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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Dovremmo poter parlare solo di quello che veramente conosciamo, cioè di quello che abbiamo imparato dallo studio e dall’esperienza, e verso ciò che non conosciamo dovremmo essere aperti e curiosi.
Ma poiché è più facile parlare che fare, scrivere che vivere, sognare che sperimentare… si corre il rischio di ritenersi dotti su cose scritte da altri, su principi, teorie, norme, senza dedicare il proprio tempo a verificare, a vivere e confrontare.
Conosco medici che ritengono verità scientifica solo quello che hanno studiato e solo quello che leggono nelle loro riviste specializzate. Conosco uomini di fede che ritengono vere solo le affermazioni che trovano nei loro testi sacri e nei libri approvati dalla loro religione.
Anche gli adolescenti prendono per vero quello che si discute tra amici piuttosto che quello udito o affermato in casa, dai genitori. Aldilà della simpatia e della fiducia posta in una persona o una scienza o un gruppo, che fanno accettare con facilità quello che essi dicono, è più facile assolutizzare quello che si sa, piuttosto che uscire allo scoperto.
Eppure è molto di più quello che non si conosce!
“Da sempre il sole girava intorno alla terra, poi dal 1543, grazie a Nicolò Copernico, fu la terra che comincio a girare intorno al sole”. Prima di quella data, anche se qualcuno aveva ipotizzato diversamente, era Scienza, era Religione, era esperienza quotidiana di tutti, che fosse il sole a girare intorno alla terra. Ma i dati scientifici erano miseri, le riflessioni religiose erano fanatiche e l’esperienza visiva era ingannevole. ... Continua a leggere...
Come è spontaneo accettare che un seme piantato o caduto in terra, germogli e, bucando il suolo, cerchi la luce e, crescendo, prenda forma, modellandosi in rami e foglie capaci di riempirsi di fiori e di frutti, così per me è altrettanto spontaneo riconoscere come VERI, quegli aneliti che, dal profondo dell’essere, si manifestano con potenza.
Sono desideri di vivere ancora, di rivedere le persone amate. Sono desideri di giustizia, di pace, di felicità, di realizzazione. E’ il desiderio di stare nel giusto, di non vivere invano. E’ il desiderio che si manifesti tutto il senso che ha la vita.
E’ il desiderio di non restare escluso dal futuro del mondo. E’ il desiderio di non rimanere condizionato dalle esperienze negative. E’ il desiderio di vedersi liberato dalle idee e dai sentimenti sbagliati.
Non penserò che tutti questi desideri siano chimere o illusioni, così come non penso che sia banale il fatto che ogni esistenza sviluppa se stessa in un preciso modo e non in un altro, modificandosi, adattandosi, evolvendosi fin nei minimi particolari, per seguire il futuro del cosmo e il destino di tutto quello che continuerà a vivere.
I miei desideri fanno parte del mio progetto uomo, come i miei occhi, i miei polmoni, il mio cervello… e, come è sensato quello che questi organi fanno, quando funzionano, altrettanto sensato è quello che lo spirito umano sente , quando funziona.

A tante persone non piace il loro corpo perché è grasso, corto, brutto… specialmente se è la moda a suggerire un “modello”; se potessero costruirsene uno secondo i loro gusti, lo farebbero subito! ma avere un corpo non è come avere un vestito o un bagaglio.
Da bambini ci è capitato di chiederci come saremmo stati, se la mamma o il papà fosse stata un’altra persona, per poi renderci conto che, in realtà, non saremmo nati noi. Ognuno è quello che è grazie al corpo che ha; un corpo diverso significa anche una persona diversa, perciò rifiutare il proprio corpo significa rifiutare se stesso.
Ogni corpo ha la sua perfezione e le sue proporzioni. Ognuno è unico e può vantarsene; grazie al suo corpo ha sentimenti, emozioni, pensieri, desideri, ha un modo originale di essere, di muoversi, di relazionarsi; grazie al suo corpo può compiere tante cose e realizzare i suoi sogni. Il nostro modo di essere è corporale.
