L’EMPATIA Nel linguaggio comune significa più che altro capacità di compartecipazione, saper condividere gli stati d’animo degli altri e in particolare le loro sofferenze; da qui giungono capacità di aiutare, sostenere e, soprattutto, comprendere.
Indubbiamente il significato è molto ampio, tuttavia si lega sempre al saper “sentire” stati d’animo sia negativi che positivi, ed al saper alleviare la sofferenza. Di fatto, non può esistere relazione significativa se non c’è empatia: la mamma che consola il suo bambino lo fa grazie all’empatia; la persona che riesce a condividere la gioia dell’amico lo fa perché può usare la sua capacità di condivisione empatica; l’innamorato che riesce a sintonizzarsi su ciò che sente l’altro anche senza l’uso di parole, lo fa usando questo strumento.
Per molti studiosi viene vista come una condivisione affettiva; tuttavia molti autori considerano la vera empatia come subordinata anche allo sviluppo di capacità cognitive che consentono in primo luogo di immedesimarsi negli altri, di mettersi dal loro punto di vista e di comprendere il loro modo di valutare cose e situazioni, tutto ciò è frutto del pensiero riflessivo.
La traducción en español la encuentras en el fondo del artìculo
Se vogliamo ascoltare un programma con la radio è necessario sintonizzarsi sulle frequenze su cui viene trasmesso. Se non ci piace, scegliamo un’altra frequenza.
Con le realtà divine è la stessa cosa. Se vogliamo che il divino venga percepito, parli, dentro di noi, di sé e del suo modo di essere, divenendo fonte di ispirazione, di comprensione, di ottimismo, ecc. non dobbiamo fare altro che sintonizzarci su Dio.
Non si tratta semplicemente di “pensarLo”, ma piuttosto di aderire alla sua Realtà: Amore, Unità, Condivisione, Giustizia, Benedizione, Verità, che ci irradiano di Sincerità, Altruismo, Semplicità, Laboriosità, Tolleranza… Queste sono le “frequenze” con le quali dobbiamo entrare in “sintonia”. Il resto viene da sé.
La radio siamo noi e se scegliamo una frequenza, sentiamo vibrare in noi la realtà che abbiamo scelto o desiderato ed essa non solo ci dà le sue emozioni, ma l'atteggiamento con cui affrontare le situazioni che si presentano.
Stessa cosa succede nel rapporto con gli altri ( vedi l'articolo SCEGLI TU IL PROGRAMMA )
"Nella vita di tutti i giorni, quando incontri una persona,decidi tu su quale programma sintonizzarti in loro. Ogni persona, relazionandosi con un’altra, decide cosa far venir fuori dell’altro, a seconda che dia fiducia, collaborazione, rispetto, tolleranza, comprensione… oppure apatia, disprezzo, superficialità, pregiudizio, odio.
Il rapporto può diventare una sfida e dunque una lite e una lotta, oppure può far nascere nuove e costruttive alternative. Se ci sono rispetto e collaborazione, stima e considerazione, una creatività misteriosa fa moltiplicare idee e progetti, e fa toccare con mano ciò che si definiscefratellanza universale.
E quando sono gli altri che vogliono sintonizzarti sul peggio di te: offendendoti, sfidandoti, imbrogliandoti… Abbassa il volume o cambia manualmente il programma, se non vuoi essere un tiratore scelto in più nella lotta della vita".
Sintonizarse Si queremos escuchar un programa con la radio es necesario sintonizarse sobre las frecuencias sobre que es transmitido. Si no nos gusta, elegimos otra frecuencia. ...
Solo coloro che non hanno il coraggio di entrare negli occhi di una persona, non ne scoprono l’essenza che le anima e le agita.
Aldilà delle fattezze umane, dei suoi colori e delle sue forme, in ogni volto, in ogni sguardo, in ogni linguaggio che nel corpo si manifesta, c’e una persona capace di pensare, di volere, di intendere, di amare. C’è una persona che, se la lasci manifestare, è capace di interpellarti, di farti sentire importante e di dare senso alla tua vita.
Anna: 16 anni: Amo un ragazzo, quando mi guarda con i suoi occhi verdi mi sento felice.
Marco, 22 anni: Io e Maria ci conosciamo da due anni e stiamo molto bene insieme. Non faccio che pensare a lei. Sento che lei è in ogni parte di me. Per me l’amore è vivere in funzione dell’altro.
Giulio, 50 anni: Per me l’amore non esiste, ma solo i bisogni: mangiare, bere, fare sesso, stare in compagnia, avere soddisfazioni in quello che si fa, sentirsi apprezzati o desiderati. Rosa, 38 anni: L’amore e3siste, tanto è che non solo lo cerchiamo, ma riusciamo a viverlo veramente e ci sentiamo realizzati. Rimaniamo delusi quando nel rapporto entra la routine e allora, per sentirci utili o realizzati, ci dedichiamo ad altro.
Luca, 44 anni: Ciò che hanno detto Giulio e Rosa mi ha fatto riflettere. Nonostante il mio divorzio sogno ancora il vero amore; eppure ho visto tramutarsi l’amore in indifferenza e questa in cattiveria. Se a stimolarci sono i “bisogni”, c’è una vena di egoismo in tutte le azioni che facciamo e che riceviamo: Stare con l’altro, fare l’amore, condividere progetti e anni di vita… funziona finché c’è un dare e un ricevere, un godere e un far godere, una gratificazione reciproca. Quando questa reciprocità si interrompe, si va avanti ancora un poco per inerzia, poi prende piede una non vita che l’istinto di sopravvivenza non fa accettare. Chi non ha il coraggio né di mettersi in discussione per riprendere in mano la situazione, né di rompere la relazione, la continua, costruendosi i suoi spazi privati dove sopravvivere.
