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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
W l’Italia! Quale? Quella che si arricchisce o quella che si impoverisce? Sono sempre esistiti, i ricchi e i super ricchi da un lato e i poveri, sempre più poveri dall’altro, ma l’euro sta incrementando sempre più il divario, per il semplice fatto che chi ha aziende, chi è imprenditore, chi vende qualcosa, ha adeguato i prezzi, nel senso che un euro equivale a mille lire, invece gli stipendi e le pensioni sono rimasti sempre quelli.
L’imprenditore guadagna sia per il fatto che ciò che prima vendeva a mille lire ora lo vende a più di un euro, sia perché contemporaneamente si trova a pagare la metà gli stipendi dei suoi dipendenti, essendo che, nella loro busta paga un euro vale ancora duemila lire. Ma non è finita. Guardate le grandi marche e firme dei prodotti, o dei capi di abbigliamento. Spesso vi leggerete nell’etichetta che sono made in Cina o in India o in qualunque posto dove la manodopera costa, è il caso di dire, una miseria. No, non lo fanno per beneficenza verso quelle popolazioni, è che non gli basta la manodopera a metà prezzo che trovano in Italia, meglio a un decimo. Poi, essendo prodotti di alta qualità o di alta moda, sapete il prezzo che hanno, no?
C’è un’Italia che si adegua e ce n’è una che subisce. I politici e i sindacati di parte, ci vogliono dare il contentino, ma non prendono mai il problema di petto: o dimezzare i prezzi o raddoppiare gli stipendi, per il resto ce la caviamo da soli.
Il perché di un comportamento!: Siate così, perche io, il Signore, sono così. Io sono il Signore e sono così. Siate così, siate come me!
Il Signore disse a Mosè: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.
Cioè?
Non ruberete né userete inganno o menzogna gli uni a danno degli altri. Non giurerete il falso servendovi del mio nome, Non commetterete ingiustizia in giudizio. Io sono il Signore.
Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo. Non disprezzerai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
Non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore. Dal libro del Levitico (Lv 19, 1-2. 11-18).
Io, il Signore, sono così. Fate questo per essere come me. Siate come me!

Gli strumenti di lavoro, i mezzi di locomozione, le cose che usiamo ogni giorno, hanno bisogno di MANUTENZIONE, se vogliamo che durino il più possibile. Mentre ricorriamo alla Riparazione quando un pezzo si rompe o si consuma a tal punto da doverlo sostituire, con la Manutenzione si cerca di prevenire quei danni che potrebbero sopravvenire per trascuratezza.
La salute è il silenzio degli organi. Quando Il corpo è sano, è uno strumento muto, invece quando è malato, ci danno fastidio quelle parti che prima non notavamo. Un corpo sano ci obbedisce e ci permette di fare quello che vogliamo, un corpo malato ci comanda, limita la nostra attività o addirittura ci costringe all’immobilità.
Vi invito a fare la giusta manutenzione quando, essendo in buona salute, il corpo già manda segnali di “acciacchi”. Finché siamo giovani, tutti viviamo di rendita, poi le scorte finiscono, i punti deboli prendono il sopravvento aiutati dallo stress, dai problemi, dalla fatica e dalla postura sbagliata. Come per gonfiare le ruote della macchina o aggiungere dell’olio al motore non occorre andare dal meccanico, similmente per dedicarci alla nostra carrozzeria, ai nostri muscoli e alla voglia di rilassarci, non occorre andare in una clinica. Una buona palestra, uno sport adatto, dei consigli appropriati possono evitarci di invecchiare velocemente e di giungere presto alla rottamazione. In realtà, malanni e dolori, più che della vecchiaia sono con
Questo tema vuole proporre UN APPROCCIO SEMPLICE E ORIGINALE PER FAR ASSAPORARE I FRUTTI DI UNA APPROPRIATA REVISIONE E MANUTENZIONE MUSCOLARE. Si tratta di ridare elasticità a tutti i muscoli: rilassandoli,” pettinandoli”, allungandoli, attraverso l’uso di una sintonia di tecniche che sanno dialogare con i segnali del corpo, decifrare il suo messaggio ed apportare quell’aiuto capace di sbloccare la situazione.