Se siamo rilassati, sereni, soddisfatti… lo siamo con il nostro corpo; se siamo tristi, ansiosi, paurosi… sperimentiamo che gli occhi si chiudono per piangere, lo stomaco rifiuta il cibo o non lo digerisce, dentro il petto, oppresso, il cuore palpita all’impazzata, un nodo stringe la gola, le mascelle stringono i denti, le spalle si alzano; la contrattura muscolare irrigidisce l’una o l’altra parte del corpo.
Ognuno avrà i propri sintomi, ma saranno tutti localizzati nel corpo, anche quando il malessere è psichico o spirituale. Anche la nostra realtà mentale, sentimentale, spirituale è vissuta nel corpo. Un insulto, non è percepito solo dalle orecchie, o ragionato solo dalla testa, ma è vissuto, oltre che dall’animo, da tutto il corpo: dal cuore, dal fegato, dallo stomaco… dai muscoli, dalle vene, dai nervi… cioè da tutta la persona!
L’essere umano è corpo ed è spirito. Non esiste e non si realizza un’anima senza un corpo. Non esiste e non vive un corpo che non sia animato da uno spirito umano. Siamo un corpo animato, uno spirito incarnato; se vogliamo funzionare bene dobbiamo conoscere entrambi gli aspetti, e soprattutto la relazione che c’è tra di essi.
Non possiamo essere felici nel corpo e tristi nell’anima, o viceversa; non c’è tentazione nel corpo senza che l’anima non ne prenda parte, e viceversa. Si ama o si odia, si soffre o si gioisce con l’anima e con il corpo, cioè, con tutto ciò di cui siamo fatti.
Quando il corpo è brutto, invalido, deforme, paralizzato… Allora viene in risalto la mente che pensa, il cuore che ama, l’intelligenza che capisce, la volontà che decide… basta andare aldilà di quelle apparenze che intimidiscono alcuni, intimoriscono altri, schifano altri ancora. “Mi guardano come se fossi un bambolotto, senza dirmi nulla… Sono paralitico, ma la testa mi funziona”, era il commento di un amico.
Quando uno si innamora, capisce che amare l’altro diventa un prendersi cura di lui; oltre all’attrazione per tutto quello che piace dell’altro, del suo corpo e del suo modo di fare, sperimenta l’amore per le imperfezioni e i difetti, perché sono della persona amata. Allora l’amore, da ideale e teorico, diventa reale, vero e PERSONALE.
Prendersi cura dell’altro vuol dire essere capaci di guardare la sua totalità, preoccupandosi sia del suo corpo che della sua personalità. Solamente i falsi spirituali disprezzano il corpo e le cose materiali, temono il corpo perché la loro mente e il loro cuore non sono capaci di guardarlo e di viverlo in tutti i suoi aspetti, in tutta semplicità.
Solamente i falsi uomini di scienza negano lo spirito e le sue realtà, perché non hanno strumenti adatti per studiarlo e capirlo. Solamente i superficiali e coloro che non amano, non sperimentano in se stessi quelle attività tipicamente spirituali.
E’ strano che molti pensatori neghino lo spirito, forse è perché non si sono mai innamorati o non amano più. Solo coloro che non hanno il coraggio di entrare negli occhi di una persona, non ne scoprono l’essenza che le anima e le agita.
Aldilà delle fattezze umane, dei suoi colori e delle sue forme, in ogni volto, in ogni sguardo, in ogni linguaggio che nel corpo si manifesta, c’e una persona capace di pensare, di volere, di intendere, di amare. C’è una persona che, se la lasci manifestare, è capace di interpellarti, di farti sentire importante e di dare senso alla tua vita.
