Tutto nell’universo pulsa: è il ritmo della vita. Per vivere noi respiriamo: riceviamo aria nei polmoni, diamo aria svuotandoli. Il nostro cuore batte: riceve sangue dalle vene, da sangue alle arterie.
Guai se sulla terra non ci fosse l’alternanza tra caldo e freddo, tra notte e giorno. E’ il pulsare di ogni cosa che cresce e si sviluppa, dell’universo che vive e si espande. Questa alternanza non può fermarsi. Se il cuore non battesse più, se il respiro restasse fermo, noi sperimenteremmo la morte.
Occorre tacere per ascoltare, riposare per continuare ad agire. Se hai le mani vuote cosa potrai dare? e se esse sono piene cosa potrai prendere? Se non inghiotti il boccone come potrai accoglierne un altro? Se non svuoti i polmoni come potrai ricevere nuova aria?
Nessuno potrà amare se non è stato, prima, amato. Nessuno potrà dare nulla se prima non lo ha ricevuto. Non durerà a lungo la vita se si spezza questo ritmo vitale. Il battito della vita è questo: un continuo passare dal ricevere al dare.
Molte funzioni avvengono spontaneamente come il respiro o il battito cardiaco, ma pure le nostre azioni hanno bisogno di vibrare con questo ritmo universale. Spesso succede che, istintivamente, ci si ferma nel prendere, nell’afferrare, nel ricevere, nell’accumulare, nel possedere… dal “è mio” possessivo del bambino ai grandi possedimenti dei ricchi; le conseguenze sono: Il divario tra ricchi e poveri e tra paesi industrializzati e terzo mondo, lo sfruttamento delle risorse, l’inquinamento, il deserto che avanza…
Ad accusare la malattia, adesso, è una parte dell’organismo, cioè una buona fetta dell’umanità e una buona parte del pianeta terra, ma se i danni si prolungano, la morte potrà giungere per tutti, poiché, come ogni organismo, anche l’universo ha le sue difese immunitarie, lotta contro gli squilibri, si rinnova per continuare a vivere, ma può anche morire.
Fra le cose create non c’è pienezza di vita solo nel dare o solo nel ricevere, solo nel parlare o solo nell’ascoltare, solo nell’amare o solo nell’essere amati, solo nell’interiorità senza uscire da se, solo nel pensare senza agire… ma nell’alternanza dei due aspetti, che possiamo trovare equilibratamente nella cooperazione, nel dialogo, nella comunione.
Dall’alto di una cima delle Dolomiti, dopo una faticosa scalata, avevo l’ambito premio: la visione di un panorama incantevole in una splendida giornata. Lo spazio sconfinato e inafferrabile faceva da cornice silenziosa alle rocce, mentre il verde delle colline si perdeva, mescolandosi con l’azzurro del cielo. Il silenzio fece sentire la sua voce, fatta di tutte le voci, vicine e lontane, armonizzate in un unico coro di sottofondo, invitando il mio cuore a parteciparvi.
Mentre mi beavo con la semplicità di un bambino che sta in braccio a sua madre, mi sembrò di entrare in sintonia con la Natura e di sentirla parlare attraverso i miei stessi pensieri:
“Io sono il pieno e il vuoto, la forma e il suo contorno, l’informe e il deforme, il piccolo e il grande, il visibile e l’invisibile. Io sono il suono silenzioso e l’armonia dei toni, sono l’invisibile piccolezza e l’enorme vastità, sono l’infinito dentro di te e l’infinito fuori di te.
Dentro e fuori, vicino e lontano sono sempre io, sono sempre la stessa, sono la Natura che ti ha generato. Io Ero tutta dentro e sono esplosa fuori, ora corro e lascio che ogni cosa abbia il suo spazio, corro, curiosa di scoprire il confine del mio andare.
Io ero solo una nota: boato d’esplosione che ancora amo ripetere, per far nascere nuove realtà, tutte simili e tutte diverse. Comporre e poi scomporre: unioni sempre nuove, provando e riprovando, formando e collaudando, affinché ogni cosa abbia la sua forma, il suo posto, il suo futuro. Tutti figli miei, fatti di un sol materiale: atomi che si aggregano…”
In cima si sta poco, il tempo di rinfrancarsi e subito viene l’ora di scendere, con lo stesso impegno della salita. Appena calpestai il verde delle colline, sentii la necessità di sedermi: ero sicuro che ancora dovevo ascoltare Lei dentro di me. ...
Ti osservo sovrastare il cielo d’immensi fiori immacolati apparsi non per caso ove prima regnava il vuoto un piccolo ramoscello privo di ogni beltà apparentemente insignificante custodiva nel suo interno un fremere di vita che pazientemente attendeva il suo momento per esporre il suo splendore al tiepido sole.
