occorre mandare al macero frutta e verdura in eccesso… affinché il Mercato mantenga certi prezzi. Mentre le piante lasciano cadere per terra il loro carico di frutta e agli allevatori si ordina di non produrre molto, altrove si muore di fame.

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Di Franco Paparone (del 12/03/2006 @ 13:42:05, in n: Fede e vita, linkato 734 volte)


Disse loro Pilato:«Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. ( Matteo. 27, 22-23.26 )

Questa scena di condanna la conosciamo bene: è cronaca quotidiana!
Però una domanda ci brucia nell’anima: perché è possibile condannare Dio?
Perché Dio, che è Onnipotente, si presenta nella veste della debolezza?
Perché Dio si lascia aggredire dall’orgoglio e dalla prepotenza e dall’arroganza umana?
Perché Dio tace? Il silenzio di Dio è il nostro tormento, è la nostra prova!

Ma è anche la purificazione della nostra fretta, è la terapia della nostra voglia di vendetta.
Il silenzio di Dio è la terra dove muore il nostro orgoglio e sboccia la fede vera,
la fede umile, le fede che non pone domande a Dio,
ma si consegna a Lui con la fiducia di un bimbo.

PREGHIERA:
Signore, quanto è facile condannare! Quanto è facile lanciare sassi:
i sassi del giudizio e della calunnia, i sassi dell’indifferenza e dell’abbandono!
Signore, Tu hai scelto di stare dalla parte dei vinti,
dalla parte degli umiliati e dei condannati.
Aiutaci a non diventare mai carnefici dei fratelli indifesi,
aiutaci a prendere coraggiosamente posizione per difendere i deboli,
aiutaci a rifiutare l’acqua di Pilato perché non pulisce le mani ma le sporca di sangue innocente.

Tratto dalla Via Crucis al Colosseo. 
Per seguire le altre riflessioni, clicca quì sotto:
                                           
http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2006/documents/
ns_lit_doc_20060414_via-crucis_it.html
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Di Franco Paparone (del 10/03/2006 @ 00:50:15, in t: Español, linkato 1028 volte)
                

Maria está presente a los pies de la cruz, bebiendo una copa amarga junto al Hijo; amarga, no sólo por el dolor inmenso de Madre que lo ve torturado y matado, sino porque vive doblemente e infinitamente la traición, la quiebra, la tortura, la pobreza, la impotencia, la incomprensión, la oscuridad cósmica y la oscuridad de la fe en Dios.

Doblemente, porque vive en el mismo momento su drama y aquel del Hijo. Infinitamente, porque vive la impotencia del Hijo y aquella del Padre junto a la suya. La hora de Jesús también ha sido su hora. ¿Quién medirá el dolor de una madre que tiene el hijo muerto asesinado entre los brazos?
¿Quién medirá el dolor de una creyente que tiene el Hijo de Dios muerto entre los brazos? Este misterioso acontecimiento hizo vivirle a Maria todo el dolor de Dios Padre.

Maria ha vivido en la carne y en el alma el amor que ha Redimido el mundo: El amor del Padre que tanto quiso el mundo hasta sacrificar su propio Hijo. El amor del Hijo que tanto quiso el Padre y el mundo hasta morir crucificado.

Lo qué significa tener a un hijo, un hijo único, un hijo que representa toda la alegría, todo el propio futuro, toda su misma vida, el propio amor, la misma razòn de ser, toda esto Maria lo ha vivido en su cuerpo y en su alma.

Lo qué significa dar este hijo al mundo de los hombres, para que nadie se pierdiera; para que, cada hombre, creyendo que Dios es Amor, recorriera la calle de la justicia y la misericordia; para que todos fuesen Uno y Dios fuese todo en todos.

Lo qué significa sacrificar al propio hijo, sacado de medio por mentalidades mezquinas y por sospechosos intereses; en así poco tiempo traicionado, juzgado, condenado, torturado, matado. Todo esto Maria lo ha vivido en su cuerpo y en su alma. 

 

Maria ha vivido en su corazón lo que Dios Padre ha vivido en su Amor.
Maria, con su Amor de madre, dispuesto a todo por la Salvación de los otros, ha estado aquí en tierra, la imagen del amor Paternal-materno de Dios por nosotros.
Es en su vida que Maria nos hace ver claramente lo que està dispuesto a hacer Dios por nosotros. El amor de la Mamá nos habla del amor del Padre.