Se hai deciso di amare, ama con tutta l’anima e con tutto il corpo; non dividere mai l’una dall’atro; ama tutto il corpo e tutta l’anima dell’altro, solo così potrai essere sicuro di amarlo come persona.

E’ spontaneo cercare un parente di cui si sono perse le tracce. Gocciolina è un nome e se non piace può essere cambiato, poiché si tratta di un modo di essere, di pensare, di agire, è uno stile di vita che uno sente di avere, ma poiché è in controtendenza con quello che si vede in giro nella vita di tutti i giorni, in qualunque ambito, sia sacro che profano, sia politico che religioso, sia pubblico che privato, allora, proprio per non sembrare un marziano abbandonato sulla terra e con la nostalgia del suo pianeta, proprio per questo il “GOCCIOLINE CERCASI” è un segnale inviato dal cuore ad altre esistenze che possano recepire la stessa lunghezza d’onda, con la speranza che esistano e rispondano, mandando un segnale di ritorno.
(Mi scuso anticipatamente con le altre lunghezze d’onda, o con chi la pensa diversamente, il mondo è vario e lo so bene, se poi ritengono che, facendo parte dello stesso mondo, siamo soggetti alle stesse leggi di madre natura, che vorremmo scoprire e commentare insieme, allora si accettano tutti i tipi di interventi e in qualunque forma, tranne quello di mandare a quel paese gli altri perché la pensano diversamente, non per nulla , ma perché già a quel paese ci stiamo).
SINTESI DI QUELLO CHE PENSANO LE GOCCIOLINE
Ogni scienza ci propina le sue scoperte teorizzando ciò che ha imparato dalla natura, studiando il suo comportamento, tanto che un asserto è scientifico se è riproducibile e verificabile. Anch’io voglio guardare la natura per capirci qualcosa di ciò che chiamiamo "esistenza", senza mangiarmi il cibo già cotto e confezionato dalle culture, religioni, ideologie, mode e quant’altro.
OSSERVO CHE: 1) OGNI COSA NASCE DA ALTRI. Persone, animali, piante, avvenimenti, sono frutto o risultato di qualcuno o qualcosa che li ha preceduti. Poiché nessuno si è fatto da se, poiché nessuno, rispetto agli altri, è nato in modo diverso, poiché nessuno si è scelto e nessuno ha fatto qualcosa per meritare di esistere, di ricevere cellule, organi, capacità, talenti… ne consegue che tutti siamo creature e quindi che nessuno è superiore agli altri.
2) OGNI COSA NASCE PICCOLA, FRAGILE, INDIFESA. Persona, animale, pianta, nessuna diventerebbe adulta se chi, essendo più grande e più forte se ne approfittasse per distruggerla, o se qualcuno non si prendesse cura di lei per proteggerla. Poiché tutti coloro che sono adulti non possono dire di essere ancora vivi sol perché l’hanno scampata alla violenza di un adulto, ne consegue che non è la violenza, né la legge del più forte quella che regola e promuove la vita e l’evoluzione.
3) OGNI COSA CHE VIVE SI NUTRE DI ALTRE COSE. Non solo le persone, gli animali, i vegetali, ma tutto ciò che è vivo a livello cellulare e anche più piccolo, finché vive si nutre. Poiché non c’è vita senza mangiare gli altri e ogni vita ha bisogno di altre vite, ne consegue che non solo non si nasce senza gli altri, ma non si vive senza gli altri.
Detto ciò mi chiedo se gli altri sono solo prede da mangiare, da sfruttare, da usare. Mi chiedo se è normale, dopo che una vita si sviluppa e si evolve, che essa pensi a se stessa e sfrutti il resto.
OSSERVO che in natura è vero che il predatore, forte o grande o astuto, mangia la sua preda, spesso più debole, piccola o ingenua. Ma osservo pure che i grandi dinosauri sono spariti e le piccole formiche ancora sopravvivono; osservo pure che microbi e batteri, instaurando una malattia possono distruggere un gigante pieno di vita.
