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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Piuttosto che dividere gli uomini in credenti e atei, credo sia meglio classificarli in umani e disumani, giusti e ingiusti, in coloro che costruiscono la loro vita e la loro felicità assieme agli altri e senza sfruttarli, e in coloro che pensano solo ai cavoli loro e spolpano tutto, fino al punto da lasciare poco anche ai posteri.
Molte ingiustizie, molte tensioni, molte guerre, non sono altro che la conseguenza dell’atteggiamento di coloro che sfruttano ogni mestiere, ogni scienza, ogni possibilità per raggiungere il potere economico e decisionale e per mantenere la certezza di questo dominio.
Non perché uno va in chiesa non possa essere ipocrita, violento, irresponsabile, razzista, usuraio, egoista… Non perché uno è un ottimo avvocato e conosce tutte le leggi, significa che le rispetti, anzi, può conoscere meglio i modi per evaderla. Non perché uno eccelle in una scienza ed ha titoli da appendere alla parete, significa che sappia trattare la gente, o sappia comprendere il loro animo.
Le intenzioni non si vedono, ma le azioni si; la fede non si vede, ma le opere si. Scienza e coscienza non si insegnano alla stessa scuola e non hanno pari opportunità per sviluppare le loro potenzialità. Ecco perché uno scienziato può essere scontroso, o un bravo chirurgo può essere inumano. Però almeno sulla carta, chiamiamo “civiltà” quella che esclude il farsi vendetta, il mettere al rogo i cattivi, la tortura, la pena di morte…
I valori religiosi e gli atteggiamenti spirituali, non attecchiscono se non in una coscienza profondamente civile ed umana. Un egoista, usuraio, ladro, violento, razzista, prepotente… Non serve né alla società civile né a quella religiosa. La società civile ha le sue leggi per valutarlo e giudicarlo, la religione può dire: “dalle loro opere li riconoscerete”, poiché se è facile apparire diversi, ognuno rivela chi è in quello che pensa e in quello che fa tutti i giorni.
Lo sforzo di una società o di una religione deve mirare a che ogni persona faccia suo il valore intrinseco di ogni azione che si meriti il nome di “umana”.

Mi piace suonare la chitarra e comporre canzoni, ciò nonostante o forse proprio per questo, mi chiedo come fa un cantante a cantare per anni, per decenni, le stesse canzoni senza annoiarsi. Belle per quanto siano… mestiere per quanto sia… dire le stesse cose per anni e anni…
Amo la musica, certe melodie mi fanno venire la pelle d’oca, altre quasi le lacrime; la voce di certe interpreti mi suscita ammirazione e non mi stanco di ascoltarli.
“Ogni santo ha i suoi devoti” e ogni cantante ha i suoi fans. E’ la voce, sono le parole della canzone, è l’espressione, è lui o lei a diventare IDOLO. Una canzone può esprimere la nostra vita, la nostra esperienza, i nostri desideri. Una musica, un ritmo, ci possono piacere e basta.
Ma un cantante è solo un “interprete” di una canzone, spesso scritta da altri, spesso musicata da altri ancora, eppure se ne prende tutti gli elogi. Ad essere obiettivi dovremmo elogiare la sua voce, ma di quello che dice dovremmo elogiare l’autore, e della melodia dovremmo applaudire il musicista. Invece si prende tutto lui, a tal punto che lo identifichiamo con la canzone, come se fosse tutta sua, anzi come se lui vivesse quello che canta.
Qui si apre un altro capitolo: I cantanti come gli oratori, come i politici, come i preti, sono tutti bravi a parlare, ma tra il dire e il fare… Lasciatemi dire la mia: Voi musicisti, scrittori, cantanti, poeti, politici, predicatori… fatemi vedere le vostre opere ( non pretendo cose grandi né difficili ), voglio vedervi un minimo di coerenza, o se no, fatemi vedere quello che fate coi vostri quattrini ( visto che quando si va al sodo, si scrosta la vernice superficiale e appare la sostanza ).
“Santa subito” a Madonna. Per quali delle cose che ha fatto con i soldi dei suoi ammiratori? Preferisco fare santi, subito, per esempio i tanti medici senza frontiere che, nei diversi focolai di guerra del mondo, rischiando la pelle, senza che nessuno conosca i loro volti e nessuno li applauda, che dico, senza che nessuno li incoraggi, sono al servizio dei più indifesi. Loro si, parlano poco e fanno molto.

Io non so come posso fare, come posso spiegare, se basta parlare, se basta gridare… io canterò, io canterò …
Canto la notte senza luce e il cielo in tempesta Canto le foglie cadute dall’albero e i fiori appassiti. Canto il silenzio e il vuoto, canto tutte le cose brutte.
Canto la sfortuna e il corpo malato. Canto il volto brutto che nessuno guarda, quel modo di essere che disprezzano, Canto la solitudine, il dolore e le cose che nessuno vuole.
Io non so come posso fare, come posso spiegare, se basta parlare, se basta gridare… Io canterò, io canterò quello che ho visto Canterò la dignità di ogni cosa che esiste.
Apprezzare anche ciò che non ha "apparenza", anche chi non è un "big" o una "star", anche chi che non è una "miss" o un "campione". Apprezzare anche chi che non è bello perchè deforme, malato, diverso...
Per capire le ragioni di chi fa la guerra per difendersi e di chi la fa per gridare le proprie ragioni... Per capire che anche un gesto folle non nasce senza motivo...
Finchè ci trattiamo come nemici, faremo le guerre per odio o per paura, con lo scopo di eliminare l'avversario e poter stare finalmente in "pace". Ma il seme della pace non è l'eliminazione del nemico, è l'inimicizia.
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08/09/2010 @ 3.03.05
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