Este Amor, ella, siempre lo ha amado. Por este Amor ha vivido toda su vida. Para que este Amor sea querido, está viviendo toda su Eternidad: es la Misión de Maria, la MADRE. Por todo lo que eres y que haces, decirte gracias mamá, es tan poco e inadecuado. Concédenos la gracia de poderte amar, con los hechos. Concédenos la gracia de amar al Padre, con nuestras obras.
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Di Franco Paparone (del 09/03/2006 @ 19:50:44, in d: Un modo di essere, linkato 1025 volte)

        

Così come nessuno nasce da sé ma da altri, allo stesso modo nessuno è chiamato a vivere per sé ma per gli altri.
In realtà siamo fatti gli uni per gli altri! “Io sono nato per te. Vivo per te. Tu sei la mia vita. Grazie perché ci sei”. Queste frasi ha diritto di dirle non solo un innamorato alla persona amata, ma ogni cosa che esiste nei riguardi di tutte le altre, senza escluderne nessuna.

Niente è inutile, nessuna esistenza è insignificante, nessun ruolo è secondario, giacché ogni cosa è chiamata ad essere dono per tutte le altre cose che esistono. L’essere dono si comprende facilmente quando ci si innamora, poiché l’amore fa sentire l’altra persona così importante, da vivere per lei.
Quando uno ama capisce che l’amore può essere solamente gratuito e disinteressato, perché vuole il bene dell’altro a tal punto da volerne l’esistenza e la realizzazione.

L’amore gratuito genera pensieri, azioni, desideri, progetti… con una creatività prorompente il cui fine è la felicità della persona amata. Non fa del bene per sentirsi più buono, non fa grandi cose per riceverne ammirazione, non ama per potersi sentire realizzato. Questo modo di comportarsi manifesta solamente il culto di se stesso, mentre l’amore gratuito non ha mai di mira la propria soddisfazione.

L’amore gratuito rivela cosa c’è dietro il mistero dell’origine di tutte le cose. Per poterlo capire fino in fondo occorre viverlo fino in fondo, sintonizzando i propri pensieri, desideri, istinti, azioni, con la legge della gratuità. Occorre che lo spirito della gratuità diventi l’unico animatore della nostra vita, per poter fare l’esperienza di essere e di vivere secondo la Natura delle cose, per poter capire che amore e gratuità sono due facce della stessa realtà: la Vita.

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Di Franco Paparone (del 09/03/2006 @ 19:45:39, in d: Un modo di essere, linkato 796 volte)

    

Io sono il regalo della Vita a me stesso.
Il primo regalo che ho ricevuto è la mia persona, unica e irripetibile. Esistiamo gratis, perciò possiamo affermare che la prima legge dell’esistenza è la GRATUITA’, regalo è, infatti, ciò che si riceve senza essere chiesto, senza essere né meritato né pagato, altrimenti sarebbe ricompensa, merito, salario.

Poiché nessuno ha meritato se stesso, possiamo anche affermare che essere creatura significa essere dono. Ogni creatura è dono anzitutto per se stessa, per questo finché esiste ha diritto di essere se stessa. Diritto di vivere, di crescere, di sviluppare le sue capacità… Per questo ha diritto di avere una famiglia, una casa, una istruzione, un lavoro…

Quando una creatura giunge a far maturare il suo dono, non solo è pienamente se stessa, ma può essere parte funzionante dell’universo. Sperimenterà allora un’altra Realizzazione: essere dono per gli altri.
Mentre la natura dà i suoi doni e riempie di talenti ogni nuova esistenza, la famiglia e la società nelle quali si nasce, hanno il dovere di creare quelle condizioni e quelle possibilità che siano capaci di mettere in luce, sviluppare e moltiplicare queste capacità.

Una persona è un progetto fallito, se non realizza se stessa. Ogni società ha la responsabilità, attraverso leggi, istituzioni e tutti gli strumenti di cui dispone, di permettere alla vita delle persone che la compongono, di realizzarsi. Poiché una persona non ha nulla da dare se non è se stessa, e non farà l’esperienza del dono se quello che dà non è farina del suo sacco.

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Di Franco Paparone (del 09/03/2006 @ 19:32:32, in !! SPIRITUALITA' pratica, linkato 872 volte)


Prova a vivere per un giorno
, solo per un giorno, ogni attimo come se fosse un regalo, già confezionato, della vita; essa te lo offre e tu lo accogli come un dono per te, fiducioso che ogni cosa ha un significato.
Allora non riterrai casuale, o inutile, o perdita di tempo, l’incontro con la persona che avrai davanti in quel momento; viceversa, lo riterrai provvidenziale, a proposito, utile per te o per lei.