OSSERVO che il forte ed il potente dominano e schiacciano il debole, lo schiavizzano e lo fanno fuori, ma osservo pure che l’unione fa la forza dei deboli, come tanti granelli di sabbia, unitesi in tempesta del deserto, sono capaci di seppellire un cammello; similmente osservo come la divisione fà la debolezza dei forti.
OSSERVO che in natura il grande è costituito da ciò che è piccolo, il visibile da ciò che è invisibile, che ogni vita ha le sue astuzie per difendersi e continuare a vivere.
OSSERVO che abbiamo ricevuto non solo gli occhi, ma anche la vista, non solo lo stomaco, ma anche la digestione, non solo il cervello, ma anche la sua sconfinata ricerca.
OSSERVO che la natura non solo non ci fa mancare l’aria per respirare, ma neppure il necessario affinché ogni cosa che vive si alimenti e si realizzi fiorendo e fruttificando. Nonostante terremoti, inondazioni e disastri, la vita continua e spesso proprio là dove aveva prevalso la distruzione.
OSSERVO che la natura ci fa trovare “fatti” e che costruisce silenziosamente le vie su cui cammina la nostra evoluzione.
Per tutti questi motivi ritengo che la GRATUITA’, cioè il GRATIS che la natura ci sbatte in faccia ogni giorno, per scuoterci dal nostro arraffare, impossessarsi, imbrogliare… Sia la LEGGE universale che la natura ha come suo modo di essere e di agire, a tutti i livelli del suo sviluppo, e dia il SENSO all’esistenza.
Detto ciò, attraverso questo punto di vista la Gocciolina guarda il politico e il sociale, il pubblico ed il privato, il sacro ed il profano per misurarne e valutarne il grado di autenticità a seconda della rispondenza con la legge della GRATUITA.

Sono andato a trovare una ex vicina di casa che ora sta con la figlia. Compiva 102 anni, portati bene fino ad alcuni mesi fa, da quando, come si dice, le “arterie” la fanno sparlare.
Fra le tante persone che chiama spesso ci sono io, cosa insolita, se si tiene conto che in questi ultimi venti anni ci siamo visti poche volte e che negli anni precedenti io abitavo a Roma e andavo in Sicilia 3 volte l’anno. Le chiedevano: “Ma cosa ti deve fare Franco”. “Lui lo sa” era la risposta.
Lei aveva 60 anni quando io ne avevo 12, eppure sono rimasto nel cuore di questa signora, e ciò ha commosso me quanto ha stupito le figlie. Quando la visitavo, negli anni scorsi, lei mi diceva che non si dimenticava del fatto che io andassi al negozio di alimentari per comprarle ciò di cui aveva bisogno, anche se quando mi chiedeva se dovevo andarci, c’ero già stato e le dicevo che dovevo ancora andare.
Penso che non sono stati i servizi, ma la delicatezza e un modo di trattarsi che mi hanno permesso di entrare nella vita di una persona a tal punto che quando la testa non ragiona più, il cuore è ancora pieno della tua presenza, sentita e chiamata per istinto, come quella della madre.
Questa esperienza non è la prima volta che la faccio, e non solo nei miei riguardi; mi ha fatto pensare che i veri rapporti durano per sempre. Il rapporto con una persona che ti capisce prima che tu parli, che è al tuo servizio senza fartelo pesare, che ti tratta con il cuore piuttosto che usarti, è un rapporto che incide positivamente nella tua vita, poiché più che la quantità del tempo condiviso è la qualità: istanti in cui si è dono reciproco disinteressato,e quel dono, silenziosamente rimane dentro per sempre e produce frutto per sempre.
Ho visto il mondo con gli occhi di bambino, tutto era grande: le montagne, gli alberi, le strade, i luoghi in cui giocavo… Sono tornato anni dopo e tutto mi è sembrato più piccolo.