IL CORPO NON MENTE, e se è veramente aiutato, il miglioramento si avverte subito e, ciò che più conta, non sarà un fuoco di paglia, ma durerà nel tempo. Se il Medico ti dice che non sei malato e ciò nonostante soffri di uno o più disturbi elencati sotto. Se i tentativi che hai fatto ti hanno dato scarsi risultati, prima di accettare di convivere con i tuoi dolori, prova questa NORMALIZZAZIONE MUSCOLARE. Non resterai deluso, sia perché il metodo, innocuo e semplice, è frutto di anni di esperienza e di risultati, (per informazioni sul metodo: http://www.drfurter.ch/ ), sia perché i risultati si noteranno già dalle prime sedute, altrimenti è inutile continuare
Mal di testa. Emicrania. Vertigini. Sbandamenti. Dolori alla nuca e al collo che impediscono di girarlo o piegarlo liberamente. Pesantezza agli occhi. Ronzio. Sinusite. Sensazione di avere la testa confusa o fasciata. Insonnia.
Amnesia. Distrazione. Incubi. Non sopporti i rumori. Piangi facilmente per niente. Ti tieni spesso la testa tra le mani. Stringi o digrigni i denti la notte con conseguente dolore alle mascelle o all’orecchio. Senti un nodo alla gola. Russi. Non senti gli odori. Ansia. Panico. Claustrofobia. Sensazione che manca l’aria. Palpitazioni.
Oppressione al petto. Paura dell’ascensore, delle gallerie, dei luoghi affollati, del buio e dei luoghi chiusi. Stanchezza repentina anche senza aver fatto niente. Sudore alla schiena. Sospiri soventi.
Tunel carpale, epicondiliti, periartrite scapolo omerale, sperone calcanerare, dolori intercostali, fascite plantare, dita a martello.
Nel corpo scaricano le tensioni nervose ed emozionali. Il nostro metodo, dando sollievo al corpo, cerca di spezzare il circolo vizioso che gli richiama lo stress psichico, ecco perché molte psico- somatizzazioni possono trarne beneficio o addirittura sparire.
La rigidità e l’accorciamento muscolare, dovuti alcune volte a un eccessivo lavoro o sport, altre volte alla vita sedentaria, altre volte a cadute o microtraumi trascurati, altre volte ancora ai dispiaceri, alle preoccupazioni e al ritmo frenetico della vita moderna, non solo rendono limitati i movimenti, ma, comprimendo le articolazioni, contribuiscono all’usura della cartilagine e successivamente all’artrosi.
L’esperienza dimostra che una sapiente normalizzazione muscolare, non è raro che abbia come conseguenza verificabile il miglioramento di dolori classificati come artrosi, periartriti, sciatiche, spine calcaneari, dimostrando con ciò, che a contribuire al dolore non era solo l’osso o il nervo, poiché modificando i tessuti molli infiammati tutt’intorno, si assiste al miglioramento sperato.
Qui non si stanno proponendo soluzioni facili e valide per tutti, né soluzioni che contraddicano le indicazioni mediche, ma si sta proponendo, con chiarezza, una nuova via, che non è il solito massaggio rilassante. RILASSARE I MUSCOLI che ne hanno bisogno, con un metodo mirato ed efficace, breve e innocuo, uno per uno e profondamente. PROVARE PER CREDERE!
Per chiarimenti, appuntamenti e una dimostrazione gratuita contattare: FRANCO PAPARONE : paparonef@alice.it

Quello che non mi piace ha come unica radice il Culto di se stesso, poiché esclude gli altri o li usa per raggiungere il proprio fine. Da questo culto di se stesso nasce: L’odio, che è la bugia più grande, perché vede l’altro come un nemico, a tal punto da desiderare il suo male e godere della sua cattiva sorte; l’invidia, tristezza malvagia, perché non solo non fa gioire delle cose che solo gli altri hanno, ma le fa desiderare per se. Chi odia può arrivare ad uccidere per eliminare i suoi nemici; chi è invidioso può arrivare ad uccidere per impossessarsi di quello che l’altro ha, oppure perché l’atro non goda dei suoi beni.
Omicida è certamente colui che opprime, tortura, schiavizza… impedendo al suo simile di realizzare se stesso. Ma omicida è anche colui che frustra le speranze, calpesta i diritti, nega le possibilità di sviluppo, ferisce la dignità del suo simile. Omicida e anche colui che calunnia, deride, insulta il suo simile.