Allora non perderai la pazienza di fronte ad un contrattempo, sia esso un avvenimento, un imprevisto o una persona lenta e noiosa, che cambia i tuoi piani e ti fa arrivare in ritardo a un appuntamento.
Allora non giudicherai negativamente tutto quello che non va come tu avevi programmato o avevi desiderato, né ti farai annoiare da ciò che non è secondo i tuoi gusti, né guarderai con sospetto ogni novità; viceversa, come si fa con un regalo quando lo si apre pieni di curiosità, lo accetterai ringraziando.

Allora prenderai in considerazione tutto quello che ti succede, dalle cose più insignificanti e ordinarie a quelle più importanti o a cui ci tieni, poiché tutte le cose possono essere guardate con occhi diversi, con interesse diverso, con significato diverso.
Allora quel diverso diventerà novità, e ti rivelerà cose nuove e attuali, come le parole di colui che vuole comunicarti quello che non sai. Sentirai che stai vivendo la vita per davvero. Sarà diverso dalla fiction dell’abitudine, dei pregiudizi, dei programmi scritti nell’agenda, ma nel qui ed ora che la vita ti offre, sperimenterai la realtà.

Come il tuo cuore non può smettere di battere affinché tu viva, così la vita non smette di offrirti incontri, suoni, immagini, sensazioni, emozioni, che ti danno la possibilità di capire, di crescere, di maturare.
Se ogni cosa è dono d’amore per tutte le altre cose che esistono, come vuoi che si realizzi concretamente tutto ciò, senza accettare, aprire e comprendere il regalo che ti è dato in ogni momento? Ma a programmare tutto, ogni giorno, non sei tu, è la vita.

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Di Franco Paparone (del 09/03/2006 @ 19:27:49, in i: SPOSATI, linkato 866 volte)
Quando l’amore diventa possessivo a farne le spese è la libertà.
La libertà di pensiero, di sentimento, di scelta, di azione, la libertà di essere se stesso e di essere come si vuole: è il primo valore assoluto; è il primo diritto di un essere umano.

L’unico che rispetta questo diritto è Dio, fino alle estreme conseguenze di lasciare persino che uccidessero suo Figlio, di lasciar commettere crimini crudeli, senza che Egli intervenga a “fermare” quelle mani o a “distruggere” l’esistenza di quel reo.

Anche nell’ambiente particolare che chiamiamo “famiglia”, il rapporto tra amore e libertà spesso diventa conflittuale. Lo è quando esiste il padre-padrone, che pretende obbedienza e servizio; lo è quando l’amore è gelosia e possesso, da parte del coniuge o da parte di un fratello nei riguardi dell’altro; lo è quando un figlio tratta i genitori come affettuosi soggetti che devono essere sempre al suo servizio, a qualunque età. ...

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Di Franco Paparone (del 09/03/2006 @ 14:38:09, in GIOVANI, linkato 809 volte)
L’uomo nasce nudo ed ha bisogno di vestiti per proteggersi dal freddo, essi però non gli servono solo per coprirsi, ma come fattore decorativo con i quali adornare se stesso, specialmente nei giorni di festa o nelle grandi occasioni.

L’uomo ha inventato molte divise dentro le quali mettere se stesso; con alcune ha voluto farsi identificare dentro una qualifica o un gruppo: dalle divise dei militari a quelle delle commesse, da quelle dei monaci a quelle dei magistrati, da quelle degli impiegati statali a quelle degli infermieri… con altre ha voluto proteggersi dai pericoli, a seconda del mestiere; con altre ancora ha voluto esprimere il valore di chi le indossava.

Sono molte le persone che hanno bisogno di una divisa per sentirsi qualcuno; dentro di essa si sentono speciali, scelte, piene di potere, di dignità… alcune, piene di bellezza, di simpatia, di bravura… altre.
La divisa esprime molto bene il loro animo e il loro modo di trattare gli altri. Come si fanno rispettare! Come si fanno obbedire! Come si fanno ammirare, acclamare, applaudire ed osannare!

La laurea, la carica, il posto di responsabilità… sono un privilegio che pongono alcuni nella crema della società. Meritevoli o no, c’e tanta voglia di apparire, di essere importanti, rispetto alla massa anonima e priva di valore.
I giovani e soprattutto i ragazzi hanno bisogno di un vestito alla moda, dentro il quale sentirsi come gli altri, dentro il quale non sentirsi diversi e quindi esclusi. Mentre gli adulti preferiscono un vestito particolare, unico, con il quale distinguersi dagli altri, possibilmente in meglio. Il vestito è un linguaggio, con il quale ognuno dice quello che ha dentro.