Ho visto padri e madri severi, ho visto uomini virili e forti… Li ho rivisti anni dopo: erano come agnellini e deboli sotto il peso degli anni.
Ho visto la varietà delle età umane e le persone passare da un gioco all’altro, da un intrattenimento all’altro, da un fanatismo all’altro. Ho visto poveri non chiedere niente, ho visto famiglie vivere con poco, dai loro occhi traspariva la semplicità e l’innocenza dei bambini.
Ho visto compagni della mia infanzia morire nel fiore della loro età, i loro volti sono ancora davanti a me. Ho visto un vedovo sposarsi più volte, ne ho visto un altro morire di dolore e seguire la moglie.
Ho visto persone che hanno vissuto dolori fortissimi, senza disperarsi. Ho visto persone incuranti degli altri e capaci solo di pensare a se stessi.
Ho visto persone aver paura del sesso, ed ho visto quelle che se n’erano fatto un idolo: entrambe non erano felici. Ho visto persone parlare molto bene e poi in pratica non fare niente, ho visto quelle che in silenzio e nell’ombra erano al servizio della vita.
Ho visto persone fanatiche di perfezione, di moralismi, di leggi più giuste, fanatiche della loro religione e del loro Dio, fino ad odiare gli altri.
Ho visto persone uccidere e maledire, imbrogliare e rubare, fare della vita un commercio e un guadagno, anche se la merce era un bambino, una donna, un lavoratore, un anziano.
Ho visto persone dare il loro tempo per stare con gli altri, dare il loro sapere per venire incontro agli altri, sacrificare la loro vita per salvare dal pericolo quella degli altri.

Ogni persona, per il solo fatto che esiste, è un evento straordinario. Ciascuno ha iniziato la sua vita con una vittoria strepitosa: tra milioni di spermatozoi in gara è arrivato primo quello che conteneva lo sviluppo della nostra individualità; inoltre poteva arrivare primo, ma non trovare nessun ovulo ad aspettarlo. Abbiamo avuto fortuna! Siamo il risultato di una vittoria e di un felice e fortunato incontro.
Per questo motivo tutti i nati siamo dei campioni. Ma fra coloro che sono vissuti in epoche passate o sono morti di recente, voglio ricordare con particolare simpatia e affetto: tutte quelle persone che sono state trattate come “schiave” o costrette a turni massacranti di lavoro: nelle miniere, nelle cave di pietra, nei campi, nelle fabbriche…
Tutte quelle persone che sono state abbandonate alla loro malattia: lebbrosi, paralitici, menomati, mutilati, ciechi, muti, anziani, malati infettivi… Tutte quelle persone che sono state sfruttate, violentate, vendute: bambini, donne, madri, operai…
Tutte quelle persone che sono state torturate e uccise: vittime di odi, di razzismi, di riti propiziatori, di sette religiose, di mafie, di integralismi, di totalitarismi, di despoti, di interessi politici, di interessi economici.
Chi è più organizzato e chi ha di più vince ed è destinato a vivere, ma io faccio il tifo per tutti i perdenti della storia: vittime dell’usurpazione altrui e della sfortuna. Se l’evoluzione cosmica, fra miliardi di tentativi, sceglie il migliore, io non voglio dimenticare i piccoli , i poveri, gli ammalati, gli esclusi, i servi, i carcerati, gli ultimi…
Ho imparato da Dio e dalla natura, Il modo di essere secondo il quale chi più ha, più dà, e chi è piccolo è importante quanto il grande.
 "I ricchi non possono vivere su un'isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità.Quello che faccio davvero io per la povertà,non lo dirò mai."(Ayrton Senna).
La Ayrton Senna Foundation,è nata su idea del compianto Campionissimo di Formula Uno,oggi presieduta dalla sorella Viviane,sta perseguendo diversi obiettivi,atti ad aiutare i piu'poveri,soprattutto i bambini ad avere un futuro migliore.