Chi ha il culto di se stesso, può arrivare a rubare, per arricchirsi. Ruba chi si impossessa di ciò che appartiene agli altri. Ruba chi vende o presta un bene a un prezzo eccessivo. Ruba chi stima o compra un bene o un lavoro a un prezzo minore. Ruba chi risparmia sulla pelle degli altri. Ruba chi guadagna sulla pelle degli altri. Ruba chi non paga tutto il dovuto ai suoi operai. Ruba chi, pagato per lavorare, non fa bene tutto quello che deve fare. Ruba chi non rispetta le cose degli altri e le rovina. Stiamo rubando agli affamati tutto ciò che serve loro per non morire di fame.
Oggi si chiama affare o commercio l’arte di trarre profitto ed arricchirsi. Ma sono poche le occasioni in cui ci si arricchisce onestamente, sfruttando le proprie capacità e le leggi del mercato. Nella maggior parte dei casi ogni ricchezza puzza d’inganno, di sfruttamento e non raramente di sangue.
Spesso il Ricco è anche avaro perché si tiene stretto il suo tesoro, (paga tardi e male i suoi operai ) è geloso perché ha paura di perderlo, è bugiardo perché guadagna imbrogliando, è prepotente perché vede gli altri solo come fonte di guadagno, è menefreghista ed irresponsabile perché non gliene importa nulla degli altri, delle loro sfortune e necessità, e non accetta che possano dargli fastidio.
Non solo molti omicidi e furti si fanno per soldi o per arricchirsi, ma anche molte guerre. L’usura e lo sfruttamento sono le situazioni più criticate, ma ce ne sono altre più praticate e meno perseguite: imbrogli, ricatti, clausole vessatorie. E mentre la mafia chiede il pizzo ai negozianti, gli specialisti medici chiedono parcelle private se uno vuole essere considerato in ospedale.

Sono solo numeri, grandissimi e piccolissimi, che descrivono le realtà e le attività del nostro corpo e dell’universo. Sono solo alcuni numeri, come per stuzzicare la curiosità, con l’intento di suscitare non un semplice stupore, ma una riflessione più approfondita per conoscerci meglio.
La lunghezza del DNA contenuto in una singola cellula è di circa due metri. Il numero di lettere in codice contenute in quei 2 metri di DNA è di 3,2 miliardi, con tutte le combinazioni possibili che garantiscono la nostra unicità come singoli individui. La lunghezza di tutto il DNA contenuto nelle cellule di un essere umano è 20 milioni di chilometri. Il DNA si replica con estrema accuratezza, ma ogni tanto una lettera finisce nel posto sbagliato, per fortuna questo errore di trascrizione avviene 1 volta su 1 milione.
Il numero di cellule che compongono un essere umano è 10.000 trilioni. Il diametro medio di una cellula umana è 20 micrometri (2 centesimi di millimetro). Le cellule del cervello sono 100 miliardi e durano per tutta la vita (cioè non si riformano), ma ne perdiamo circa 500 ogni ora., invece la vita media della maggior parte delle nostre cellule è di circa 1 mese.
Il numero approssimativo di proteine attive all'interno di una singola cellula è 100 milioni, mentre 20.000 sono i tipi diversi di proteine contenute in una cellula. Le proteine sono particolarmente vivaci: ruotano, pulsano e volano scontrandosi fra loro fino a: 1 miliardo di volte al secondo. Litri di sangue che un cuore umano (a riposo) deve pompare in un'ora: 343 litri.
Percentuale di geni umani che sono fondamentalmente uguali a quelli di un moscerino: 60%. Percentuale di geni umani che sono fondamentalmente uguali a quelli di un topo: 90%
In un puntino come quello di una "i"? ci stanno 500.000.000.000 protoni (più del numero di secondi contenuti in mezzo milione di anni).
L’universo è nato 13,7 miliardi di anni fa. Come tutte le cose è nato piccolino, ma subì un'improvvisa espansione, raddoppiando molto rapidamente le proprie dimensioni . L'intero evento non sarà durato più di 10-30 secondi, ovvero: 1 milionesimo di milionesimo di milionesimo di milionesimo di milionesimo di secondo, nel quale l’universo che "stava tutto in una mano" si è trasformato in qualcosa che era almeno: 10.000.000.000.000 .000.000.000.000 volte superiore.
Se viaggiassimo per arrivare alla parte più lontana dell'universo, dovremmo percorrere 90 miliardi di trilioni di Km.