Ci sono persone che sanno un solo ritornello e lo ripetono senza fine per tutta la vita, in ogni situazione in cui si trovano: “Tu non sei come me! Spostati che passo io! Io non sono come te! Non ti voglio nella mia fortuna! Io sono più importante! Io valgo di più! Io sono migliore! Io posso di più!”
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Di Franco Paparone (del 09/03/2006 @ 14:31:47, in !! SPIRITUALITA' pratica, linkato 440 volte)

Spesso è proprio perché amiamo le cose buone e giuste e siamo divenuti sensibili alle cose vere, che ci scopriamo insofferenti e indignati verso ogni forma di oppressione, sfruttamento e ingiustizia.
L’istinto ci porta a inveire, gridare, condannare e persino ad odiare. Uno zelo potente sembra impossessarsi di noi e ci sentiamo autorizzati a giudicare ed ad agire in nome di Dio.

Per non cadere nel tranello di vederci coinvolgere nella spirale dell’odio, poiché è facile odiare il male e con esso chi lo fa, occorre staccare la spina affinché tutta quella passione resti senza energia. Occorre tornare nel nulla, per ridefinire le nostre scelte, per focalizzarci non sull’odio verso il male, ma sull’amore che abbiamo deciso di essere; poiché non si sconfigge il buio spegnendo la luce, ma accendendone altre.

Quando trattiamo l’altro come un nemico, facciamo il gioco di chi nega la vita. Questo ci eviterà di chiamare nemici i nostri nemici, e tanto meno di demonizzarli, poiché nessun uomo, finché vive, ha diritto di essere demonizzato. ...

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Di Franco Paparone (del 09/03/2006 @ 14:15:09, in o: PREGHIERE, linkato 1135 volte)

 
Nella luce di questo giorno che ci accoglie, io penso a Te,
Padre della mia vita e del mio amore,
Padre di questo mondo e di ogni suo bene.

Unito a tutto ciò che esiste e ai miei fratelli,
nati dall’immensità della tua misericordia,
rivolgo a te la mia gratitudine e con stupore ti dico: Grazie perché esisti!
Grazie perché sei vicino a noi!

All’inizio di questo giorno, eccomi:
oggi voglio vivere nella verità del mio essere:
piccolo, trasparente, dono tuo.
Poserò la mia goccia di rugiada
là dove c’è sete di comprensione, di fiducia, di affetto.
Voglio riflettere l’azzurro del cielo e la luce del sole,
là dove manca la gioia perché c’è chi se ne approfitta,
dove manca la serenità perché c’è chi impreca e insulta. ...

Continua a leggere...

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Di Laura

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OSSERVA: Lezioni della Natura 
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             DIRITTI NATURALI
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SCRIVI ALL'AUTORE
Paparonef@alice.it





LE MIE CANZONI MP3

INVITO ALLA VITA.mp3
Fammi come te.mp3
lascia tutto e seguimi.mp3
Ti ringrazio Signore 1.mp3
Sono in te le mie sorgenti.mp3
All'alba della tua vita.mp3

Voglio te.mp3

Io cerco te.mp3
Perchè tu esisti.mp3
Prima che tu nascessi.mp3


Si tu fueras.mp3
Lo que quiero ser.mp3
No pensaba que tenia que ser.mp3
Quiero ser como el aire.mp3
La canciòn de las Gotitas.mp3 
Canciòn al amigo.mp3
Te necesito amigo.mp3
Quisiera.mp3
Vivir en las cosas.mp3
Un mate una amistad.mp3
Tu estàs en mi corazòn.mp3
Canciòn para ti.mp3
Mi libertad 1.mp3
Mi libertad 2.mp3
Historia de un loco 1.mp3
Historia de un loco 2.mp3
Cantar.mp3

Gesù caro Fratello - Mia Martini 1.mp3
La vita è un dono (Canzone di Renato Zero)
contestazione 3.mp3   di Luciano


LINK:

Unimondo
Emergency - Sito Ufficiale


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Adozioni a distanza.
Progetti. Giustizia.
http://www.msf.it/
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Ragionare:
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Salvare la natura
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Contemplare la natura
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Giornali
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Riviste
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Parola di vita di Chiara L.
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La Bibbia:
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Documenti del Concilio:
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ii_vatican_council/
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La parola dei Papi:
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Giovanni Paolo II
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holy_father/john_paul_
ii/index_it.htm



IL tuo paese dal satellite
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immagine dal satellite nel campo infrarosso
Previsioni del tempo
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PARLIAMO DI NOI
Direzione Spirituale?