Ti osservo curiosa come una piccola bimba incantata dal tuo dominare in quell’efluvio di petali che un domani daranno il loro dolce frutto per poi ritornare nel gelo dell’inverno quel mite ramoscello spoglio di ogni candido fiore ma testimone di un miracolo a noi incompreso…. … La vita!
A pochi passi dalla mia finestra questo dolce osservare mi riempie lo spirito di serenità... Molte sono le cose che scorrono avanti ai nostri occchi senza che ci si soffermi ad osservare... Perdendosi, così, quei piccoli miracoli che forse a molti sembrano insignificanti, ma ad alcuni riempiono gli occhi di serena beatitudine... Io faccio parte degli "alcuni".
Dovremmo poter parlare solo di quello che veramente conosciamo, cioè di quello che abbiamo imparato dallo studio e dall’esperienza, e verso ciò che non conosciamo dovremmo essere aperti e curiosi.
Ma poiché è più facile parlare che fare, scrivere che vivere, sognare che sperimentare… si corre il rischio di ritenersi dotti su cose scritte da altri, su principi, teorie, norme, senza dedicare il proprio tempo a verificare, a vivere e confrontare.
Conosco medici che ritengono verità scientifica solo quello che hanno studiato e solo quello che leggono nelle loro riviste specializzate. Conosco uomini di fede che ritengono vere solo le affermazioni che trovano nei loro testi sacri e nei libri approvati dalla loro religione.
Anche gli adolescenti prendono per vero quello che si discute tra amici piuttosto che quello udito o affermato in casa, dai genitori. Aldilà della simpatia e della fiducia posta in una persona o una scienza o un gruppo, che fanno accettare con facilità quello che essi dicono, è più facile assolutizzare quello che si sa, piuttosto che uscire allo scoperto.
Eppure è molto di più quello che non si conosce!
“Da sempre il sole girava intorno alla terra, poi dal 1543, grazie a Nicolò Copernico, fu la terra che comincio a girare intorno al sole”. Prima di quella data, anche se qualcuno aveva ipotizzato diversamente, era Scienza, era Religione, era esperienza quotidiana di tutti, che fosse il sole a girare intorno alla terra. Ma i dati scientifici erano miseri, le riflessioni religiose erano fanatiche e l’esperienza visiva era ingannevole. ...
Come è spontaneo accettare che un seme piantato o caduto in terra, germogli e, bucando il suolo, cerchi la luce e, crescendo, prenda forma, modellandosi in rami e foglie capaci di riempirsi di fiori e di frutti, così per me è altrettanto spontaneo riconoscere come VERI, quegli aneliti che, dal profondo dell’essere, si manifestano con potenza.
Sono desideri di vivere ancora, di rivedere le persone amate. Sono desideri di giustizia, di pace, di felicità, di realizzazione. E’ il desiderio di stare nel giusto, di non vivere invano. E’ il desiderio che si manifesti tutto il senso che ha la vita.
E’ il desiderio di non restare escluso dal futuro del mondo. E’ il desiderio di non rimanere condizionato dalle esperienze negative. E’ il desiderio di vedersi liberato dalle idee e dai sentimenti sbagliati.
Non penserò che tutti questi desideri siano chimere o illusioni, così come non penso che sia banale il fatto che ogni esistenza sviluppa se stessa in un preciso modo e non in un altro, modificandosi, adattandosi, evolvendosi fin nei minimi particolari, per seguire il futuro del cosmo e il destino di tutto quello che continuerà a vivere.
I miei desideri fanno parte del mio progetto uomo, come i miei occhi, i miei polmoni, il mio cervello… e, come è sensato quello che questi organi fanno, quando funzionano, altrettanto sensato è quello che lo spirito umano sente , quando funziona.
A tante persone non piace il loro corpo perché è grasso, corto, brutto… specialmente se è la moda a suggerire un “modello”; se potessero costruirsene uno secondo i loro gusti, lo farebbero subito! ma avere un corpo non è come avere un vestito o un bagaglio.
Da bambini ci è capitato di chiederci come saremmo stati, se la mamma o il papà fosse stata un’altra persona, per poi renderci conto che, in realtà, non saremmo nati noi. Ognuno è quello che è grazie al corpo che ha; un corpo diverso significa anche una persona diversa, perciò rifiutare il proprio corpo significa rifiutare se stesso.
Ogni corpo ha la sua perfezione e le sue proporzioni. Ognuno è unico e può vantarsene; grazie al suo corpo ha sentimenti, emozioni, pensieri, desideri, ha un modo originale di essere, di muoversi, di relazionarsi; grazie al suo corpo può compiere tante cose e realizzare i suoi sogni. Il nostro modo di essere è corporale.
