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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Amico d’infanzia, era il tempo delle elementari, anche se dopo un anno sei partito ti ricordo come amico, piuttosto che tanti altri con cui giocavo; stavo bene con te e tu con me.
Amico di adolescenza, era il tempo delle prime classi di geometra, quando la personalità voleva venir fuori, senza saper come né come era, avvertendo solo le differenze. Io ascoltavo te e tu ascoltavi me: ci apprezzavamo. Poi anche tu sei andato lontano.
Amico di gioventù, era il tempo in cui frequentavamo dei gruppi, condividendo la nostra fede. Si stava tanto tempo insieme e si parlava di noi, dei genitori, della gente. Mi fa piacere che continui a vivere la tua fede, anche se non ci siamo più fermati a parlare.
Amica di cui mi ero innamorato, il tuo viso mi ammaliava, poi un altro prese tutte le tue attenzioni e posso dirgli solo grazie, perché con il tempo ho capito che la tua personalità non aveva nulla a che fare con la tua bellezza e il tuo modo di essere nulla a che fare con il mio.
Tanti compagni si ricordano di me con simpatia, eppure io no; viceversa, di tanti mi ricordo io, mentre loro no. Spesso ci considerano meglio quelle persone che noi non consideriamo.
Prima che ti fidanzassi, ricordo la tua vivacità, la tua libertà di dialogo, di curiosare, di prendermi sotto il braccio per passeggiare o per mostrarmi qualcosa, di guardarmi negli occhi e scambiarci la gioia. Dopo, eri sua e vivevi per lui, eri più riguardata, inaccessibile, meno spontanea.
Grazie, amore mio, per avermi fatto sentire amato: con i tuoi occhi innamorati che mi cercavano fra tanta gente; erano così vivaci, così complici, così pieni di tutto l’indescrivibile mondo dell’anima, che non mi stancavo mai di guardarli! con la tua voce piena di gioia… non importava quello che diceva, per entrambi l’importante era stare insieme e dissetarci da quella sorgente che ci rendeva vivi e felici.
Non capiremmo mai nulla della vita, senza sperimentare la vera amicizia, il vero amore, la vera famiglia, rapporti veramente disinteressati.
La chiave è ‘n pezzettino de metallo che serve a fa scattà ‘na seratura e te permette, co’ quell’apertura, d’entrà e d’uscì quanno te piace fallo.
Esiste poi la chiave der successo che ner campo dell’arte e della scienza te permette ‘na certa prominenza su quello che nun po’ venitte appresso.
Si ci’hay la voce come Pavarotti, si come Raffaello fai er pittore, la scienza come Fermi e Pacinotti, nun devi vive con orgojo e boria, perché quello è ‘n talento che er Signore ha dato a te, ma sempre Sua è la Gloria.
Orlando Orlandi
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