AUTORE E LIBRO
Presentazione del libro
Domande a Franco Paparone
Franco Paparone


ATTUALITA'. SOCIALE
Siamo tutti rispettabili
La questione delle "razze" umane
aper avarizia o per invidia?
Diritti Naturali
Chiara Lubich e l'Economia di Comunione
I diritti umani
Nuovi vestiti per vecchi peccati
PRIMA UMANO
Perché esistono i poveri e perché esistono i ricchi
ssst... Omicidio di massa
DUE PESI E DUE MISURE

TRA IL DIRE E IL FARE (siamo tutti attori)
Il Valore di una Vita
LA CIVILTA’ DELL’HOMO SAPIENS
IMPARARE DAI FATTI
USA E GETTA
ASCOLTARE LA GENTE
TI FANNO FUORI SUBITO
FANATISMO
VARIAZIONE SUL TEMA
Opinioni
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo
Mon mi piace
W l'Italia
Pensa
Natale
GRAZIE BENAZIR
Perché esistono i poveri e perché esistono i ricchi
Tempo di elezioni
Socialità
Severn Suzuki, la bambina che zittì il Mondo per 6 minuti (Nazioni Unite 1992) Sott. Italiano



CANZONI
La vita è un dono (Canzone di Renato Zero)

SE TU FOSSI

NON PENSAVO
LASCIA TUTTO E SEGUIMI
UNA CANZONE DI MIA MARTINI
INVITO ALLA VITA
IL MIO CANTO
CHI SONO
INVITO ALLA VITA.mp3 
contestazione 3.mp3
Fammi come te.mp3 
lascia tutto e seguimi.mp3
Ti ringrazio Signore 1.mp3
Gesù caro Fratello - Mia Martini 1.mp3
Sono in te le mie sorgenti.mp3
All'alba della tua vita.mp3

Voglio te.mp3
 
Io cerco te.mp3 
Perchè tu esisti.mp3 
Prima che tu nascessi.mp3

Si tu fueras.mp3 
Lo que quiero ser.mp3 
No pensaba que tenia que ser.mp3 
Quiero ser como el aire.mp3 
La canciòn de las Gotitas.mp3 
Canciòn al amigo.mp3 
Te necesito amigo.mp3 
Quisiera.mp3 
Vivir en las cosas.mp3 
Un mate una amistad.mp3 
Tu estàs en mi corazòn.mp3
Canciòn para ti.mp3 
Mi libertad 1.mp3 
Mi libertad 2.mp3 
Historia de un loco 1.mp3 
Historia de un loco 2.mp3 
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ESPERIENZE
IL SEME E' DIVENTATO ALBERO
VIDI E CAPII
W GLI SPOSI
A GIOVANNI PAOLO II
QUELLO CHE RESTA
QUEL CHE HO VISTO
LA VERITA' SCRITTA IN ME
ESPERIENZA DI ELEONORA NARDINI

RICORDI



ESPAÑOL
CORAZON DE MADRE
LAS RAZONES DE ESTE BLOG
ENTREVISTA A FRANCO PAPARONE
RESUMEN DE LA ENCICLICA DEL PAPA
Espiritualidad de la naturaleza
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (1)
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (2)
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (3)
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (4)
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (5)
RESUMEN DE LA ENCÍCLICA CARITAS IN VERITATE (6)
Importancia de la materia y de la experiencia
Buscando inspiraciones
10° LEZIONE
Abbi cura di te
Todo lo que vive se alimenta
Defendes la vida porque la vida nace debil
El justo sueldo (consideraciones de Leon XIII)


FEDE E VITA
Anche a Natale Dio parla con i fatti
La nascita di Gesù
Sono forse io il custode di mio fratello
Riflettendo sul Padre nostro
L'insegnamento sociale di Gesù
CAPIRE LA MAMMA
LA CONOSCENZA
CUORE DI MADRE
PERO' IL DOLORE E LA MORTE NO

La presenza come dono
10° LEZIONE
L'ENCICLICA SPIEGATA DAL PAPA
L'ESPERIENZA DI SANTA TERESA DI LISIEUX
Nel secondo anniversario di Giovanni Paolo II
Spiritualità della natura


NATURALMENTE
Universi isola
Sequenza o Successione di Fibonacci
La matrice Geometrica dell'universo
Roberto Saviano - Dall'Inferno alla Bellezza - Speciale "Che Tempo Che Fa"- Rai Tre 11/11/09
A MADRE NATURA
NATURALMENTE VICINI
NOI E LA NATURA
COSE DA INNAMORATI
ANIMA E CORPO

 

 


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