Era questo il sogno di Ayrton,aiutare i piu'poveri ed oggi questo sogno è realtà. Sono passati dodici anni dalla tragica fine di uno dei più grandi campioni della storia brasiliana, Ayrton Senna, il quale non fu solo grande in pista, ma anche nella vita quotidiana, in cui non era l’idolo delle piste, ma solo un uomo.
Non amò mai fare troppa pubblicità alla sua vita privata, con quella dignità tipica brasiliana, la sua la sentiva come una missione, vincere come aiutare i più poveri, senza bisogno di sentirsi un eroe. Era consapevole di essere stato baciato dalla fortuna, che l’aveva dotato di talento e ricchezza, per questo voleva dividere la sua gloria con la gente che invece non aveva nemmeno una dignità umana.
Il Brasile era il suo orgoglio e la sua ferita, la bandiera alta nel cielo in segno di vittoria, esclusivamente per il suo popolo. Aveva negli occhi quella leggera tristezza che velava il suo volto sorridente e vincente, quel sorriso enigmatico che fu spento per sempre in quel tragico 1° maggio imolese del 1994, dove si chiuse la sua storia per aprirsi nella leggenda.
Viviane Senna faceva la psicologa, era timida e riservata, aveva la sua famiglia e seguiva il fratello Ayrton più in tv che dal vivo. Poi la tragedia di Imola nel ’94 e pochi mesi dopo la morte del marito su una moto l’hanno cambiata. Ora, mentre inizia il processo per quell'incidente senza spiegazioni, Viviane lavora a tempo pieno per la Fondazione Senna, voluta dall’ex pilota per aiutare i ragazzi più sfortunati.
Pochi mesi prima della sua scomparsa Ayrton mi parlò di un progetto che aveva in mente. Voleva aiutare i bambini piu' poveri del Brasile perchè avessero le stesse opportunità di quelli piu' ricchi. Non riusciva a sopportare l'idea che un bambino solo perchè era nato in una condizione sfortunata, non potesse studiare. Lui desiderava che tutti fossero messi nella condizione di esprimere il proprio potenziale. Mi diceva che anche lui aveva sofferto prima di vincere, per non avere avuto le condizioni ideali. Purtroppo non ha potuto mettere a punto i particolari della sua idea, ma mi aveva chiesto di occuparmene».
"Qual'è stato a suo giudizio il suo successo piu' grande? «Quello di amare gli esseri umani e di non vergognarsi di dimostrare i propri sentimenti. I sentimenti sono il combustibile della vita. Io ho il privilegio di piangere, mi diceva, oggi tante persone non lo fanno piu'».
Ha contato molto la fede in voi? «Sapete che Ayrton portava sempre una Bibbia con sè nella valigetta. Aveva sottolineato un verso di Isaia che diceva: "Ma quelli che sperano in Dio cambieranno forza, spunteranno penne come le aquile. Correranno e non si stancheranno, andranno e non avranno affanno". Ecco Dio era la sua forza, il suo ispiratore. Leggendo la Bibbia a lui sembrava di parlargli».
Qual'è la cosa che le ha insegnato di più Ayrton? «Di essere fedeli a se stessi, fedeli a ciò che siamo veramente, senza permettere che altri ci cambino e senza essere noi stessi a mettere una maschera. Per me è questa la grande lezione di Ayrton» risponde con un po' di emozione.
E lei è fedele a se stessa? «Io ci sto provando, da qualche tempo».
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Nessuna delle cose che esistono ha potuto scegliersi. Tutto ciò che esiste ha un genitore o una causa che lo ha prodotto. Si nasce da altri, perciò siamo tutti “creature”.
Il fatto che tutti siamo creature non solo esclude che ci siano “divinità” fra le cose che esistono, ma le mette tutte sullo stesso piano in quanto a dignità e valore, escludendo privilegi di classe, di razza, di casta, di cultura, di religione.