In questi giorni, c’è stata l’occasione di assistere a una varietà di opinioni a proposito, per esempio, del caso Welby o dell’impiccagione di Saddam. Mentre scrivo noto che entrambi gli episodi hanno fatto riflettere sulla decisione di dare la morte a un’altra persona, chiesta da lui come nel caso di Welby o perché condannato, come nel caso di Saddam.
“Nessuno tocchi Caino”, espressione Biblica quantomeno di un paio di millenni, poiché chi l’ha scritta non era certo contemporaneo di Caino ed Abele, ma di una grandiosità civile ed etica che sorprende, visto che millenni dopo, noi, non siamo più evoluti in questo argomento che non riguarda la fisica o la chimica o un’altra disciplina del nostro progresso.
Certo, la frase “Nessuno Tocchi Caino” è messa sulla bocca di Dio, quasi a far capire la difficoltà umana a non uccidere un assassino… è più facile che la dica Dio e quasi lo imponga come un comandamento. Se Caino è un assassino perché ha ucciso la vita di suo fratello Abele, altrettanto assassino è chi uccide la vita di Caino.
E’ più spontaneo pensare ed agire secondo l’occhio per occhio, dente per dente… vita per vita, ma sarebbe un’auto sterminio di massa, proviamo a pensarci tutte le volte che sbagliamo. Invece siamo esperti ad usare due metri e due misure, una molto comprensiva verso di noi e le persone a noi care o simpatiche, l’altra verso gli altri, specialmente se rivali o nemici. Basta poi presentare il nemico come diabolico, funesto e pericolosissimo, per suscitare tutto l’odio necessario per inveire e con gran soddisfazione sentire pure di aver fatto il proprio dovere.
Caino è un assassino, non è un santo ma un uomo normale come quei tanti che in nome della legge, o, dittatori, in nome del bene della nazione, fanno piazza pulita di tanti esseri umani. Di fatto uccidono entrambi, anche se le motivazioni sono diverse… ma quel che conta è il risultato finale: la morte.
Che la vita umana, di fatto, vale meno del progresso e della propria realizzazione lo si vede ogni giorno, non solo perché si uccide anche per pochi euro, perché si calpestano o semplicemente non si guardano i diritti e le esigenze degli altri. Questo lo fanno non solo le multinazionali che se ne fregano dell’inquinamento pensando solo alle loro entrate, ma succede nella vita quotidiana nel come ci trattiamo, ci giudichiamo, ci usiamo.
Fra un’ideale “nessuno tocchi Caino”, che detto in altri termini significa: ”ama la vita, anche dell’assassino” e un pratico pensare ai cavoli propri o agli interessi di parte o di partito, e perché no, di religione, ci mettiamo a parlare degli ammalati cronici, delle malattie che fanno gridare dal dolore, dei casi che veramente fanno prima vivere da disperati e poi morire disperati.
E’ bene che se ne parli e che si prenda coscienza di quanta sofferenza c’è negli esseri umani, spesso sbrigativamente scansata, sottovalutata e non compresa.
Per dare la morte, andiamoci piano, che sia un assassino, un ammalato, un invalido, un anziano, un bambino, un debole.
Fra i diritti di ogni essere umano c’è anche quello di non essere torturato, resta da comprendere quando un protocollo medico, più che promuovere la vita e la dignità, impedendo la naturale morte, ne allunga il calvario.
Questa Dichiarazione è stata adottata dall'Assemblea Generale dele Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Io, forse sapevo che esisteva, ma in tanti anni di scuola non ricordo di averla letta o commentata.
Articolo 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Articolo 4 Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Articolo 5 Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
Articolo 6 Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica. ... Continua a leggere...
A tante persone non piace il loro corpo perché è grasso, corto, brutto… specialmente se è la moda a suggerire un “modello”; se potessero costruirsene uno secondo i loro gusti, lo farebbero subito! ma avere un corpo non è come avere un vestito o un bagaglio.
Da bambini ci è capitato di chiederci come saremmo stati, se la mamma o il papà fosse stata un’altra persona, per poi renderci conto che, in realtà, non saremmo nati noi. Ognuno è quello che è grazie al corpo che ha; un corpo diverso significa anche una persona diversa, perciò rifiutare il proprio corpo significa rifiutare se stesso.
Ogni corpo ha la sua perfezione e le sue proporzioni. Ognuno è unico e può vantarsene; grazie al suo corpo ha sentimenti, emozioni, pensieri, desideri, ha un modo originale di essere, di muoversi, di relazionarsi; grazie al suo corpo può compiere tante cose e realizzare i suoi sogni.
