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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
In questi giorni, c’è stata l’occasione di assistere a una varietà di opinioni a proposito, per esempio, del caso Welby o dell’impiccagione di Saddam. Mentre scrivo noto che entrambi gli episodi hanno fatto riflettere sulla decisione di dare la morte a un’altra persona, chiesta da lui come nel caso di Welby o perché condannato, come nel caso di Saddam.
“Nessuno tocchi Caino”, espressione Biblica quantomeno di un paio di millenni, poiché chi l’ha scritta non era certo contemporaneo di Caino ed Abele, ma di una grandiosità civile ed etica che sorprende, visto che millenni dopo, noi, non siamo più evoluti in questo argomento che non riguarda la fisica o la chimica o un’altra disciplina del nostro progresso.
Certo, la frase “Nessuno Tocchi Caino” è messa sulla bocca di Dio, quasi a far capire la difficoltà umana a non uccidere un assassino… è più facile che la dica Dio e quasi lo imponga come un comandamento. Se Caino è un assassino perché ha ucciso la vita di suo fratello Abele, altrettanto assassino è chi uccide la vita di Caino.
E’ più spontaneo pensare ed agire secondo l’occhio per occhio, dente per dente… vita per vita, ma sarebbe un’auto sterminio di massa, proviamo a pensarci tutte le volte che sbagliamo. Invece siamo esperti ad usare due metri e due misure, una molto comprensiva verso di noi e le persone a noi care o simpatiche, l’altra verso gli altri, specialmente se rivali o nemici. Basta poi presentare il nemico come diabolico, funesto e pericolosissimo, per suscitare tutto l’odio necessario per inveire e con gran soddisfazione sentire pure di aver fatto il proprio dovere.
Caino è un assassino, non è un santo ma un uomo normale come quei tanti che in nome della legge, o, dittatori, in nome del bene della nazione, fanno piazza pulita di tanti esseri umani. Di fatto uccidono entrambi, anche se le motivazioni sono diverse… ma quel che conta è il risultato finale: la morte.
Che la vita umana, di fatto, vale meno del progresso e della propria realizzazione lo si vede ogni giorno, non solo perché si uccide anche per pochi euro, perché si calpestano o semplicemente non si guardano i diritti e le esigenze degli altri. Questo lo fanno non solo le multinazionali che se ne fregano dell’inquinamento pensando solo alle loro entrate, ma succede nella vita quotidiana nel come ci trattiamo, ci giudichiamo, ci usiamo.
Fra un’ideale “nessuno tocchi Caino”, che detto in altri termini significa: ”ama la vita, anche dell’assassino” e un pratico pensare ai cavoli propri o agli interessi di parte o di partito, e perché no, di religione, ci mettiamo a parlare degli ammalati cronici, delle malattie che fanno gridare dal dolore, dei casi che veramente fanno prima vivere da disperati e poi morire disperati.
E’ bene che se ne parli e che si prenda coscienza di quanta sofferenza c’è negli esseri umani, spesso sbrigativamente scansata, sottovalutata e non compresa.
Per dare la morte, andiamoci piano, che sia un assassino, un ammalato, un invalido, un anziano, un bambino, un debole.
Fra i diritti di ogni essere umano c’è anche quello di non essere torturato, resta da comprendere quando un protocollo medico, più che promuovere la vita e la dignità, impedendo la naturale morte, ne allunga il calvario.
Questa Dichiarazione è stata adottata dall'Assemblea Generale dele Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Io, forse sapevo che esisteva, ma in tanti anni di scuola non ricordo di averla letta o commentata.
Articolo 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Articolo 4 Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Articolo 5 Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
Articolo 6 Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica. ... Continua a leggere...
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