Se siamo rilassati, sereni, soddisfatti… lo siamo con il nostro corpo; se siamo tristi, ansiosi, paurosi… sperimentiamo che gli occhi si chiudono per piangere, lo stomaco rifiuta il cibo o non lo digerisce, dentro il petto, oppresso, il cuore palpita all’impazzata, un nodo stringe la gola, le mascelle stringono i denti, le spalle si alzano; la contrattura muscolare irrigidisce l’una o l’altra parte del corpo.
Ognuno avrà i propri sintomi, ma saranno tutti localizzati nel corpo, anche quando il malessere è psichico o spirituale. Anche la nostra realtà mentale, sentimentale, spirituale è vissuta nel corpo. Un insulto, non è percepito solo dalle orecchie, o ragionato solo dalla testa, ma è vissuto, oltre che dall’animo, da tutto il corpo: dal cuore, dal fegato, dallo stomaco… dai muscoli, dalle vene, dai nervi… cioè da tutta la persona!
L’essere umano è corpo ed è spirito. Non esiste e non si realizza un’anima senza un corpo. Non esiste e non vive un corpo che non sia animato da uno spirito umano. Siamo un corpo animato, uno spirito incarnato; se vogliamo funzionare bene dobbiamo conoscere entrambi gli aspetti, e soprattutto la relazione che c’è tra di essi.
Non possiamo essere felici nel corpo e tristi nell’anima, o viceversa; non c’è tentazione nel corpo senza che l’anima non ne prenda parte, e viceversa. Si ama o si odia, si soffre o si gioisce con l’anima e con il corpo, cioè, con tutto ciò di cui siamo fatti.
Quando il corpo è brutto, invalido, deforme, paralizzato… Allora viene in risalto la mente che pensa, il cuore che ama, l’intelligenza che capisce, la volontà che decide… basta andare aldilà di quelle apparenze che intimidiscono alcuni, intimoriscono altri, schifano altri ancora. “Mi guardano come se fossi un bambolotto, senza dirmi nulla… Sono paralitico, ma la testa mi funziona”, era il commento di un amico.
Quando uno si innamora, capisce che amare l’altro diventa un prendersi cura di lui; oltre all’attrazione per tutto quello che piace dell’altro, del suo corpo e del suo modo di fare, sperimenta l’amore per le imperfezioni e i difetti, perché sono della persona amata. Allora l’amore, da ideale e teorico, diventa reale, vero e PERSONALE.
Prendersi cura dell’altro vuol dire essere capaci di guardare la sua totalità, preoccupandosi sia del suo corpo che della sua personalità. Solamente i falsi spirituali disprezzano il corpo e le cose materiali, temono il corpo perché la loro mente e il loro cuore non sono capaci di guardarlo e di viverlo in tutti i suoi aspetti, in tutta semplicità.
Solamente i falsi uomini di scienza negano lo spirito e le sue realtà, perché non hanno strumenti adatti per studiarlo e capirlo. Solamente i superficiali e coloro che non amano, non sperimentano in se stessi quelle attività tipicamente spirituali.
E’ strano che molti pensatori neghino lo spirito, forse è perché non si sono mai innamorati o non amano più. Solo coloro che non hanno il coraggio di entrare negli occhi di una persona, non ne scoprono l’essenza che le anima e le agita.
Aldilà delle fattezze umane, dei suoi colori e delle sue forme, in ogni volto, in ogni sguardo, in ogni linguaggio che nel corpo si manifesta, c’e una persona capace di pensare, di volere, di intendere, di amare. C’è una persona che, se la lasci manifestare, è capace di interpellarti, di farti sentire importante e di dare senso alla tua vita.
Se hai deciso di amare, ama con tutta l’anima e con tutto il corpo; non dividere mai l’una dall’atro; ama tutto il corpo e tutta l’anima dell’altro, solo così potrai essere sicuro di amarlo come persona.
E’ spontaneo cercare un parente di cui si sono perse le tracce. Gocciolina è un nome e se non piace può essere cambiato, poiché si tratta di un modo di essere, di pensare, di agire, è uno stile di vita che uno sente di avere, ma poiché è in controtendenza con quello che si vede in giro nella vita di tutti i giorni, in qualunque ambito, sia sacro che profano, sia politico che religioso, sia pubblico che privato, allora, proprio per non sembrare un marziano abbandonato sulla terra e con la nostalgia del suo pianeta, proprio per questo il “GOCCIOLINE CERCASI” è un segnale inviato dal cuore ad altre esistenze che possano recepire la stessa lunghezza d’onda, con la speranza che esistano e rispondano, mandando un segnale di ritorno.