Il nostro modo di essere è corporale. Se siamo rilassati, sereni, soddisfatti… lo siamo con il nostro corpo; se siamo tristi, ansiosi, paurosi… sperimentiamo che gli occhi si chiudono per piangere, lo stomaco rifiuta il cibo o non lo digerisce, dentro il petto, oppresso, il cuore palpita all’impazzata, un nodo stringe la gola, le mascelle stringono i denti, le spalle si alzano; la contrattura muscolare irrigidisce l’una o l’altra parte del corpo. Ognuno avrà i propri sintomi, ma saranno tutti localizzati nel corpo, anche quando il malessere è psichico o spirituale.
Anche la nostra realtà mentale, sentimentale, spirituale è vissuta nel corpo. Un insulto, non è percepito solo dalle orecchie, o ragionato solo dalla testa, ma è vissuto, oltre che dall’animo, da tutto il corpo: dal cuore, dal fegato, dallo stomaco… dai muscoli, dalle vene, dai nervi… cioè da tutta la persona!
L’essere umano è corpo ed è spirito. Non esiste e non si realizza un’anima senza un corpo. Non esiste e non vive un corpo che non sia animato da uno spirito umano.
Non violenti, perché? Ogni essere umano nasce piccolo: incapace di difendersi, di procurarsi cibo, di coprirsi dal freddo. Nessuno sopravvivrebbe se qualcuno non si prendesse cura di lui.
Se ad animare la natura fosse la logica della forza e della violenza, se essa volesse assistere alle sfide per la sopravvivenza e premiare il più forte, modellerebbe esseri agguerriti sin dalla nascita.
Invece, la natura, ha inventato l’istinto materno a cui affidare ogni suo capolavoro, per nutrirlo, difenderlo, trasmettergli esperienza finché può cavarsela da solo.
La scelta della non violenza da parte dell’uomo, nasce come atteggiamento di coerenza con le proprie origini, viceversa, scegliendo la forza e la violenza, egli ripudia il modo in cui è venuto al mondo: indifeso, debole, piccolo, tenero.

Quando ci relazioniamo con gli altri, siamo abituati a considerarli per il titolo che possiedono, o per il posto che occupano nella società. Così noi trattiamo con il Dottore, con l’Avvocato, con l’Onorevole, col Monsignore, con sua Eccellenza reverendissima…
Anche nella vita di tutti i giorni parliamo con l’impiegato, con il cameriere, con il barista, con il vicino di casa… Difficilmente siamo capaci di andare al di là degli incarichi per incontrare la persona e comprenderla come tale.
D’altra parte, chi ha un titolo, una responsabilità o un posto, difficilmente si fa trattare più da persona che da titolare. Ha fatto tanti sacrifici ed ha chiesto buone raccomandazioni per arrivare a conquistare una posizione, raggiunta la quale finalmente può dire agli altri cosa fare, è degno di ammirazione e di rispetto a tal punto che in certe occasioni ammonisce: “lei non sa chi sono io!”.
Anche nella famiglia, dopo molti anni che si sta insieme, spesso succede che non ci si comprende, o peggio, non ci si conosce. Anche lì, infatti, la relazione con il papà e la mamma è con il loro ruolo: lavorare, mantenere la famiglia, pulire, far da mangiare… Stessa cosa può avvenire tra marito e moglie, che hanno i loro doveri coniugali e con i figli, quando sono usati dalle aspirazioni dei genitori. Pure nella cerchia più intima i fidanzati hanno i loro ruoli e gli amici, se sono tali, devono comportarsi in un certo modo.
Raramente si vede nell’altra persona una creatura che ha idee, sentimenti e un vissuto che sentirebbe più leggero se avesse la possibilità di essere compresa come amica.
Nonostante la differenza di età, di esperienza, di cultura, di mentalità, la vita potrebbe essere più umana; basterebbe non pretendere; basterebbe non essere falsi, né recitare ruoli, né vestirsi di autorità; basterebbe ascoltarsi fino in fondo e comprendersi con tutto il cuore; basterebbe vedere, aldilà dei titoli e delle mansioni, quello che uno è: una creatura che ha un corpo con i suoi limiti, imperfezioni e capacità, un’anima con la sua sensibilità, un suo travaglio interiore e le sue qualità, un vissuto con le sue difficoltà e necessità, con i suoi momenti belli e brutti.
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