Per questo motivo nessuno ha diritto di sentirsi superiore agli altri perché è più grande, più forte, più ricco, più intelligente… o per volontà di Dio! per lo stesso motivo nessuno deve sentirsi inferiore perché povero o senza titoli.
Tutti facciamo parte dello stesso universo e siamo costituiti da elementi chimici come tutte le altre cose. Chi dalla vita e dal destino ha ricevuto doni speciali rispetto agli altri, ha un motivo in più per dare quello che ha, non per sentirsi privilegiato. In verità nessuno dovrebbe vantarsi di quello che è, poiché lo ha ricevuto, ed anche tutto quello che sa e sa fare lo ha imparato da altri.
( Gli specialisti di una scienza o di un’arte o di uno sport possono essere soddisfatti dei loro risultati e farsi pagare grandi cifre per le loro prestazioni, giacché hanno dedicato molti anni della loro vita per raggiungere quei risultati, ma spesso dimenticano che questo è stato possibile sia grazie ad un corpo umano efficiente che hanno ricevuto, sia grazie all’esperienza dei maestri dai quali hanno potuto imparare ).
Nessuno dovrebbe arrogarsi privilegi per il semplice fatto che è nato in una nazione o in una famiglia dove le condizioni economiche, sociali e culturali gli hanno dato più possibilità di altri. Riconoscere che tutti siamo creature significa ammettere che tutti siamo limitati, che tutti abbiamo uguale dignità e che nessuno è speciale rispetto agli altri. Ci sono le diversità, ma c’è anche una unità di fondo che ci apparenta. Quello che ci lega, prima di essere un sentimento o un pensiero manifesto in noi, è la stessa materia di cui siamo fatti, è la stessa Fornace da cui proveniamo.
Il campione, lo scienziato, l’intellettuale, l’artista, l’astuto, non dovranno mai dimenticare che quello che sono lo hanno ricevuto dalla stessa mensa della vita alla quale siamo seduti tutti con un uguale Invito e Diritto.
 Dando uno sguardo al modo di comportarsi della natura, notiamo questa gratuità nel sole che sorge per i buoni e i cattivi, nella pioggia che scende sui giusti e sugli ingiusti, nell’albero che dà la sua ombra e i suoi frutti a chiunque voglia goderne, nella vita che continua dopo un incendio o dopo un disastro o una guerra.
Notiamo altresì questa gratuità nel fatto che ogni creatura dà i suoi frutti semplicemente perché è se stessa, semmai qualcosa esige, è il rispetto di quelle condizioni che fanno sì che essa sia e cresca secondo la sua natura. Dopo di che, l’acqua bagna, disseta, lava, scorre, perché è acqua e non per simpatia o per tornaconto. Il sole scalda, illumina, sostiene il suo sistema perché è sole e non perché è stipendiato o adorato da qualcuno.
Dando uno sguardo al modo di comportarsi degli uomini, vediamo troppo spesso che il ricco sfrutta il povero, che il più forte schiaccia il più debole e chi ha studiato prevale sull’ignorante. Le persone usano quello che sono e quello che hanno come un potere per dominare sugli altri. Laddove ci sono privilegiati ci sono anche esclusi, laddove ci sono padroni ci sono anche schiavi. Il risultato è l’uso degli altri come se fossero oggetti da sfruttare al massimo e poi buttare.
Le due logiche, quella della “natura” e quella dell’”homo sapiens”, sono in netto contrasto. Mentre la natura si mette al servizio della vita, l’homo sapiens vuole tutto al suo servizio e fa poche cose senza averne un tornaconto. Anche la sua “buona azione” spesso nasce dal soddisfare se stesso, per averne un interesse, un utile, un motivo di convenienza, fosse anche il conquistarsi un posto in paradiso, come se anche quello fosse in vendita o da meritare. ... Continua a leggere...
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