Giuseppe, 30 anni: Forse vi complicate la vita perché esigete un amore per sempre. Io dico che anche l’amore ha le sue stagioni e quando si esaurisce, come tutte le cose, è normale che finisca e dia spazio a una nuova primavera con un’altra persona o circostanze. ...
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Direzione spirituale? Il punto interrogativo non intende negare quella pratica importantissima del dialogo tra un esperto della vita spirituale, in teoria, ma soprattutto in pratica, e chi a lui si confida per ricevere chiarimenti e indicazioni preziose per crescere interiormente; il punto interrogativo è una domanda posta come stimolo a riprendere l’argomento per concludere affermativamente la sua necessità.
Questo semplice blog non vuol fare le veci del sacerdote, ma vuole offrire l’opportunità, tra appassionati di vita spirituale, di vita impegnata, di fede, di coerenza, delle cose che non passano, di confrontarsi, di mettere in comune, di aiutarsi.
Le nostre orecchie hanno altri luoghi per ascoltare esortazioni, professioni di fede e prediche, ciò che vogliamo condividere è la nostra esperienza, il cammino fatto, le difficoltà, i dubbi, le domande senza risposta, ma anche le certezze, le strade ritenute sicure, gli incontri che hanno lasciato il segno dentro di noi. Ognuno sceglierà se scrivere per farsi leggere da tutti o se parlare in privato alla mail: Paparonef@alice.it
¿Dirección espiritual? El interrogante no quiere negar aquella práctica importante del diálogo entre un experto de la vida espiritual, en teoría, pero sobre todo en práctica, y quién a él se confía para recibir explicaciones e indicaciones preciosas para crecer interiormente; el interrogante es una pregunta puesta como estimulo a retomar el argumento para concluir afirmativamente su necesidad.
Este simple blog no quiere hacer las funciones del sacerdote, pero quiere brindar la oportunidad, entre apasionados de vida espiritual, de vida ocupada, de fe, de coherencia, de las cosas que no pasan, de enfrentarse, de poner en común, de ayudarse.
Nuestras orejas tienen otros lugares para escuchar exhortaciones, profesiones de fe y prédicas, lo que queremos compartir es nuestra experiencia, el camino hecho, las dificultades, las dudas, las preguntas sin respuesta, pero también las certezas, las calles que esperimentamos seguras, los encuentros que han dejado dentro de nosotros las huellas . Cada uno elegirá si escribir para hacerse leer de todo o si hablar en privado al mail: Paparonef@alice.it
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La salute è un dono, espressione del bagaglio genetico ereditato dai genitori. Come ogni progetto vivente anch’essa ha le sue esigenze per manifestarsi; deve essere mantenuta, protetta, capita. La salute è il silenzio degli organi, quando questi funzionano non sentiamo nulla, niente di fastidioso e pieni di energia.
I temi di questa sezione hanno l’intento di aiutarci a capire il linguaggio del corpo allorquando questi manifesta con “fastidi”, “dolori”, “sensazioni” il suo bisogno di manutenzione.
Anzitutto diciamo che il dolore è un nostro alleato, è la voce di chi fa la guardia, guai a fare orecchie da mercante e non capire cosa c’è che non và. Vi immaginate mettere una mano sul fuoco e non sentire nulla? Ce la bruceremmo senza accorgercene! Michel Furter ( vedi il suo sito: http://www.drfurter.ch/ ) mi ha insegnato a non essere superficiale e a dare importanza ai segnali del corpo. Mi ha insegnato soprattutto che il luogo di incontro, di dialogo e di terapia è quello in cui il corpo “parla”.
Oggi parliamo di ANSIA. Come si manifesta nel corpo? C’è chi stringe o digrigna i denti, lamentando dolori alle mascelle o alle orecchie. C’è chi sente un nodo alla gola ed ha l’impressione di affogarsi con nulla. C’è chi sente una oppressione al petto, a volte forti palpitazioni, a volte non è capace di prendere un bel respiro. C’è chi sente un gonfiore alla bocca dello stomaco o all’addome, con gastrite nervosa. C’è chi ha tutta la schiena che gli suda, la notte; chi ha le gambe irrequiete… ecc. ...
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10° Lezione
Con la natura non mi ero mai posto nell’atteggiamento di chi si aspetta nozioni o chiarimenti. Quel giorno però avevo un gran desiderio, come quando si ha molta sete, perciò le chiesi risolutamente:
“di Dio non mi dici niente?”.
Tremavo all’idea di una qualunque risposta, fosse stata anche il silenzio.
“Io non l’ho mai visto!”.
Stetti col fiato sospeso, come quando si aspetta una notizia di vitale importanza.
“Come una madre non sa il lavoro che io faccio dentro di lei, ma è piena di gioia quando può prendere tra le braccia il figlio appena nato, allo stesso modo io non so come sono nata e dove sono diretta. Conosco solo le leggi che mi muovono e la logica delle cose che da me nascono. Come un giovane si sente pieno di vita e di iniziative, allo stesso modo una Potenza dà energia a tutto ciò che faccio. Di novità in novità, la prima ad essere meravigliata sono io. ...
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