(Mi scuso anticipatamente con le altre lunghezze d’onda, o con chi la pensa diversamente, il mondo è vario e lo so bene, se poi ritengono che, facendo parte dello stesso mondo, siamo soggetti alle stesse leggi di madre natura, che vorremmo scoprire e commentare insieme, allora si accettano tutti i tipi di interventi e in qualunque forma, tranne quello di mandare a quel paese gli altri perché la pensano diversamente, non per nulla , ma perché già a quel paese ci stiamo).
SINTESI DI QUELLO CHE PENSANO LE GOCCIOLINE
Ogni scienza ci propina le sue scoperte teorizzando ciò che ha imparato dalla natura, studiando il suo comportamento, tanto che un asserto è scientifico se è riproducibile e verificabile. Anch’io voglio guardare la natura per capirci qualcosa di ciò che chiamiamo "esistenza", senza mangiarmi il cibo già cotto e confezionato dalle culture, religioni, ideologie, mode e quant’altro.
OSSERVO CHE: 1) OGNI COSA NASCE DA ALTRI. Persone, animali, piante, avvenimenti, sono frutto o risultato di qualcuno o qualcosa che li ha preceduti. Poiché nessuno si è fatto da se, poiché nessuno, rispetto agli altri, è nato in modo diverso, poiché nessuno si è scelto e nessuno ha fatto qualcosa per meritare di esistere, di ricevere cellule, organi, capacità, talenti… ne consegue che tutti siamo creature e quindi che nessuno è superiore agli altri.
2) OGNI COSA NASCE PICCOLA, FRAGILE, INDIFESA. Persona, animale, pianta, nessuna diventerebbe adulta se chi, essendo più grande e più forte se ne approfittasse per distruggerla, o se qualcuno non si prendesse cura di lei per proteggerla. Poiché tutti coloro che sono adulti non possono dire di essere ancora vivi sol perché l’hanno scampata alla violenza di un adulto, ne consegue che non è la violenza, né la legge del più forte quella che regola e promuove la vita e l’evoluzione.
3) OGNI COSA CHE VIVE SI NUTRE DI ALTRE COSE. Non solo le persone, gli animali, i vegetali, ma tutto ciò che è vivo a livello cellulare e anche più piccolo, finché vive si nutre. Poiché non c’è vita senza mangiare gli altri e ogni vita ha bisogno di altre vite, ne consegue che non solo non si nasce senza gli altri, ma non si vive senza gli altri.
Detto ciò mi chiedo se gli altri sono solo prede da mangiare, da sfruttare, da usare. Mi chiedo se è normale, dopo che una vita si sviluppa e si evolve, che essa pensi a se stessa e sfrutti il resto.
OSSERVO che in natura è vero che il predatore, forte o grande o astuto, mangia la sua preda, spesso più debole, piccola o ingenua. Ma osservo pure che i grandi dinosauri sono spariti e le piccole formiche ancora sopravvivono; osservo pure che microbi e batteri, instaurando una malattia possono distruggere un gigante pieno di vita.
OSSERVO che il forte ed il potente dominano e schiacciano il debole, lo schiavizzano e lo fanno fuori, ma osservo pure che l’unione fa la forza dei deboli, come tanti granelli di sabbia, unitesi in tempesta del deserto, sono capaci di seppellire un cammello; similmente osservo come la divisione fà la debolezza dei forti.
OSSERVO che in natura il grande è costituito da ciò che è piccolo, il visibile da ciò che è invisibile, che ogni vita ha le sue astuzie per difendersi e continuare a vivere.
OSSERVO che abbiamo ricevuto non solo gli occhi, ma anche la vista, non solo lo stomaco, ma anche la digestione, non solo il cervello, ma anche la sua sconfinata ricerca.
OSSERVO che la natura non solo non ci fa mancare l’aria per respirare, ma neppure il necessario affinché ogni cosa che vive si alimenti e si realizzi fiorendo e fruttificando. Nonostante terremoti, inondazioni e disastri, la vita continua e spesso proprio là dove aveva prevalso la distruzione.
OSSERVO che la natura ci fa trovare “fatti” e che costruisce silenziosamente le vie su cui cammina la nostra evoluzione.
Per tutti questi motivi ritengo che la GRATUITA’, cioè il GRATIS che la natura ci sbatte in faccia ogni giorno, per scuoterci dal nostro arraffare, impossessarsi, imbrogliare… Sia la LEGGE universale che la natura ha come suo modo di essere e di agire, a tutti i livelli del suo sviluppo, e dia il SENSO all’esistenza.
Detto ciò, attraverso questo punto di vista la Gocciolina guarda il politico e il sociale, il pubblico ed il privato, il sacro ed il profano per misurarne e valutarne il grado di autenticità a seconda della rispondenza con la legge della GRATUITA.
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